0 - Marieda Di Stefano e Antonio Boschi a Bruxelles - 1930 - Civico Archivio Fotografico- Milano
0 Marieda Di Stefano E Antonio Boschi A Bruxelles 1930 Civico Archivio Fotografico Milano

IN VIAGGIO CON ANTONIO E MARIEDA

Una domenica pomeriggio di qualche mese fa ricevo un invito da un caro amico, Vittorio Grazi, Revisore dei Conti della Fondazione Boschi Di Stefano, che mi dice: «Se oggi pomeriggio sei libero ti andrebbe di visitare la Casa-Museo Boschi Di Stefano?». Non poteva farmi un invito più bello, tre ore dopo varcavo il cancello del civico 15 in Via G. Jan a Milano. La città meneghina vanta quattro case-museo che meritano d’essere citate, il museo Bagatti Valsecchi, il museo Poldi Pezzoli, Villa Necchi Campiglio (di cui abbiamo già scritto sulla nostra rivista) e la casa-museo Boschi Di Stefano. Ma andiamo per ordine. I coniugi Marieda Di Stefano e Antonio Boschi, sposatisi nel 1927, andarono ben presto ad abitare in una palazzina a due passi da C.so Buenos Aires realizzata dal padre di lei, Francesco Di Stefano, costruttore edile nonché collezionista d’arte. Lo stabile, edificato fra il 1929 e il 1931 su progetto di Piero Portaluppi, è un edificio di tre piani, oltre il piano rialzato. Questa casa di abitazione – che Portaluppi amava chiamare “Villa” (come Villa Necchi Campiglio, sempre da lui progettata con dettagli architettonici di assoluta bellezza che possiamo ritrovare anche nel palazzo di Via Jan – ndr), vanta elementi originali dell’epoca e subito ci si sente trasportati nel passato. I pavimenti del passo carraio, le ringhiere, i cancelli, il vano scala, l’ascensore e tutti i dettagli sono perfettamente in stile Art Dèco italiano. Un mix di elementi, ancora oggi moderni e funzionali, che caratterizzano questa residenza. La scala

Salendo la bella rampa di scale (il corrimano e la ringhiera sono di una bellezza rara), al secondo piano, si trova l’appartamento di Marieda e Antonio. Spazioso, luminoso e dalla classica disposizione ordinata dell’epoca, questa Casa-Museo non è solo architettura, bensì raccoglie una delle collezioni d’arte private più vaste che abbia mai visto! Oltre duemila opere sono state donate da Antonio Boschi nel ’74 al Comune di Milano, di cui una selezione di circa trecento esemplari sono dal 2003 qui visibili al pubblico. Questa collezione rappresenta una testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo, infatti spazia dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta. Nel 1998 nasce la Fondazione Boschi Di Stefano che, insieme al Comune di Milano, ha curato il restauro dell’abitazione. Nelle undici stanze le opere sono state collocate seguendo un criterio di successione cronologica. La visita è facilitata da pratiche schede di lettura con la specifica tecnica di ogni opera esposta. Purtroppo è rimasto poco degli arredi originali (va detto che i coniugi Boschi Sala SironiDi Stefano amavano talmente tanto l’arte che la parte degli arredi non è mai stato un punto di forza di questa casa – ndr), ma, con un grande sforzo e tanta ricerca da parte della Fondazione, oggi sono esposti nella Casa-Museo mobili e lampadari consonanti con lo stile dell’edificio e con le diverse epoche artistiche ivi riunite (stupenda la sala da pranzo progettata da Mario Sironi nel 1936). 19 1Le varie stanze, comunicano tramite bellissime porte a doppio battente e l’atrio d’ingresso è un trionfo di luce e forme geometriche tipiche del periodo. Nell’abitazione è possibile vedere diverse ceramiche della stessa Marieda che, al piano terra, aveva fondato una scuola artistica di ceramica. La passione per l’arte ha spinto i coniugi Boschi Di Stefano, come mi ha raccontato la Dott.ssa Francesca Paola Rusconi, Direttrice culturale della Fondazione, a “tappezzare” letteralmente l’intera dimora di opere d’arte. Pensate che hanno fissato dei quadri addirittura sui battenti delle porte! Ma gli aneddoti non finiscono qui, l’Avv. Ezio Antonini, Presidente della Fondazione, mi ha raccontato che Marieda ed Antonio portavano a casa le opere ancora umide onde evitare che venissero vendute prima ad altri. Potremmo scrivere un libro sulla storia di questa fantastica coppia, ma adesso voglio percorrere con voi un viaggio ideale in questa incantevole Casa-Museo, partendo dalla cosa più importante, la disposizione delle opere.

Cesare Monti - Ritratto della Signora Boschi, 1929

Ritratto dell'Ingegner Antonio Boschi

All’ingresso si trovano i ritratti dedicati ai coniugi Boschi e subito, sulla sinistra, c’è un corridoio con tele di Severini e di Boccioni. Su questo corridoio si aprono due porte, la prima riguarda il bagno padronale, con ancora alcuni elementi originali e con la nicchia della vasca centrale speculare alla nicchia dello specchio sul lavello, mentre la porta di fronte fa da ingresso alla stanza del “Novecento italiano” con quadri di Funi, Marussig, Tozzi, Carrà e Casorati.

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Subito dopo si entra nella “sala Sironi”, interamente dedicata all’artista (belle le sculture di Arturo Martini). Pochi passi dopo la mia preferita, che comprende opere del “Gruppo di Corrente”, sette Morandi e sei de Pisis. I Chiaristi sono concentrati in un piccolo corridoio mentre nell’ambiente successivo troviamo gli “Italiens de Paris”: Campigli, Paresce, Savinio e De Chirico. La “sala Fontana” racchiude una preziosa raccolta di venti opere, mentre le ultime due stanze sono dedicate ai postcubisti picassiani, ai nucleari, agli spazialisti e ai pittori informali (meritano i due Achrome di Piero Manzoni). Molti dei quadri della collezione sono esposti al Museo del Novecento, aperto al pubblico dal 2010. La casa si completa di un bellissimo pianoforte a coda Bechstein, alcuni violini che Antonio Boschi amava suonare, preziosi lampadari di epoche diverse (veramente originale, nell’ultima stanza, il lampadario dell’Arch. Alessandro Mendini, nipote dei coniugi Boschi – ndr) ed arredi originali come il panchetto dell’ingresso e il radiogrammofono prodotto dalla “IMCA Radio” di Alessandria. Presso la Casa-Museo sono presenti “quaderni tematici” che possono aiutare i visitatori a comprendere ancora meglio le opere, gli arredi e degli album con foto della famiglia. Vi consiglio una visita al sito www.fondazioneboschidistefano.com, ma soprattutto ad una visita di persona alla bellissima residenza, ricca di dettagli tutti da scoprire!

Luca Medici www.my-home.biz

 

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