Francesco Clemente In Between: mostra alla Triennale

Dal 29 maggio al 6 settembre 2026, Triennale Milano ospita Francesco Clemente: In Between, una grande mostra dedicata a uno degli artisti italiani più riconosciuti sulla scena internazionale. Il progetto espositivo, curato da Francesca Pietropaolo con Robert Storr, nasce in partnership con Vito Schnabel Gallery di New York e St. Moritz. L’esposizione rappresenta la prima grande retrospettiva italiana dedicata all’artista dopo quella del 2009 al Museo Madre di Napoli. È anche la prima ampia mostra pubblica milanese dedicata a Clemente, figura centrale della pittura contemporanea tra spiritualità, identità e contaminazione culturale.

Un viaggio nella pittura di Francesco Clemente

La mostra raccoglie circa 70 opere che raccontano oltre cinque decenni di ricerca artistica. Il percorso attraversa dipinti, disegni, acquerelli, pastelli e libri d’artista, offrendo uno sguardo completo sulla poetica di Francesco Clemente. L’esposizione evidenzia la natura mutevole e aperta della sua arte. Il titolo In Between richiama infatti quella dimensione sospesa tra mondi differenti che caratterizza tutta la sua produzione. Le opere si muovono tra interiorità e realtà esterna, tra spiritualità e corpo, tra memoria e trasformazione. Molti lavori arrivano da collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui il Virginia Museum of Fine Arts e la Peter Marino Art Foundation. Alcune opere vengono presentate per la prima volta in Italia, insieme a nuovi dipinti realizzati recentemente dall’artista.

Il tema della metamorfosi al centro della mostra

L’universo creativo di Francesco Clemente si sviluppa attraverso simboli, visioni e riferimenti culturali provenienti da tradizioni differenti. La sua pittura unisce Oriente e Occidente, spiritualità e contemporaneità, creando immagini dense di significati.  Nelle opere emergono richiami all’Induismo, al Buddismo Zen, al Sufismo e al misticismo occidentale. Allo stesso tempo, l’artista affronta temi come identità, sessualità, memoria e trasformazione personale. Il senso di metamorfosi attraversa tutta la mostra. Figure, volti e corpi sembrano continuamente cambiare forma, suggerendo un dialogo costante tra passato e presente. La pittura diventa così uno spazio di ricerca emotiva e spirituale.

Gli autoritratti e la ricerca del sé

Ad aprire il percorso espositivo sono alcune opere dedicate all’autoritratto. Tra queste spiccano Autoritratto con oro del 1979, Self-Portrait with Bird del 1980 e Self-Portrait del 1982. L’autoritratto accompagna tutta la carriera di Clemente. In lavori successivi come Birthday Self-Portrait (2001), Taoist Self-Portrait (2005) e Self-Portrait as St. John (2011), il volto dell’artista si trasforma continuamente.  Questa ricerca sul sé non è mai solo autobiografica. Clemente utilizza il proprio corpo e la propria immagine come strumenti per riflettere sulla condizione umana e sul cambiamento.

L’influenza dell’India e il legame con New York

Un momento decisivo nella formazione di Francesco Clemente è l’incontro con la cultura indiana, iniziato nel 1973. Questo rapporto emerge chiaramente in opere storiche come Two Painters e Francesco Clemente Pinxit. Anche le serie più recenti, tra cui Devigarh del 2017, confermano il forte dialogo dell’artista con l’Oriente. Colori, simboli e spiritualità diventano elementi centrali della sua pittura. Nel 1981 Clemente si trasferisce a New York, città che segna profondamente il suo percorso creativo. Qui nascono collaborazioni importanti con artisti e intellettuali internazionali. Tra le opere più significative presenti in mostra spicca Saxophone del 1984, realizzata insieme a Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol. In esposizione anche i libri d’artista creati con il poeta Allen Ginsberg.

Tre opere storiche riunite dopo oltre quarant’anni

Uno dei momenti più importanti della mostra è la presenza dei tre dipinti My House, My Parents e My Journey, tutti del 1982. Le opere vengono riunite per la prima volta dopo la storica esposizione Zeitgeist del 1982 al Martin-Gropius-Bau di Berlino. Questo nucleo rappresenta una tappa fondamentale nella nuova pittura internazionale degli anni Ottanta. Il dialogo tra questi lavori restituisce al visitatore una visione intensa e personale della ricerca di Clemente.

Ritratti, poesia e visioni contemporanee

La mostra dedica ampio spazio anche all’arte del ritratto. Tra gli acquerelli degli anni Ottanta compaiono figure come Warhol, Basquiat, il compositore Morton Feldman e Allen Ginsberg. Accanto ai ritratti storici trovano spazio opere più recenti dedicate alla moglie Alba Clemente, musa dell’artista, e lavori contemporanei come Portrait of Zoë Kravitz, Saint Laurent Summer 25 del 2025. Alcuni dipinti affrontano anche le inquietudini del presente. È il caso di 5-14-2020, realizzato durante la pandemia, oppure di Winter Flowers in Spring II del 2025, opera che trasmette un messaggio di rinascita e speranza.

Un evento importante per la scena culturale milanese

La mostra si inserisce nel programma di valorizzazione dell’arte contemporanea italiana promosso da Triennale Milano. Il progetto è seguito da Damiano Gullì, curatore per arte contemporanea e public program dell’istituzione. L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo bilingue pubblicato da Silvana Editoriale, con saggi, testi critici e una conversazione tra Francesco Clemente e Francesca Pietropaolo. L’11 giugno 2026 il Teatro di Triennale Milano ospiterà anche Albainclemente, spettacolo scritto e interpretato da Alba Clemente con la regia di Guido Torlonia.

Per informazioni e prevendite è possibile consultare il sito ufficiale di Triennale Milano.

Informazioni utili

Francesco Clemente: In Between
Dal 29 maggio al 6 settembre 2026
Triennale Milano

Orari
Martedì – domenica
10.30 – 20.00
Ultimo ingresso ore 19.00

Biglietti
Intero: 16 euro
Ridotto: 11,50 euro
Studenti: 8 euro

Previsto anche un biglietto giornaliero per tutte le mostre di Triennale Milano al costo di 25 euro.

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