Il film Dozier del regista Max Leonida ha vinto il festival internazionale cinematografico di Dubuque, nello stato dell’Iowa, imponendosi con un’opera dedicata al rapimento del generale americano James Lee Dozier. Max Leonida, regista milanese trapiantatosi negli Stati Uniti sedici anni fa, ha vinto il festival internazionale cinematografico di Dubuque nello stato dell’Iowa con un film sul rapimento del generale americano Dozier.
Max è nato a Milano, è cresciuto fra la Lombardia e la Versilia ed ora è americano. In Italia aveva girato tre lungometraggi, fra i quali, uno, “Backward”, presentato a Cannes. Tre li ha girati negli States. L’ultimo è “Dozier” che rievoca gli anni di piombo italiani ed il rapimento del generale Lee Dozier, comandante delle truppe americane in Italia, da parte delle Brigate Rosse.
Il regista italiano si è aggiudicato il festival davanti ad una nutrita schiera di film concorrenti. Superata una durissima selezione che quest’anno ha visto oltre 1300 film esaminati, la nuova opera cinematografica di Max Leonida, intitolata “Dozier” era fra le 27 pellicole finaliste e come miglior film due settimane fa con l’anteprima mondiale, ha aperto ufficialmente l’edizione 2026 del Julien Dubuque International Film Festival (tra i 12 più importanti film festival d’America) nella magica cornice dello storico cinema Five Flags Theater, che coi suoi oltre 500 posti rappresenta una grande tradizione di spettacolo d’opera statunitense.
Trionfo a Dubuque per il film “Dozier” del regista Max Leonida
Il festival si è concluso con la premiazione dei film partecipanti. Dozier ha vinto il Festival come miglior film in gara. Standing ovation per il vincitore, gli attori e la produttrice Paola Cipollina, anche lei genovese ed italiana.
Max Leonida ora vive in Iowa, a Oskaloosa, cittadina vicina alla capitale Des Moins, dove ha la cattedra di “Muovi Media” nella omonima università una delle più antiche degli States, con la moglie Paola Cipollina, produttrice del film con la sua società Astarox.
Dice il regista: “Il film – intenso, onesto, crudo ed estremamente realistico – è ispirato agli eventi reali del rapimento nel dicembre 1981, da parte di un commando delle Brigate Rosse, del generale americano capo della NATO in Italia James Lee Dozier e della sua liberazione, dopo 42 giorni di prigionia e di tortura, grazie ad un miracoloso, straordinario intervento dei NOCS (le cosiddette ‘teste di cuoio’) ed il cui salvataggio è durato meno di cinquanta secondi e senza sparare un colpo”.
Un episodio che ha segnato la storia recente
La liberazione del Generale Dozier segnò l’inizio del declino delle Bièrre in Italia. E soprattutto è diventato storico lo spettacolare intervento dei Carabinieri che ricorda il famoso blitz degli ebrei a Entebbe quando liberarono i passeggeri di un aereo sequestrato dai terroristi. Max Leonida aveva conosciuto negli Stati Uniti il Generale Dozier che gli affidò il suo diario della prigionia. Con particolari inediti, per poterci realizzare un film.
“Il mio ‘Dozier’ arriverà anche in Italia. Ora stiamo organizzando la distribuzione negli Stati Uniti. La vittoria al Festival ci ha portato fortuna e ci ha aperto le porte dei cinema americani. Non è escluso che prima di distribuirlo in Italia participi ad un altro festival cinematografico in Europa, se non addirittura in Italia. Infatti ce ne sono alcuni molto importanti a fine estate e nel prossimo autunno” conclude Max Leonida.
Viridiana Schmidt











