LA GRIP
La Grip

 Mal dal Grip!

 

Nel Settecento l’influenza, “ab occulta coeli influentia” così chiamata già nel 1580 da Domenico detto Pietro Buoninsegni nel 1580 in Historia Fiorentina, incomincia ad apparire con altre denominazioni. La fonte più esaustiva afferma che nel 1729-1730 a Parigi l’influenza prese il nome di folletto, allure, nel 1743 quando si presentò epidemica in Europa. Allora questa malattia prese il nome di grippe, arrivato dalla vicina Germania chiamata krip,  perché gli ammalati avevano le fattezze raggrinzate contratte o smagrite, in una parola la faccia grippata, oltre a ciò essi sentivano la pelle d’oca al minimo movimento, misto a vampe di calore, e dolori come ferite sopra tutta la superficie del corpo. Questa influenza per alcuni era una febbre catarrale, per altri affezione reumatica catarrale e pare che all’origine del nome vi fosse l’espressione polacca crypka, la quale significa raucedine. La denominazione può anche derivare dal paese in cui ebbe origine. Nel 1833 si parla dell’epidemia del 1782 che scoppiò a Pietroburgo, e si sparse con una rapidità prodigiosa in Svezia, in Danimarca, in Austria, in Prussia. Poi dalla Germania, e quasi simultaneamente in Francia, in Italia ed in Spagna per questo si chiamò malattia russa, influenza grippe in Canavesano mal dal Grip. Pare secondo gli osservatori del tempo che all’origine fosse stato un repentino cambiamento della temperatura che avvenne in una sola notte a Pietroburgo il 2 di gennaio del 1782. Infatti il termometro, che fino allora si era sostenuto sui 35 gradi sotto zero, ebbe un repentino rialzo quella notte di 5 gradi sopra lo zero, con uno sbalzo termico di 30 gradi. Il giorno successivo circa 40.000 persone di Pietroburgo furono assalite dal grip. Pensate che la pandemia mietè un grandissimo numero di ammalati e nella numerosa guarnigione militare della capitale si poterono trovare appena dei soldati sani che bastassero per fare servizio nella città. Le persone della corte imperiale furono anche loro contagiate dall’epidemia, ma pochi però furono gli ammalati che morirono, anzi la malattia non li obbligava che a pochi giorni di letto, ma le convalescenze erano molto lente e difficili. Gli vennero dati all’inizio svariati nomi, grippe, grip in piemontese, catarro Russo, folletto, allure. In Italia vennero dati dei nomi originali,  la granata generale, la moscovita, la piccola posta, il piccolo corriere, in Sicilia la baraccuzza, e sinanco la civetta, la coquette, questa ultima espressione usata anche in alcune parti d’Europa. Nell’Ottocento si ripresenta dopo cinquant’anni un pochino prima del colera. Il grippe è di nuovo presente a Parigi, è segnalato nella primavera del 1837 a Brescia, Terni. L’epidemia del 1836-37 parte dalla Francia e parte del nord Italia fu colpita nel febbraio 1837, poi la Svizzera in marzo, raggiugendo Roma nello stesso mese, poi Palermo in giugno. Il 75% della popolazione di Firenze ne fu colpita. L’epidemia del 1847-48 vede il sud della Francia interessato ai primi di ottobre, Nizza e le coste nord-occidentali dell’Italia alla fine di ottobre, espandendosi nel nord Italia nel mese di novembre. Napoli non ebbe casi fino a gennaio 1848. Si hanno notizie di una nuova epidemia tra il 1889-1901 la prima manifestazione in Italia si ebbe probabilmente a metà dicembre 1889 a Roma. Due sono direttrici al nord lungo la costa ligure a Genova e La Spezia e verso l’Austria lungo l’Adriatico. Alla fine di dicembre interessa il sud Italia, la Sardegna e la Sicilia. L’insorgenza ha date precise, a Roma 11-20 dicembre, Bologna, Genova, Messina, Milano, Napoli, Sardegna, Torino, Venezia 21-31 dicembre 1889, Palermo 1-10 gennaio 1890. Le stime di morbosità per il 1889-90 danno per l’Italia 11%, per Roma 50%, per Bergamo Province 33-94%. Nella terza ondata, settembre 1891-febbraio 1892, il nord Italia è interessato in dicembre 1891. Nel 1899-1901 il nord Italia e Roma sono interessati nel gennaio 1900, Trieste nel gennaio 1901. Questa influenza veniva curata con il riposo dell’ammalato, tepore del letto, ed alle bevande emollienti, che mitigavano l’irritazione delle mucose per lenire l’infiammazione come estratti di altea, malva, amidi di grano e di riso. Ma venivano anche utilizzati dei salassi. Il salasso, era l’elemento principe di ogni intervento terapeutico di allora mediante sanguisughe. A volte la cura era peggiore della malattia ed il malato non sopravviveva. Interessate infine un articolo della Gazzetta Piemontese del lunedì 20 marzo 1837. Il grippe fece la sua prima comparsa in verso il principio del mese. Da otto giorni si può dire epidemico poche sono le famiglie in cui non sia essenzialmente preso I sintomi più costanti sono mal di capo tosse molesta consimile pel suono a asinina e tratto  accompagnata di stringimento e di ardore alle fauci gola però avendosi libera la deglutizione questo ardore si propaga lungo le stanchezza universale dolori alle febbre intensa che cede per lo più 24 ore alla comparsa del sudore quasi spontaneo Succede una prostrazione  e i rimedi  riconosciuti generalmente utili sono bevande sudorifiche ed i lambitivi oleosi e mucillaginosi con qualche blando purgante sul fine Il corso della malattia non oltrepassa per 5 o 6 giorni e termina colla guarigione meno che non ci siano complicazioni Lo stato secco e freddo dell’atmosfera durante il mese di febbraio cui succedettero piogge basta a spiegare l’apparizione del grippe ed incolparne un principio contagioso.

