Francesco Guadagnuolo -Il supplizio di Cristo in Notre Dame
Francesco Guadagnuolo Il Supplizio Di Cristo In Notre Dame

NOTRE-DAME INFUOCATA 

SCUOTE E L’ARTE COGLIE

LA COMMOZIONE E LA SPERANZA

Il supplizio di Cristo in Notre-Dame

Alcune annotazioni sulla pittoscultura dell’artista

transrealista Francesco Guadagnuolo

di Calogero Rotondo

A Parigi nell’antica cattedrale di Notre-Dame, simbolo dei valori della Cristianità, secoli di storia bruciano e mentre il vortice si alza con fiamme e fumo e la notizia fa il giro del mondo scuotendo gli animi, il maestro e artista siciliano Francesco Guadagnuolo, coglie con profondo sentimento artistico la disgrazia di Notre-Dame e come un fulmine in meno di 24 ore dal disastro del 15 aprile realizza una straordinaria pittoscultura che, nel pieno della Settimana Santa e nel contesto del triste e nero scenario dell’antica cattedrale, riassume per questa Pasqua 2019 non solo la “passione di Cristo e la vicenda di un essere umano che è morto per tutti noi e per amore nostro” ma nel contempo raffigura anche il martirio di Cristo che continua a soffrire. A sintetizzare il messaggio e il senso della sua opera transrealista il titolo è sintomatico: “Il supplizio di Cristo in Notre DameMonumento di arte gotica e emblema della Francia e dell’Europa, la cattedrale di Notre-Dame, con i suoi otto secoli di storia e arte (dal XII a XIX secolo), nel mondo degli artisti e per i turisti è stata sempre un’icona mitica per la sua lunga e travagliata storia, per il grande fascino di richiamo artistico e per la rilevanza che ha sempre avuto come luogo di grandi avvenimenti della storia del passato e di oggi come per esempio l’incoronamento di Napoleone I e i funerali di De Gaulle, Pompidou o Mitterrand. Infatti, la cattedrale per il pittore neoclassico parigino Jacques-Louis David, per l’artista russo Marc Chagall e per lo scrittore romantico di Besançon Victor Hugo e altri ancora fu fonte di ispirazione artistica e luogo indiscusso di narrazione; per David fu motivo per la realizzazione del leggendario grande dipinto del 1805 dell’Incoronazione di Napoleone, per Chagall fu in un suo autoritratto immagine cara raffigurando sullo sfondo Parigi con Notre-Dame e il ponte della Senna mentre per Hugo divenne luogo effettivo per scrivere il suo romanzo storico, letterario e filosofico-politico del 1831 “Notre-Dame de Paris.

Il 15 aprile mentre la cattedrale è in fuoco il presidente Macron con amarezza ha scritto <Notre-Dame de Paris en proie aux flammes. Émotion de toute une nation. Pensée pour tous les catholiques et pour tous les Français. Comme tous nos compatriotes, je suis triste ce soir de voir brûler cette part de nous> (Notre-Dame è in fiamme. Emozione di un’intera nazione. Il mio pensiero va a tutti i cattolici e a tutti i francesi. Come tutti i miei compatrioti sono triste questa sera nel veder bruciare questa parte di noi). Poi mentre i pompieri sono all’opera con sconforto davanti Notre-Dame de Paris hadetto <Ce qui s’est passé ce soir dans cette cathédrale est un terrible drame … le prochain heures seront difficiles. Le pire a été évité meme si la batail n’a pas ètè totalement gagnèe > (Ciò che stiamo passando questa sera davanti questa cattedrale è un dramma terribile … le prossime ore saranno difficili. Il peggio è stato evitato anche se la battaglia non è stata vinta completamente). <Grazie al coraggio dei pompieri la facciata e le strutture, ha dichiarato, non sono crollate. Ve lo dico stasera, questa cattedrale la ricostruiremo tutti insieme. E’ quello che i francesi aspettano, è quello che la nostra storia merita>.

