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Africa

IL 12 marzo 2016 l’associazione sardo-senegalese Sunugaal da l’avvio a Walyaan-Cinema Migrante, uno sguardo sull’Africa sub sahariana, circuito di proiezioni in Sardegna che propone una serie di film di cinema senegalese, che si protrae fino al 24 marzo. La rassegna si realizza con il contributo della RAS Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport – annualità 2015.

Le attività si svolgono in collaborazione con i circoli del cinema territoriali, le associazioni culturali, biblioteche, e le scuole dove si svolgerà il laboratorio dedicato al cinema africano, così da creare una “rete” che coinvolge diverse realtà associative in Sardegna, in un ambito regionale. La direzione artistica è affidata a Kilap Gueye, mediatore culturale e scrittore, che vive e lavora in Sardegna in progetti di inclusione scolastica La proiezione in circuito nei territori periferici oltre a favorire la diffusione del cinema, promuove la discussione attorno a temi attuali come inclusione, accoglienza e interazione fra popolazioni di differente origine.

Si privilegiano nel territorio sardo alcune periferie geografiche come il Sulcis, dove si propongono le proiezioni nei circoli del cinema affiliati alla FICC ( Federazione Italiana Circoli del Cinema) e associazioni culturali locali. GibaMasainasSantadi Sant’Antioco, e altre associazioni nell’Ogliastra come Tortolì. Altri luoghi meno periferici sono Monserrato, ElmasSoleminis,  Oristano,  Cagliari, in collaborazione con i circoli del cinema locali.Sono inoltre coinvolte le scuole medie di Monserrato, Soleminis, Tortolì e due Istituti Superiori di Terralba e Oristano.

Il circuito rappresenta un’occasione di approfondimento innanzitutto per lavorare sugli stereotipi sul’altro da sé, e dunque per facilitare la comprensione e lo scambio fra culture, coinvolgendo gli immigrati di origine africana che vivono in Sardegna.

I due mediatori culturali Kilap Gueye e Mamadou Mbengue saranno affiancati dal musicista e compositore senegalese El Hadji Ndiaye autore della maggior parte delle musiche dei film in programma. Sarà ospite anche Ndella Dieng, mediatrice culturale e presidente dell’Associazione Senegalese di Prato che si occupa soprattutto di cooperazione ed empowerment femminile delle donne d’Africa in Senegal e nella diaspora.

Gli appuntamenti

 

