Elisabetta Sgarbi

A cura di Ranuccio Bastoni

Allorché le brume autunnali travolgono l’estate lungo il Po fra la bassa parmense e il mare, da Brescello, Viadana, fino a Ferrara e poi giù arrivando alla costa, nel delta maestoso e regale del Po e nelle umide cantine nebbiose maturano e invecchiano i succulenti culatelli, allora sulle aie golenali sotto gli argini arcigni e imponenti, quelle popolazioni eroiche festeggiano ballando il “liscio”. Perché il suo DNA è intrecciato con la piadina, lo gnocco e l’anguilla marinata. Mio nonno Ildebrando da Sorbolo lo ballava con nonna Adalgisa, volando leggero sulle note della “Cesarina mazurka”. Mio padre furoreggiava col “Walzer battagliero” di Tienno Pattaccini, il padre di Iller. C’era perfino una “fisaorchestra” creata da Cesare Pozzolo, fisarmonicista di Favale che insieme coi suoi numerosi fratelli emigrò in California dove ebbe molto successo diventando uno dei musicisti più affermati degli Stati Uniti. Sua era appunto la celebre mazurka “Cesarina”. Fondò, insieme coi suoi nove fratelli la “fisaorchestra” dove tutti i fratelli Pezzolo vi suonavano la fisarmonica. Questo era il regno del liscio, interpretato dalla dinastia dei Casadei, da Secondo poi Raoul fino a Mirko, oggi. È farina dei Casadei “Romagna mia”. A “nobilitare” il liscio, portandolo nei salotti chic, ora è arrivata Elisabetta Sgarbi, eclettica creatrice della “Milanesiana”, titolare di una casa editrice, “La nave di Teseo” e anche regista del docu-film “Extraliscio – Punk da balera” dedicato alla band e alla tradizione musicale romagnola. Il film è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori nell’ambito della 77ª Mostra del Cinema di Venezia, al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e al Los Angeles Italia Film Fest. Ha ricevuto il Premio FICE (Federazione Italiana dei Cinema d’Essai) a Mantova e il Premio SIAE per il talento creativo, conferito a Elisabetta Sgarbi. Ed è stata quell’opera insolita a riaprire le sale cinematografiche italiane dopo un anno e mezzo di pandemia, in contemporanea in tutto il Paese nelle sale digitali della Nexo dal 14 al 16 giugno scorso.

Elisabetta Sgarbi & Extraliscio foto credits New Reporter Press Milano
Elisabetta Sgarbi & gli Extraliscio – foto credits: New Reporter Press Milano

Elisabetta Sgarbi Extraliscio

Ma come è avvenuto il connubio fra “liscio” e musica rock, addirittura il jazz?
L’idea nasce dall’incontro con il grande Ermanno Cavazzoni che avevo invitato alla “Milanesiana”. È stato lui a presentarmi gli Extraliscio e a farmi scoprire questa religione nazionale, fondata sulla bellezza di una musica spesso considerata a torto di serie B e che invece deve occupare un posto d’onore. Mi aveva proposto di venire con un gruppo di musicisti di talento. In verità non li conoscevo ma mi son fidata di lui. È dalla rielaborazione del valzer viennese che sono nate le sperimentazioni del liscio di Mirko Mariani. Un ritmo, una novità arrivata subito ai giovani ma che ha coinvolto anche i meno giovani. La loro musica inizia dal classico ma poi diventa libertà e improvvisazione. Io amo rompere gli schemi, tanto che sono anche “Betty Wrong”, e non ho potuto che innamorarmi di loro.

Per Elisabetta però il liscio non è stata come una folgorazione sulla via di Damasco. Lei sapeva già tutto, conosceva quei ritmi e quegli accordi guizzanti sulla tastiera della fisarmonica.
Mia mamma era romagnola, l’ho persa ma l’ho ritrovata in questo film che le ho dedicato. Lei era proprio così, ha molto ballato e fatto ballare. È un canto autobiografico e, insieme, una lente d’ingrandimento su un gruppo di artisti straordinari, che meritano di raggiungere un successo internazionale. Un segno di speranza e di gioia, fondamentale in un momento come questo, in cui abbiamo bisogno di leggerezza.

SI BALLERÀ FINCHÉ ENTRA LA LUCE DELL’ALBA

Un tempo sui manifesti che reclamizzavano le serate danzanti nelle balere e nei “dancing” spersi fra i filari di vite e i pescheti, si leggeva la frase magica: “Si ballerà finché entra la luce dell’alba”. La stessa che fa da sottotitolo al film della Sgarbi. I meno giovani ricordano ancora le maratone sulla pista da ballo in cemento, fra gli svolazzi del tulle e il riflesso delle carpe di vernice dei cavalieri compiti. Con gli Extraliscio tutto diventa una specie di folle cavalcata sulle note antiche e quelle “distratte” dalla chitarra rabbiosa.

Elisabetta, questo film è una specie di follia collettiva musicale?
La follia fa parte del DNA mio e della mia famiglia… della “follia” sono innamorata! C’è un momento in cui esplode nel film e si vede questa follia, quando la canzone “Dolore” viene interpretata in modo classico e Mirco Mariani, che è un po’ il regista della band, da dietro dà dei piccoli segnali, come se si dovesse sabotare la forma classica e cominciare a romperla. Da lì diventa folle anche la regia, che da un interno esce su Rue de Varenne, con un cavallo al galoppo. La musica irrompe e torna nel teatro come una rottura totale, dove Leo Mantovani innesta dei vocali stralunati, e quel vocale è il momento in cui metto in scena la follia.

Contaminazioni, rotture di schemi e ospiti insoliti, originali, diversi, che si susseguono sullo schermo. L’incontro tra Jovanotti e gli Extraliscio, Mirco Mariani, Moreno il Biondo e Mauro Ferrara con l’aggiunta di Michele Bernardi e Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, trasforma il suo successo “Sbagliato” in un inedito walzer romagnolo, con incisioni “rap”. «Non a caso si chiama sbagliato… – spiega Elisabetta – proprio come me che sono “Betty Sbagliata”. Da questo esperimento è uscito anche un bellissimo videoclip in cui viene rappresentato il mondo tutto sbagliato, un universo subacqueo in cui la vita è tutta sott’acqua e Jovanotti è un incredibile Nettuno».

Tratto da

Milano 24orenews italiadagustare Luglio 2021
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