PANDEMIE
Pandemie

 

Le epidemie nella storia umana.

Pandemie

La storia e l’evoluzione del genere umano sono strettamente connesse con la storia delle malattie infettive. Lo sviluppo e la propagazione di alcune infezioni ha uno addirittura causato il crollo di imperi secolari. Le prime notizie sulle malattie contagiose si trovano nella Bibbia, che testimonia il terrore e la morte che esse provocarono tra gli Egizi nel 1320 a.C. In molti grandi romanzi si trovano riferimenti alle epidemie: dal celebre “dagli all’untore” nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, venivano chiamati untori coloro che si pensava diffondessero volontariamente la malattia spargendo particolari unguenti malefici, ai versi di Petrarca che narrano il dolore per la scomparsa, nell’epidemia del 14° secolo, dell’amata Laura, la figura femminile ispiratrice dei suoi canti. Per arrivare al significato di male assoluto che l’epidemia assume in La peste di Albert Camus, pubblicato nel 1948. “La malattia era inspiegabile e ci furono vari modi in cui essa si abbatté sui singoli individui, con troppa violenza perché la natura umana potesse sopportarla…” Non è il resoconto della pandemia da Coronavirus, ma della prima cronaca di un virus devastante. Era il 430 avanti Cristo, ad Atene, e Tucidide descrisse così il flagello che si abbatté sulla città. Lo storico greco Tucidide nel 5° secolo a.C. che raccontò con toni tragici il tramonto economico e sociale di Atene che fino al 430 a.C., anno della pestilenza, era stata la più potente città del bacino mediterraneo. La peste è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio pasteurella pestis, e trasmessa accidentalmente all’uomo mediante la puntura di pulci che infestano i ratti ammalati. Una volta colpito, l’uomo rappresenta una fonte di contagio per l’intera comunità. Fortunatamente, dopo la scoperta degli antibiotici, la peste è ormai una malattia quasi totalmente scomparsa. Sicuramente fu peste anche quella che colpì l’imperatore Giustiniano nel 542 a.C., descritta dallo storico bizantino Procopio come pestis inguinaria. Ma la più diffusa e terrificante epidemia di peste in Europa si verificò in diverse ondate successive nel 14° secolo. La pestilenza peggiore si ebbe in Italia nel 1348. Si stima che morì tra il 30 e il 50% dell’intera popolazione europea. Un’altra grave pestilenza si verificò in Europa tra il 1629 e il 1630. Ecco poi l’influenza, un’altra malattia infettiva che ha pesato in modo drammatico sui destini della popolazione mondiale, con le sue ricorrenti epidemie di diversa gravità. Il termine indica l’effetto, l’influenza, appunto, delle condizioni atmosferiche sull’uomo. Una volta si pensava che le malattie contagiose avessero origine dalle condizioni climatiche o ambientali secondo la teoria miasmatica sviluppatasi nel Medioevo, l’insorgenza delle malattie era dovuta ad alterazioni della qualità dell’aria. I primi indizi dell’esistenza dell’influenza risalgono al 15° e al 16° secolo, nel periodo in cui i colonizzatori portoghesi e spagnoli conquistarono l’America Meridionale. Le popolazioni indigene non erano mai venute a contatto con il virus e la diffusione del morbo diede un fondamentale aiuto ai conquistatori. Lo stesso avvenne nella seconda metà dell’Ottocento con la conquista inglese e francese dell’America Settentrionale. Una drammatica epidemia di influenza fu la terribile spagnola, che nel 1918-19 uccise oltre 21 milioni di persone solo in Europa, un continente già stremato dalla Prima guerra mondiale. Questa epidemia deve il suo nome alla Spagna, che riconobbe per prima l’emergenza   sanitaria. Le epidemie di influenza più importanti, in seguito, si verificarono dopo la Seconda guerra mondiale: nel 1957 la asiatica e nel 1968 la Hongkong, ma si trattò di forme decisamente meno gravi, anche perché in questi casi molte complicazioni della malattia hanno potuto essere evitate con la somministrazione di antibiotici. Oggi i la medicina possiede due armi che hanno profondamente modificato l’impatto delle malattie infettive sulla popolazione mondiale e diminuito il rischio di epidemie, la prevenzione e gli antibiotici. Il pericolo delle epidemie è presente ancora oggi come si vede con la Covid 19 o Coronavirus che stiamo combattendo adesso con la quarantena in attesa in un vaccino!

 

 

by Giorgio Cortese