Locandina MARCONI
LUNEDÌ 20 E MARTEDÌ 21 MAGGIO 2024 IN PRIMA SERATA SU RAI1
Una produzione Stand by me in collaborazione con Rai Fiction
 
NEL 150° ANNIVERSARIO DALLA NASCITA DI GUGLIELMO MARCONI
E NEL 100° ANNIVERSARIO DI RADIO RAI
 
MARCONI – L’UOMO CHE HA CONNESSO IL MONDO”:
LA MINISERIE EVENTO CON STEFANO ACCORSI DEDICATA
AL CELEBRE INVENTORE E IMPRENDITORE ITALIANO
Prodotta da Simona Ercolani, con la regia di Lucio Pellegrini, la serie restituisce alle nuove generazioni la modernità del personaggio di Marconi – genio del wireless, padre delle moderne telecomunicazioni – e la contemporaneità del suo pensiero e della sua visione.
 
Con Ludovica Martino (Isabella Gordon), Nicolas Maupas (Guglielmo Marconi giovane), Alessio Vassallo (Achille Martinucci), Flavio Furno (Giuseppe Bottai), Cecilia Bertozzi (Maria Cristina Marconi), Massimo de Santis (Umberto De Riva) e con Fortunato Cerlino nel ruolo di Benito Mussolini.

Arriva in prima tv assoluta su Rai1 “Marconi – l’uomo che ha connesso il mondocon Stefano Accorsi: la prima miniserie dedicata al celebre inventore e imprenditore italiano, padre della telegrafia senza fili, inventore della radio e pioniere delle moderne telecomunicazioni, Premio Nobel per la Fisica nel 1909. Una produzione Stand by me in collaborazione con Rai Fiction, prodotta da Simona Ercolani, per la regia di Lucio Pellegrini, realizzata in occasione del 150º anniversario dalla nascita di Marconi (Bologna, 25 aprile 1874) e del 100° anniversario della nascita di Radio Rai (6 ottobre 1924), in onda lunedì 20 e martedì 21 maggio in prima serata.

Scritta da Salvatore De Mola e Bernardo Pellegrini, con la consulenza storica di Barbara Valotti, direttrice del Museo Marconi di Pontecchio (Comune di Sasso Marconi, Bologna) e della famiglia Marconi, la serie miscela il genere storico-biografico alla spy story, restituendo la contemporaneità della visione di Marconi e la modernità del suo personaggio: inventore, scienziato, imprenditore, che ha fatto la Storia in Italia e nel mondo, padre delle tecnologie che hanno cambiato la vita dell’umanità. Un giovane prodigio che è riuscito, grazie al suo ingegno e alla sua determinazione, a creare invenzioni rivoluzionarie e portarle sul mercato, raccogliendo finanziamenti e commesse in giro per il mondo, accumulando successi, premi, onorificenze e – in particolare in Italia – incarichi pubblici, e raggiungendo un livello di fama planetaria.

Di questa straordinaria figura, la fiction restituisce un ritratto inedito, focalizzandosi in particolare sull’ultimo anno della sua vita: nel 1937 Guglielmo Marconi (Stefano Accorsi) divide la sua vita tra il suo laboratorio e il panfilo Elettra dove vive con la moglie Maria Cristina (Cecilia Bertozzi) e l’amata figlia Elettra. In quei mesi Marconi è un uomo turbato da un profondo contrasto interiore. La sua incrollabile fede nella scienza come strumento di progresso per l’umanità si scontra con l’inasprimento dei rapporti internazionali, il crescente isolamento dell’Italia e un progressivo incrinarsi del suo rapporto con Mussolini (interpretato da Fortunato Cerlino), basato fino a quel momento su una reciproca convenienza, per lui sempre più difficile da sopportare. Marconi infatti mal gradisce le insistenze del regime e le insinuazioni della stampa sulla realizzazione di un’ipotetica arma segreta.

La narrazione prende il via da un’intervista rilasciata da Marconi alla giornalista italo-americana Isabella Gordon – personaggio di finzione interpretato da Ludovica Martino. Isabella Gordon in realtà collabora con il regime riportando informazioni sul lavoro di Marconi al suo amante e funzionario dell’OVRA Achille Martinucci (Alessio Vassallo), braccio operativo del Ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai (Flavio Furno). Attraverso il filo conduttore dell’intervista, si ripercorre anche l’epica umana e scientifica dell’inventore, a cominciare dai primi esperimenti di un Marconi appena diciottenne (Nicolas Maupas). Sulla Collina dei Celestini a Villa Griffone, storica residenza della famiglia, il giovanissimo Guglielmo effettua nel 1895 la prima trasmissione senza fili che sancisce l’inizio della telegrafia. Il racconto include anche altre straordinarie imprese come la prima trasmissione transoceanica della storia, effettuata nel 1901, tra Cornovaglia e Canada.

Girata tra l’Emilia-Romagna e il Lazio, la serie vanta riprese nei luoghi reali delle vicende e in spazi iconici del patrimonio storico italiano, dalla già citata Villa Griffone, oggi sede della Fondazione Guglielmo Marconi – Museo Marconi, a Palazzo Venezia (in cui è stata messa a disposizione per le riprese la sala del Mappamondo, aperta solo in rare occasioni), da Villa Mondragone a Villa Torlonia fino al Museo Storico della Comunicazione. Per realizzare al meglio le scene sul Panfilo Elettra, la casa-laboratorio di Guglielmo Marconi che non esiste più, è stato inoltre ricostruito in studio un modello di ben 27 metri di lunghezza.
Marconi – l’uomo che ha connesso il mondo” è una produzione Stand by me in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il supporto di Fondazione Marconi e il patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Guglielmo Marconi. Distribuzione internazionale Rai Com. Scritta da Salvatore De Mola e Bernardo Pellegrini. Produttore esecutivo Stand by me Teresa Carducci. Produttori delegati Stand by me Riccardo ChiattelliTommaso Vecchio. Produttori Rai Leonardo FerraraAlessandro CorsettiEmanuele Cotumaccio. Prodotta da Simona Ercolani. Regia di Lucio Pellegrini.
“Nella radio abbiamo uno strumento essenziale per riavvicinare i popoli del mondo, per fare sentire mutuamente le loro voci, le loro necessità e le loro aspirazioni. Il significato di questi moderni mezzi di comunicazione è così totalmente rivelato: un ampio canale per lo sviluppo delle nostre relazioni è oggi a noi disponibile, dobbiamo solo seguire il suo corso in uno spirito di tolleranza e di simpatia, desiderosi di utilizzare le conquiste della scienza e dell’ingegno umano per il bene comune”
Discorso di Guglielmo Marconi in radio – Chicago Tribune Forum, 11 marzo 1937
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