Io sono Poesia Barga

di Teobaldo Fortunato

Un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea, proposto dal collezionista e storico dell’arte GianGuido Maria Grassi, “Io sono poesia – Dariush e Yoo Myung Hwa”, presso la Galleria Comunale di Barga; l’opening è previsto il 15 ottobre alle ore 18 e sarà visitabile fino al 13 novembre. La mostra, organizzata insieme all’Associazione Start – Open your eyes e con il patrocinio del Comune di Barga, rientra nella agenda “In comune”: progetto ideato da Giorgia Madiai che mira a creare una comunità artistica, invitando a partecipare gli artisti e i creativi che vivono e sono legati alla Valle del Serchio e alla Garfagnana. Barga è il notissimo centro in provincia di Lucca dove Giovanni Pascoli trascorse molti anni dal 1895 al 1912 nella villa di campagna dei Cardosi-Carrara, situata ai Caproni di Castelvecchio una frazione di Barga. Come Gian Guido Maria Grassi afferma: “I dipinti di Dariush, i bassorilievi in carta di Yoo Myung Hwa e gli strumenti etnici di Ennio Manfredi ci guidano in un viaggio introspettivo nelle terre di Oriente alla ricerca dei nostri archetipi… qui nascono i suoni, ammiriamo le geometrie dei ricami e incontriamo personaggi illuminati dalla luna: musica, disegno e colore creano una scenografia e ci ritroviamo all’interno di una storia da Le Mille e una notte”. Sono esposti dipinti, lavori su carta e strumenti musicali che riportano i fruitori in una dimensione diatopica e diacronica lontana, “un’atmosfera coniugata in un tempo imperfetto, quello dell’ottativo, dell’auspicio, della riflessione: il tempo della poesia! L’Arte di Dariush ha un sapore esoterico e un senso di mistero; rivela il gusto di un moderno filosofo che non ha dimenticato Zaratustra, erede e interprete nell’era moderna dell’arte alchemica di trasmutazione e purificazione spirituale della materia. Nelle sue opere sono spesso inserite, come solevano fare i cronisti medievali, iscrizioni simboliche, numerazioni e brani poetici in lingua francese e persiana che aggiungono una nota d’incanto evocativo arcaico, quadri – poema che spesso si espandono con intima musicalità su preziose cornici quasi a oltrepassare i limiti dell’opera, a uscire dal quadro per coinvolgere in modo intrigante l’osservatore, continuare il racconto”. Grassi ci rivela che Yoo Myung Hwa in gioventù avrebbe voluto essere una pianista, difatti i suoi lavori in carta piegata rievocano gli spariti. Il colore assume una valenza altra: le vibrazioni ottico cromatiche assurgono a variazioni, “la tonalità del colore richiama la scala delle note, un pentagramma visivo che si inserisce nella tradizione del grande astrattismo del ‘900, da Veronesi a Kandinskij”. Il marito Ennio Manfredi colleziona e costruisce antichi strumenti musicali, viole, violini cinesi e strumenti ad una, due, tre corde. In occasione dell’opening, Nancy Parra suonerà una selezione di musiche della tradizione orientale; un viaggio nel folklore dei paesi da cui arrivano gli artisti in mostra. Saranno esposti anche i dipinti di Dariush T. Mohajer, (Teheran, 1944), originario del Caucaso, pittore, scrittore, poeta, incisore, illustratore, laureato in Arti Decorative e Disegno di Interni a Teheran e in Architettura a Firenze. Nel corso degli anni è riuscito a creare uno stile pittorico in cui “l’impronta figurativa si arricchisce di un simbolismo di derivazione orientale impreziosito da raffinati richiami Liberty e stemperato con la misura e il garbo tipici della tradizione toscana. L’arrivo a Lucca negli Anni Settanta di questo giovane figlio della tradizione artistica persiana, di nome regale e aspetto rivoluzionario, non è una banale coincidenza; poche città avrebbero potuto offrire ospitalità a un artista fuoriuscito dal suo paese e che aveva rifiutato allettanti