PALAZZO GIURECONSULTI_MILANO
Palazzo Giureconsulti Milano

 

 

MILANO 

60 SCATTI D’AUTORE

AI PALAZZI DEL CENTRO

 

 

 

Inaugurazione mostra fotografica “Architetture svelate”

A Palazzo Giureconsulti, 

INGRESSO LIBERO

fino al 27 luglio 2012

Sessanta fotografie di otto giovani talenti e quattro maestri    

 

MILANO: Architetture di linee e volumi che diventano arte fotografica, così la Camera di commercio si presenta in maniera inedita al pubblico milanese. Grazie agli scatti di otto giovani fotografi emergenti che si affiancano a quelli di quattro maestri. Una galleria di sessanta fotografie per raccontare gli interni e gli esterni di alcuni palazzi storici milanesi, tra cui Palazzo Giureconsulti davanti a piazza Duomo, Palazzo Turati e Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, in una mostra a ingresso libero, a Palazzo Giureconsulti, via Mercanti 2, angolo Piazza Duomo, che resterà aperta fino a venerdì 27 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18.

 

L’inaugurazione. della mostra fotografica dedicata al progetto di valorizzazione del patrimonio immobiliare della Camera di Commercio attraverso la fotografia. La mostra rappresenta il momento conclusivo di un’iniziativa condotta a cavallo tra 2011 e 2012, che ha visto coinvolti otto giovani fotografi emergenti, selezionati dall’agenzia Contrasto attraverso una giuria composta da 4 grandi maestri dell’arte fotografica: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Massimo Siragusa, Vincenzo Castella. Gli otto giovani artisti hanno realizzato ciascuno 10 scatti; nella mostra viene proposta una selezione di 56 fotografie, che vanno ad affiancare i 4 scatti d’autore realizzati dai “big”, per un totale di 60 immagini esposte. Il percorso espositivo, curato da allestitori museali professionisti, sarà aperto gratuitamente al pubblico fino al 27 luglio 2012.

I quattro “maestri” fotografi:

 

Gabriele Basilico (Milano, 1944). Tra i maggiori fotografi internazionali, dopo gli studi in architettura inizia la professione di fotografo dedicandosi alla fotografia di paesaggio e più in particolare alla fotografia di architettura.   Lavora per lo più con banco ottico e pellicole in bianco e nero. Celebre il suo lavoro su Beirut, fotografata dopo la guerra.

 

Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 10 ottobre 1930). È tra i più noti fotografi italiani. Ha iniziato dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter, nel 1965 quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time, Stern. Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d’immagine. Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant’anni provengono dal suo archivio. Procter & Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine.

 

Vincenzo Castella (Napoli, 21 aprile 1952) è un fotografo, chitarrista e regista italiano. Vive e lavora a Milano. Dopo studi di Antropologia Culturale all’Università “La Sapienza” di Roma, inizia la sua attività fotografica nel 1975. Uno dei suoi lavori più importanti è Geografia privata, fotografie a colori di interni domestici realizzate fra il 1975 e il 1982. Nel 1976 compie un viaggio attraverso il sud degli Stati Uniti, dove realizza, insieme a Lucio Maniscalchi, il film in 16mm Hammie Nixon’s People, imperniato sui colori e sui suoni della società afroamericana: uno squarcio di vita di una famiglia di bluesman. Girato intenzionalmente in un home-made style e della durata di 38 minuti il video-documentario è stato montato a Cinecittà nel 1979. Nel 2000 è stato presentato all’interno della rassegna “Film Interrupted” presso il cinema “De Balie” di Amsterdam. Dal 1980 espone i suoi lavori in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1991 pubblica il progetto Zone (fotografie dal 1983 al 1990). Nel 1997 comincia a lavorare all’opera Città Nomadi, sulle città occidentali contemporanee. I suoi lavori sono conservati nei maggiori archivi e collezioni pubbliche e private. Espone alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano. Dal 1994 lavora al progetto “Buildings”, ritratti urbani scattati da posizioni molto elevate, ma mai aeree. Collabora con la galleria di Pasquale Leccese “Le Case d’Arte” di Milano e la “Paul Andreiesse Galerie” di Amsterdam.

