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LA MOGLIE DI DE MAGISTRIS A VANITY FAIR:
«
LUIGI MI CONQUISTÒ CON UNA SPREMUTA» 

«Ci incontrammo a Catanzaro, mentre facevo pratica in uno studio legale. Apprezzai la sua  semplicità. Nei tribunali c’è gente che si dà arie: Luigi mi colpì quando al bar chiese una spremuta d’arancia. Capii che era diverso». 

Così Maria Teresa Dolce racconta il suo incontro con il marito Luigi De Magistris a Vanity Fair, in quella che è «la mia prima intervista», nel numero in edicola mercoledì 15 giugno.
Il servizio, corredato di foto esclusive, è stato realizzato al Vomero, il quartiere di Napoli dove l’ex magistrato è cresciuto, nella casa di sua madre Marzia. Che mostra orgogliosa la foto di Luigi venticinquenne, con il padre Giuseppe, entrambi con la «divisa» da magistrato, quella del figlio cucita da lei stessa, in 48 ore: 

«Che emozione vedergliela addosso». Marzia aggiunge che «Luigi lavora anche 13-14 ore al giorno, come suo padre. Con i figli eravamo rigidi nell’educazione, ma li lasciavamo liberi. Luigi a 14 anni partiva con gli scout». 
«Ho scoperto che condivideva il mio stile di vita», spiega Maria Teresa. «Anche io sono stata negli scout, facevo volontariato in una mensa per extracomunitari e nei centri di recupero per tossicodipendenti». 
Si sono sposati nel 1998 in una chiesetta sulle colline di Soverato, in Calabria, riescono a passare poco tempo insieme (ultimo film, Mamma Mia), e 13 anni dopo, nonostante la vita complicata, dicono di non avere attraversato crisi: negli ultimi tre anni di lontananza (lui trasferito a Napoli per motivi disciplinari dopo il caso Why Not, loro rimasti in Calabria, ndr) 

«Luigi ha cercato di essere presente come padre, anche quando c’è solo nel weekend».
«Quando ero sotto scorta», racconta De Magistris, Andrea (il primogenito undicenne; c’è anche Giuseppe, 7 anni ndr) mi chiese:Papà, è vero che ti ammazzano?”. Glielo aveva detto un compagno di classe». 

Tutti speravano che chiamasse in giunta Roberto Saviano.

«Ma Saviano», dice «è una grande risorsa per la nostra città. Mi impegno a creare le condizioni perché possa tornare a vivere in una Napoli senza più rapporti tra camorra e politica. Io ci posso riuscire. Un ex magistrato capisce quando si trova davanti un politico corrotto».
Milano, 14 giugno 2011

 

UFFICIO STAMPA: 
Mara Vitali Comunicazione  

Laura Piva
Edizioni Condé Nast s.p.a
Communications Director