Anche il pittore e scultore Guadagnuolo, artista conosciuto a Parigi e New York, capofila del transrealismo in Italia e ambasciatore di Pace dell’”Universal Peace Federation” ONG, accreditata con “Special Consultative Status” presso il Consiglio Economico (ECOSOC) delle Nazione Unite, amareggiato per il dramma del monumento artistico di Notre-Dame, in cui si conservano per lontana acquisizione della corona reale francese molte reliquie della passione di Gesù Cristo, a commento della sua opera artistica ha scritto: <La Cattedrale di Parigi custode dei peccati dell’umanità che ha visto passare su di essa guerre, battaglie, vandalismi di ogni genere, oggi non c’è più, sembra essersi portata via tutto il retaggio di secoli di sofferenze che solo l’uomo è riuscito a fare>. Queste parole di Guadagnuolo non sono di circostanza ma piene di profondo sentimento, spiritualismo e sensibilità artistica che lo hanno ispirato a realizzare in meno di 24 ore un’opera che, datata 16 aprile 2019, nel panorama artistico nazionale e internazionale è un unicum per come viene raffigurato il dramma di Notre-Dame ed espresso il suo messaggio artistico con valore atemporale e universale per l’uomo di oggi con una tematica del “sacro, del drammatico e del divino” per la salvezza dell’umanità. Infatti, per “Il supplizio di Cristo in Notre Dame” in una nota a corredo dell’opera le riflessioni dell’artista siciliano che emergono sono diverse; il pittore e scultore Guadagnuolo con cifra artistica molto semplice e significativa raffigurando la tragedia del 15 aprile della cattedrale di Parigi infuocata pare voglia dire non solo che <La Chiesa simbolo del sacramento universale di salvezza è stata colpita> ma anche <che in consonanza con il suo Signore, ha fatto sentire in sé il dolore di Cristo e del mondo intero portandoci fino alla commozione.> Inoltre, <L’opera di Guadagnuolo, si legge, esprime la nostra vicinanza a Gesù, così la passione di Cristo ci fa partecipi oggi nel 2019, della Pasqua del Signore che è morto ed è risorto per noi. …>.  Il maestro Guadagnuolo nella sua pittoscultura esprime con la tecnica del dripping <Il sangue versato in secoli di sofferenza e di morti e con l’uso della terra polverizzata ci vuole ricordare cheIl Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa di nuovo lo fece tornare”>. In particolare, nell’opera, realizzata su cartoncino plastificato cm 70 x 50, si notano due altorilievi: uno in alto, al centro di una croce visionaria e infuocata, e l’altro alla base con un modellino di cattedrale; nell’opera, ‘il crollo sotto la croce’, in alto si osserva “la forma delle fiamme che compongono la visione di una croce”, con al centro la figura, in un piccolo altorilievo, del Cristo Nazareno in croce; insomma, una grande croce infuocata, con un crocifisso che, in una immagine visionaria e transrealista, è tra le fiamme in croce. “Forma delle fiamme che compongono la visione di una croce” che per l’artista è <croce di sofferenza per l’intera Parigi, che fa da sagoma alla morte di Gesù sulla croce … Il siffatto è straordinariamente certo che Gesù è, pure, in questo giorno “L’agnello che prende su di sé i peccati del mondo” (GV 1,29)>. In basso della pittoscultura si rileva in un piccolo altorilievo un modellino della cattedrale di Notre-Dame per ricordarla com’era prima dell’incendio con l’auspicio che possa al più presto essere ricostruita come ha annunciato il presidente Macron <”la ricostruiremo insieme”>. <Notre-Dame, ha detto, è la nostra storia, la nostra letteratura, parte della nostra psiche, il luogo dei grandi eventi, l’epicentro delle nostre vite. Per questo stasera dico solennemente: la ricostruiremo insieme”. >. Di certo Notre-Dame con la promessa ricostruzione continuerà a essere per la Francia e il mondo il simbolo della Cristianità. In questa opera del martirio di Cristo in Notre-Dame l’arte non simbolistica e l’alto senso della sensibilità post-moderna di Guadagnuolo, lontana da stilemi delle avanguardie novecentesche, infuocano come le fiamme della cattedrale la sua anima di artista dal realismo drammatico. In questa sua pittoscultura con un linguaggio non onirico ma transrealista religioso e di analisi del reale, tra la forma visionaria delle immagini del dramma di Notre-Dame, del legame del tempo e dello spazio e il senso dell’immanenza e della trascendenza, si fa messaggio universale pregnante per la salvezza dell’uomo. Nell’opera di Guadagnuolo il Cristo crocifisso e straziato, che si avvia alla morte e l’ulteriore supplizio del Nazareno sulla croce visionaria infuocata ben rappresentano il dramma della cattedrale di Notre-Dame, emblema della Cristianità dell’Occidente e del mondo,e la sofferenza della crocifissione del Cristo-uomo ma anche l’angoscia e il tormento della vita e della morte dell’uomo nonché il mistero della vita e della sua precarietà. Il supplizio di Cristo in Notre-Dame, per questa Pasqua 2019 e per questa Settimana Santa, come ha scritto l’artista Guadagnuolo < … non può non far pensare alla passione di Cristo, la vicenda di un essere umano che è morto per tutti noi e per amore nostro.>.

Questa nuova opera sul martirio di Cristo, nel contesto della dramma dell’antica cattedrale di Parigi, legando l’immagine, in modo transreale e visionario, la crocifissione di Cristo, la Passione e la sua Resurrezione e il dramma e le ansie dell’uomo contemporaneo e di questa società irrequieta, ripropone non solo la sofferenza del Cristo crocifisso 2000 anni fa in modo nuovo, tra il richiamo del divino e la passione per la religiosità, ma anche la speranza di una consapevole coscienza europea e mondiale, attraverso un positivo messaggio di salvezza e un nuovo impegno di umanesimo, per rabbonire la turbolenza della società e l’incongruenza dell’uomo del XXI secolo. Società e uomo: queste, tra le altre, le due azioni costanti nell’impegno artistico di Francesco Guadagnuolo. La società per il superamento dei suoi mali viene invitata dal maestro siciliano all’armonia sociale e, in particolare, ad una rinascita dell’interiorità mentre l’uomo viene chiamato a tornare alla propria umanità e spiritualità, ad una più fattiva coerenza e, in particolare, alla ricerca della fede per un riscatto della realtà e per la salvezza trascendente in modo che la sua anima avvolta da una forte centralità, come quella rappresentata per il Cristo al centro della scena infuocata di Notre-Dame, possa aprire alla redenzione dello spirito.

Concludendo, in questa straordinaria pittoscultura di Guadagnuolo il suo messaggio artistico e di speranza, in forma di sublime spiritualismo e forte richiamo all’azione simbiotica di umanesimo e trascendenza del pensiero ideale di Maritan per una nuova cristianità e un nuovo umanesimo, raggiunge, pur nell’espressività della drammaticità della scena rappresentata per Notre-Dame, un valore di elevata significazione per un riscatto sociale dell’uomo perché nell’opera che ci propone “con l’uso della terra polverizzata” ci vuole ricordare che “Il Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa di nuovo lo fece tornare”.