 

Massimo Siragusa (Catania). Vive a Roma e dal 1989 è rappresentato da Contrasto. Le sue fotografie sono state pubblicate nelle più importanti riviste internazionali: New York Times, Time, Newsweek, The New Yorker, Us News, El Pais, Die Zeit, Merian, Le Figaro, Geo, Travel Leisure, Marie Claire, “D” di Repubblica, Io Donna, Vanity Fair. Ha firmato per campagne pubblicitarie: A2A, Lavazza, Auditorium di Roma, Kodak, Comune di Roma, Atac/Roma, ENI, Aeroporti di Milano, Bat Italia, Regione Lombardia, Alfa Romeo, BNL, Toyota, Mychef, IGP, Società Pedemontana, Boscolo Hotel, Provincia di Milano

 

Gli otto giovani fotografi:

Alfredo Chiarappa

Nicolò Degiorgis

Edoardo Delille

Giovanni Hanninen

Alessandro Imbriaco

Daniele Pio Marzorati

Lorenzo Morri

Ruben Salvatori

 

 

Il Palazzo dei Giureconsulti si trova in Piazza Mercanti, nel cuore di Milano, a due passi da Piazza Duomo e Piazza Affari. La costruzione di Palazzo dei Giureconsulti viene avviata nel 1562, su progetto di Vincenzo Seregni, sul medesimo luogo su cui fin dalla formazione della piazza dei Mercanti (sec. XIII) sorgeva il palazzo dei notai, inglobando la Torre di Napo Torriani, divenuta torre civica; la sua campana (in seguito sostituita dall’attuale orologio) era detta “Zavataria” in onore del podestà Zavatario della Strada che ne aveva fatto dono alla città. La campana annunciava il coprifuoco, il divampare di incendi, e l’esecuzione dei condannati. Il nuovo edificio delimitava interamente uno dei quattro lati di Piazza dei Mercanti, al cui centro ancor oggi si trova il Palazzo della Ragione. L’ampio fronte manieristico, sormontato dalla torre con l’orologio, è scandito dall’armonia delle doppie colonne del maestoso porticato ad archi, cui si accede con pochi gradini che salgono dal livello della strada. Il ritmo della facciata è esaltato dalla corrispondenza tra gli archi del porticato al pianterreno e le finestre rettangolari del livello superiore, decorate con grazia ed eleganza. In epoca rinascimentale il palazzo aveva ospitato il Collegio dei Nobili Dottori, istituto che formava le figure amministrative dello Stato (senatori, giudici, capitani di giustizia). A partire dall’Ottocento, è stato sede della Borsa Valori, del Telegrafo, della Banca Popolare di Milano e infine della Camera di Commercio, che nel 1911 acquistò l’intero edificio e da allora ne è proprietaria. I bombardamenti del 1945 colpirono pesantemente il palazzo, che subito dopo fu oggetto di un primo grande restauro. Un secondo intervento fu avviato dalla Camera di Commercio nel 1983, con un’importante azione di recupero di tipo sia funzionale sia monumentale, finalizzata a riportare l’edificio alla sua originaria magnificenza civile. L’intervento venne affidato agli architetti Gianni Mezzanotte, che seguì l’opera di restauro, e Roberto Menghi, che si è invece occupato degli allestimenti interni. Al termine dei lavori, nel 1991, il Palazzo prese il nome di Palazzo Affari ai Giureconsulti.

Palazzo Affari ai Giureconsulti. La ristrutturazione ha consentito di dotare l’edificio di tutti gli impianti tecnologici, i servizi e le linee di comunicazione più avanzati, rendendolo un centro polifunzionale prestigioso, a disposizione delle imprese, delle istituzioni e della città.

La superficie complessiva di Palazzo Affari è di 4000 m2 e si distribuisce su quattro piani. Al livello interrato si colloca la Sala Esposizioni, che in 280 m2 può ospitare mostre e sfilate, convegni, seminari e corsi di formazione. Al piano terra la Sala Colonne può accogliere fino a 100 persone ed è dotata di sistemi per la traduzione simultanea e sistema per riprese video. Al primo piano esistono altre sale di dimensioni minori, dedicate ad incontri di lavoro, meeting e tavole rotonde. Una di queste, la Sala Parlamentino, è specificamente attrezzata per videoconferenze e può essere utilizzata per qualunque tipo di riunione a distanza, di livello nazionale ed internazionale. All’ultimo piano si colloca infine la Sala Terrazzo, che ha accesso ad una loggia da cui si gode un affascinante scorcio del Duomo e di Palazzo Reale.