proposte commerciali per seguire la vocazione di nomade inquieto che appare e scompare come una rondine al seguir delle stagioni; è qui che Dariush, “citoyen du monde”, ha lavorato per molti anni presso l’antico laboratorio litografico di Giuliano Angeli; nelle immagini della figlia Lea, sempre uguali e sempre diverse come le ninfee di Monet, si è realizzata una mirabile sintesi fra Oriente e Occidente, mistero e ragione, sogno e realtà”. L’artista giapponese Myung Hwa Yoo, (1969) è figlia di genitori coreani; nasce a Mito (Ibaraki), Giappone, città dove dal 1979 al 1988 studia disegno e pittura presso l’atelier di un artista locale e frequenta l’Accademia di Belle Arti; dal 1988 al 1990 frequenta Suido Bata Academy of Fine Arts a Tokyo; nel 1990 si trasferisce a Londra per seguire il corso di arte concettuale diretto al Goldsmiths College da Julian Opie e Michael Craig-Martin conseguendo la laurea nel 1994. Il primo grande riconoscimento arriva nel 1995 anno in cui viene selezionata per Call for New Artists organizzato da Olympus a Londra; nello stesso anno si trasferisce con la famiglia a Parigi dove lavora nel mondo della moda: per sua scelta, dal 1997 vive e lavora a Bagni di Lucca realizzando mostre e insegnando arte contemporanea a bambini di scuole primarie internazionali a Lucca e Pisa. “Dopo varie esperienze artistiche, dal 2020 la sua ricerca ha trovato una forma espressiva costituita da opere astratte, geometrie cromatiche su carta di intima sensibilità musicale che richiamano alla mente le composizioni musicali, “reflets dans l’eau”, di Claude Debussy, immagini accompagnate da luci e ombre creanti un effetto ottico spaziale mutevole a seconda dell’angolo di osservazione; a queste opere si affiancano lavori su carta di piccole dimensioni, miniature nelle quali la geometria acquista una grazia tutta orientale”. Nel 2022, Yoo ha fondato il negozio online Fierymane.com che svolge attività di promozione di artisti, artigiani e designer che operano in Toscana. Ennio Manfredi, nato a Crotone nel 1960, liutaio, viene da una famiglia di fabbri artigiani; dal 1997 risiede a Bagni di Lucca.  Ha lavorato in Italia, Francia ed Inghilterra nel settore costruzioni e realizzazioni artistiche in metallo; durante il lungo soggiorno a Parigi ha frequentato i laboratori artistici “Les Frigos”. Dal suo rientro in Italia ha ripreso la passione per la musica e per la produzione artigianale di strumenti musicali a percussione; nel 2020 si apre una nuova finestra sul campo degli strumenti musicali con un attento lavoro di ricerca e sperimentazione del più antico degli strumenti ad arco: il Rebab, uno strumento ad arco che si ritiene sia nato in Afghanistan intorno all’VIII secolo; e da lì si è diffuso in oriente e, grazie alle conquiste degli arabi, nel Maghreb e nel bacino del Mediterraneo; da esso sembra sia nato il violino. Gli strumenti di Manfredi in mostra a Barga fanno parte di una grande collezione e sono riedizioni in chiave moderna di antichi strumenti ad arco di varie culture. Nancy Parra Avila che si esibirà durante la serata dell’opening, ha iniziato i suoi studi musicali all’Università della Musica di Guadalajara, in 2015 ha conseguito l’Artist Diploma della San Francisco Academy Orchestra. Si è esibita in molti paesi europei tra cui la Francia, l’Austria, la Germania e la Repubblica Ceca. Quest’anno ha conseguito il Diploma Accademico di II livello all’Istituto Boccherini di Lucca.

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 IO SONO POESIA | Dariush, Yoo Myung Hwa, Ennio Manfredi
A cura di GianGuido M. Grassi, Start – Open your eyes,

OPENING: Sabato 15 ottobre, ore 18.00

Barga, Galleria comunale
Via di Borgo 16, Barga
Apertura mostra 15.10.22 – 13.11.22

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