SKY SPORT

L’AMMINISTRATORE DELEGATO SPORT DELL’INTER

GIUSEPPE MAROTTA

L’amministratore delegato sport dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post partita di Inter-Parma.

Sulla partita
Della partita parlerà l’allenatore perché è giusto che lo faccia, dico in premessa che questo non è un intervento per creare un alibi, la cultura dell’alibi non ci appartiene, per vincere bisogna buttare dentro la palla. Credo che sia doveroso da parte mia esprimere le nostre considerazioni in merito a quelle che sono le valutazioni e gli arbitraggi avuti e lo dico perché questo è l’unico strumento che abbiamo per poter comunicare, non c’è altra finestra per esprimere quelli che sono i nostri pareri. In premessa ulteriore dico che purtroppo c’è un vuoto normativo regolamentare. Il Var interviene solo in caso di estremo errore dell’arbitro. Questo però non giustifica il fatto che si debba assistere a un susseguirsi di valutazioni a nostro giudizio sbagliate, e anche oggi c’era un palese rigore a nostro favore. O l’arbitro presta più attenzione con il suo supporto degli assistenti, come il quarto uomo in questo caso, o il Var deve essere utilizzato. Avere una situazione del genere in cui il Var viene utilizzato solo parzialmente significa creare delle situazioni di forte disagio che poi hanno una incidenza sul risultato. In questo caso probabilmente l’incidenza del risultato non si sarebbe verificata perché la nostra prestazione non è certo stata delle più belle e l’allenatore analizzerà questa cosa. Io lo faccio perché dopo sei partite è giusto fare con molta serenità questo tipo di consuntivo.

Var più attivo?
Io e credo tutto il mondo del calcio era favorevole al supporto tecnologico, deve limitare gli errori non li può debellare nella loro totalità. Un episodio del genere è l’esempio di come il supporto tecnologico serve per chiarire meglio la situazione. Avere un arbitro che in quel momento è alle prese con diverse valutazioni all’interno di un’area di rigore che possono sfuggire a qualsiasi tipo di valutazione. Rivedendolo, parlare di rigore certo, mi pare semplice. Non sono qui per protestare ma per fare una denuncia sul vuoto normativo regolamentare e per una maggiore attenzione. Le critiche arrivano ai dirigenti, allenatori, giocatori, è giusto che anche la classe arbitrale ogni tanto prenda una posizione di maggiore attenzione. 

In queste prime giornate di campionato siete stati penalizzati dal punto di vista arbitrale?
La penalizzazione avviene per tutti i club non solo per l’Inter, la penalizzazione è sinonimo di errore. Quanto l’errore è reiterato nel caso specifico anche lo stesso arbitro, che oggi non doveva arbitrare e si è visto costretto a farlo per la defezione di Pairetto, anche questa è un’attenuante. Se valuto l’operato di Piccinini dico anche che in Benevento-Inter c’era un altro rigore non dato ma ribadisco non voglio assolutamente che questo mio intervento venga identificato come un alibi del pareggio conseguito.

All’inizio del campionato cosa vi è stato detto dai dirigenti arbitrali?
La comunicazione tra la classe arbitrale e le società deve avvenire più spesso. Oggi sono qui, mi pare di farlo con grande serenità, non accuso nessuno, faccio una riflessione tra uomini di sport con gente di sport come lo siete voi, con la massima serenità. Se ci fossero più momenti per potersi confrontare, in cui queste modifiche regolamentari vengano meglio spiegate ai giocatori che sono in campo e ai dirigenti che poi prendono posizioni a volte anche sbagliate, forse si creerebbero meno tensioni e più comunicazione. E sarebbe più facilitato l’operato degli arbitri, ad oggi riunioni vere e proprie non ne sono state fatte. 

Si aspettava un’altra Inter in questo inizio di stagione?
Stiamo vivendo un momento difficile, questa rosa è composta da tanti ragazzi che hanno fatto solo una settimana di riposo, c’è tutto un insieme di approssimazioni dal punto di vista della preparazione, psicofisico. Il campionato è lunghissimo, già oggi aver riacciuffato questa partita, di per sé un po’ particolare. Ci deve essere massima serenità, perché ci sono tante partite e aver pareggiato per me ha un grande significato. Anche se prima della partita non avrei sottoscritto assolutamente un pareggio.