 

Il Palazzo Mezzanotte è un palazzo sito in Piazza Affari a Milano conosciuto anche come Palazzo delle Borse. L’incarico di costruire il palazzo fu conferito nel 1927 all’architetto Paolo Mezzanotte, allo scopo di unificare tutte le attività borsistiche milanesi in un solo luogo, che da allora ospita la sede della Borsa di Milano.

La borsa prima di Palazzo Mezzanotte. La prima borsa del commercio di Milano fu istituita nel 1808 nei locali del Monte di Pietà. Il 30 ottobre del 1809 le contrattazioni furono trasferite nel palazzo dei Giureconsulti in piazza dei Mercanti. All’inizio del ventesimo secolo l’architetto Luigi Broggi costruì il nuovo palazzo della borsa in Piazza Cordusio. Con l’intento di riunire tutte le attività borsistiche sparse per la città il consiglio provinciale dell’economia acquistò nel dicembre del 1925 il Palazzo Turati insieme all’area compresa fra Via Meravigli e Piazza San Vittore al teatro.

La progettazione e costruzione del palazzo.

L’architetto Paolo Mezzanotte iniziò nel 1927 i rilievi per la costruzione di un nuovo palazzo che ospitasse le contrattazioni borsistiche nella zona Cordusio a Milano.Il primo cantiere del palazzo aprì nell’agosto del 1929, per fare spazio alla nuova costruzione vennero demoliti un edificio commerciale e due porticati che ospitavano dei negozi, mentre venne preservato il Palazzo Turati e la galleria Buffoni.Durante i lavori furono rinvenuti nell’area i resti di un teatro romano che causarono dei rallentamenti nella costruzione per tutelare e valorizzare gli scavi. Ancora oggi sul lato dell’edificio è presente una targa in marmo con uno schema dei ruderi del teatro romano sottostante l’edificio.

La lapide che mostra la pianta dei ritrovamenti del Teatro Romano.

Il palazzo, che si estendeva per un totale di 6450 m² fu inaugurato nell’ottobre del 1932.Fu un palazzo all’avanguardia per l’epoca in Italia: fu il primo a prevedere l’esecuzione automatica delle chiamate simultanee degli ascensori, aveva un sistema di condizionamento dell’aria funzionante con acqua e vapore ed ospitava il più grande quadro luminoso elettrico d’Italia che permetteva la visione della quotazione in tempo reale dei 78 titoli ammessi alla Borsa di Milano.La facciata dell’edificio è monumentale, alta 36 metri rispecchia lo stile dell’epoca anche se ha voluto mantenere un’impostazione classica; fu costruita in blocchi di marmo travertino e ospita sculture di Leone Lodi e Geminiano Cibau. All’interno del palazzo, la sala più importante è la grande sala delle grida, luogo dove si eseguivano le contrattazioni “a chiamata” illuminata dall’alto attraverso un grande velario raffigurante la volta celeste e le sue costellazioni.

 

Palazzo Turati fu commissionato dai conti Turati nel 1880 agli ingegneri Ponti e Bordoli che lo progettarono e realizzarono seguendo l’idea del Palazzo della Cancelleria: l’esterno è caratterizzato dalla facciata regolare e lineare, con ricche decorazioni che richiamano i modelli fiorentini e romani. Nel XIX secolo l’edificio, più volte rimaneggiato e ristrutturato dall’architetto Ulisse Stacchini, fu sede dei grandi magazzini di vendita dell’Unione Cooperativa. Palazzo Turati fu danneggiato durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti dell’agosto del 1943. La parte interna, che in origine aveva un cortile colonnato tipico della tradizione milanese, fu completamente rimodellata in seguito ai danni subiti. Nel 1950 si decise di ricostruire il palazzo per farne la sede della Camera di Commercio di Milano. Gli architetti Castiglioni presentarono una soluzione in grado di mantenere la facciata esterna di Palazzo Turati, edificio di importanza storica che non poteva essere in alcun modo demolito o modificato. I lavori durarono quattro anni e nel 1954 Palazzo Turati divenne sede ufficiale della Camera di Commercio di Milano.

 

 

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