GIORGIO CORTESE 

By Giorgio Cortese

Mal dal Grip!

Nel Settecento l’influenza, “ab occulta coeli influentia” così chiamata già nel 1580 da Domenico detto Pietro Buoninsegni nel 1580 in Historia Fiorentina, incomincia ad apparire con altre denominazioni. La fonte più esaustiva afferma che nel 1729-1730 a Parigi l’influenza prese il nome di folletto, allure, nel 1743 quando si presentò epidemica in Europa. Allora questa malattia prese il nome di grippe, arrivato dalla vicina Germania chiamata krip,  perché gli ammalati avevano le fattezze raggrinzate contratte o smagrite, in una parola la faccia grippata, oltre a ciò essi sentivano la pelle d’oca al minimo movimento, misto a vampe di calore, e dolori come ferite sopra tutta la superficie del corpo. Questa influenza per alcuni era una febbre catarrale, per altri affezione reumatica catarrale e pare che all’origine del nome vi fosse l’espressione polacca crypka, la quale significa raucedine. La denominazione può anche derivare dal paese in cui ebbe origine. Nel 1833 si parla dell’epidemia del 1782 che scoppiò a Pietroburgo, e si sparse con una rapidità prodigiosa in Svezia, in Danimarca, in Austria, in Prussia. Poi dalla Germania, e quasi simultaneamente in Francia, in Italia ed in Spagna per questo si chiamò malattia russa, influenza grippe in Canavesano mal dal Grip. Pare secondo gli osservatori del tempo che all’origine fosse stato un repentino cambiamento della temperatura che avvenne in una sola notte a Pietroburgo il 2 di gennaio del 1782. Infatti il termometro, che fino allora si era sostenuto sui 35 gradi sotto zero, ebbe un repentino rialzo quella notte di 5 gradi sopra lo zero, con uno sbalzo termico di 30 gradi. Il giorno successivo circa 40.000 persone di Pietroburgo furono assalite dal grip. Pensate che la pandemia mietè un grandissimo numero di ammalati e nella numerosa guarnigione militare della capitale si poterono trovare appena dei soldati sani che bastassero per fare servizio nella città. Le persone della corte imperiale furono anche loro contagiate dall’epidemia, ma pochi però furono gli ammalati che morirono, anzi la malattia non li obbligava che a pochi giorni di letto, ma le convalescenze erano molto lente e difficili. Gli vennero dati all’inizio svariati nomi, grippe, grip in piemontese, catarro Russo, folletto, allure. In Italia vennero dati dei nomi originali,  la granata generale, la moscovita, la piccola posta, il piccolo corriere, in Sicilia la baraccuzza, e sinanco la civetta, la coquette, questa ultima espressione usata anche in alcune parti d’Europa. Nell’Ottocento si ripresenta dopo cinquant’anni un pochino prima del colera. Il grippe è di nuovo presente a Parigi, è segnalato nella primavera del 1837 a Brescia, Terni. L’epidemia del 1836-37 