24orenews Web E Magazine

GOOGLE  E LE SUE ACQUISIZIONI

Un segugio con un ottimo fiuto o un mostro che tutto divora? Se l’azienda di Mountain View è un gigante, lo deve anche alle realtà acquisite. La storia di Google è certamente la storia di un motore di ricerca che ha conquistato il favore degli utenti ma anche la storia di una lunga serie di acquisizioni che hanno portato la società a interessarsi di diversi campi. Di qui, la possibilità di considerare l’azienda di Mountain View come un segugio in grado di fiutare le opportunità o come un mostro che tutto divora. Nel 2003, per esempio, in aprile Google sborsò 102 milioni di dollari per assicurarsi la proprietà di Applied Semantics, da cui nacque in seguito la piattaforma AdSense che tuttora genera gran parte dei profitti di Google. L’anno dopo, in giugno, Picasa entrò nella famiglia della grande G e nel 2005 fu la volta della piattaforma sviluppata da Andy Rubin, Android. Nell’ottobre del 2006 Google fece un’acquisizione che nei primi anni sembrò non trovare un modello di business per sostenersi ma continuò a crescere nel numero di utenti e oggi si presenta come la piattaforma che fa guerra alla televisione: YouTube, che costò 1,65 miliardi di dollari. L’anno dopo, in aprile, gli interessi tornarono a concentrarsi sulla pubblicità con l’acquisto di DoubleClick (3,1 miliardi), sollevando tra l’altro le preoccupazioni dell’Agenzia Federale per il Commercio degli Stati Uniti (FTC). Sempre nel 2007 Feedburner (per 100 milioni) e Postini (per 625 milioni), azienda che forniva servizi di sicurezza per la posta elettronica diventati poi parte delle App per le aziende vennero inglobati in giugno, mentre a luglio toccò a GrandCentral (per 45 milioni), che fornì la base per Google Voice. Il 2008 fu, dal punto di vista delle grandi acquisizioni, un anno tranquillo, mentre nel 2009 Google iniziò a interessarsi della pubblicità sui dispositivi mobili e in novembre pensò bene di inglobare AdMob.  Il 2010 fu un anno di spese: a febbraio 133,9 milioni permisero a Google di comprare la tecnologia di compressione video di On2, da cui nacque WebM; altri 700 le consentirono in giugno di acquistare ITA, azienda che si occupava di ricerche nel settore dei viaggi; 100 milioni furono sufficienti in agosto per ottenere la proprietà di Like.com (motore di ricerca visuale orientato all’e-commerce) e, nello stesso mese, una somma non rivelata servì a convincere i dirigenti di Slide, azienda fornitrice di servizi “social”. Veniamo infine a quest’anno: solo due mesi fa Google acquistò AdMeld – fornitrice di una tecnologia per ottimizzare la visualizzazione di pubblicità online – per 400 milioni di dollari e ora, com’è noto, è toccato a Motorola Mobility, per l’enorme cifra di 12,5 miliardi di dollari.