parte dalla Francia e parte del nord Italia fu colpita nel febbraio 1837, poi la Svizzera in marzo, raggiugendo Roma nello stesso mese, poi Palermo in giugno. Il 75% della popolazione di Firenze ne fu colpita. L’epidemia del 1847-48 vede il sud della Francia interessato ai primi di ottobre, Nizza e le coste nord-occidentali dell’Italia alla fine di ottobre, espandendosi nel nord Italia nel mese di novembre. Napoli non ebbe casi fino a gennaio 1848. Si hanno notizie di una nuova epidemia tra il 1889-1901 la prima manifestazione in Italia si ebbe probabilmente a metà dicembre 1889 a Roma. Due sono direttrici al nord lungo la costa ligure a Genova e La Spezia e verso l’Austria lungo l’Adriatico. Alla fine di dicembre interessa il sud Italia, la Sardegna e la Sicilia. L’insorgenza ha date precise, a Roma 11-20 dicembre, Bologna, Genova, Messina, Milano, Napoli, Sardegna, Torino, Venezia 21-31 dicembre 1889, Palermo 1-10 gennaio 1890. Le stime di morbosità per il 1889-90 danno per l’Italia 11%, per Roma 50%, per Bergamo Province 33-94%. Nella terza ondata, settembre 1891-febbraio 1892, il nord Italia è interessato in dicembre 1891. Nel 1899-1901 il nord Italia e Roma sono interessati nel gennaio 1900, Trieste nel gennaio 1901. Questa influenza veniva curata con il riposo dell’ammalato, tepore del letto, ed alle bevande emollienti, che mitigavano l’irritazione delle mucose per lenire l’infiammazione come estratti di altea, malva, amidi di grano e di riso. Ma venivano anche utilizzati dei salassi. Il salasso, era l’elemento principe di ogni intervento terapeutico di allora mediante sanguisughe. A volte la cura era peggiore della malattia ed il malato non sopravviveva. Interessate infine un articolo della Gazzetta Piemontese del lunedì 20 marzo 1837. Il grippe fece la sua prima comparsa in verso il principio del mese. Da otto giorni si può dire epidemico poche sono le famiglie in cui non sia essenzialmente preso I sintomi più costanti sono mal di capo tosse molesta consimile pel suono a asinina e tratto  accompagnata di stringimento e di ardore alle fauci gola però avendosi libera la deglutizione questo ardore si propaga lungo le stanchezza universale dolori alle febbre intensa che cede per lo più 24 ore alla comparsa del sudore quasi spontaneo Succede una prostrazione  e i rimedii riconosciuti generalmente utili sono bevande sudorifiche ed i lambitivi oleosi e mucillaginosi con qualche blando purgante sul fine Il corso della malattia non oltrepassa per 5 o 6 giorni e termina colla guarigione meno che non ci siano complicazioni Lo stato secco e freddo dell’atmosfera durante il mese di febbraio cui succedettero piogge basta a spiegare l’apparizione del grippe ed incolparne un principio contagioso.

Favria, 22.04.2020  Giorgio Cortese