Sant’Antioco Associazione Il Calderone

Aula Consiliare 12 marzo ore 18 Karmen Gey

Serdiana Circolo del cinema Fratelli Lumière

Comunità La Collina, località S’Otta

13 marzo ore 18La Piroga

Monserrato Circolo del cinema FICC Nuovo Pubblico

Monserratoteca , via Porto Cervo

14 marzo ore 18 Camp de Thiaroye

16 Marzo ore 18La Piroga

Casa della Cultura via Giulio Cesare 37

24 marzo ore 18 Karmen Gey

Elmas Circolo del Cinema FICC L’Alambicco-La macchina cinema

Via Sulcitana 117

 17 marzo ore 20 Karmen Gey

Tortolì Associazione Al-Madrasa

 Cinema Garibaldi Corso Umberto 34

18 marzo ore 10 proiezione per le scuole La Piroga

19 marzo ore 10 proiezione per le scuoleLa Piroga

Masainas Associazione Don Chisciotte

Centro di aggregazione sociale via Aldo Moro

 19 marzo ore 18 Madame Brouette

Giba Associazione Don Chisciotte

Casa Ibba Piazza Giovanni XXIII

20 marzo ore 18 Guelwaar

Santadi Associazione Don Chisciotte

Biblioteca Comunale via Vittorio Veneto 21 marzo Faat Kinè

Cagliari Circolo del cinema FICC Laboratorio 28

Via Monte Santo 28

22 marzo ore 20.30Ceddo

I film in programma

FAAT-KINE
di Sembène Ousmane Senegal, 2000col. – 120’ -Versione originale (francese e wolof) con sottotitoli in italiano 
Donne in carriera a Dakar. Faat-Kine ha subìto, prima come figlia, poi come moglie tutte le umiliazioni e le sofferenze possibili. Sua madre porta sul corpo un’orribile bruciatura, segno della collera del marito. Da sola, con la madre e due figli sulle spalle, Faat-Kiné si batte fino a raggiungere una posizione sociale invidiabile: una villa nei quartieri alti, un distributore di benzina da gestire. Ha imparato a conoscere il potere del denaro e l’autonomia che ne consegue. Alla festa di laurea del suo primogenito si affacciano, come clandestini, i suoi due ex-mariti.

 KARMEN GEI 2001 di Joseph Gaï Ramaka; 82’. Trasposizione cinematografica della Carmen in chiave africana, Karmen Geï è il prodotto di un’idea di cinema indipendente e libero dai cliché, dove confluiscono tradizioni spettacolari apparentemente distanti – il mito di Carmen, l’opera, la danza e la musica africana . Per riuscire nell’impresa, Gaï Ramaka si è circondato di artisti d’eccezione, in particolare David Murray, al quale si deve la travolgente fusione tra jazz e musica africana, Doudou N’Diaye Rose e Julien Jouga, interpreti straordinari delle musiche e dei canti.

MADAME BROUETTE di Moussa Sene Absa. Senegal/Francia 2003, 104′. Mati, detta Madame Brouette, vive poveramente trasportando per le vie di Dakar il suo carretto di verdura da vendere. Affiancata dall’amica Ndèye, anche lei divorziata, insegue il suo sogno di avere una bettola per farci un ristorante. Nel momento in cui si innamora nuovamente, però, di Naago, un poliziotto che si rivela essere un uomo senza scrupoli, va incontro a tanti problemi ed infelicità.

CEDDO 1977 Ousmane Sembene;  Senegal / Francia Musica di Manu Dibango.120’. Ceddo è un film fondamentale nel lavoro del regista, che racconta un episodio importante nella storia dell’Africa. Nel XVII secolo, l’Islam e il Cristianesimo penetrano in Africa, la tratta degli schiavi è devastante. Tutti i mezzi sono buoni per il riempimento in chiese e moschee. Il Ceddo cerca di preservare la cultura tradizionale africana contro l’assalto dell’Islam. Quando il re Demba fa la guerra con i musulmani, un Ceddo rapisce sua figlia, la principessa Dior Yacine, per protestare contro la conversione forzata all’Islam.

CAMP DE THIAROYEdi Ousmane Sembène Senegal, 1988-col. – 148’ – Il film racconta un sanguinoso e poco edificante episodio della storia coloniale del Senegal.È il novembre del 1944. A pochi mesi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale centinaia di “tirailleurs sénégalais”, tiratori scelti (così erano chiamati i soldati di fanteria africani) stanno per essere rimpatriati presso la base di Dakar, da cui erano partiti per l’Europa cinque anni prima. Ritornati sul suolo africano, nel campo di transito di Thiaroye, i tirailleurs attendono per giorni di riscuotere il compenso e i premi dovuti, impegnati in estenuanti negoziati con le autorità militari coloniali. I vecchi combattenti rivendicano il diritto di essere compensati giustamente per i servizi resi in guerra al fianco della Francia e decidono così di ammutinarsi prendendo in ostaggio il generale.

L’APPELLE DES ARENES CheikhNdiayeSenegal 2005, durata 105’. Tratto dal libro di Aminata Sow Fall è il resoconto di un’iniziazione Sory e Nalla, due ragazzi di differente estrazione sociale, scoprono, ciascuno a modo suo, il lato mistico e oscuro della lotta. Tra le polverose strade di Dakar, veniamo a contatto con uno sconfinato universo fatto di piccole bande che organizzano borseggi e si contendono violentemente proficue attività di lucro. Giovani meccanici lavorano duramente nelle officine e dedicano anima e corpo alla lotta, mentre ragazzi benestanti non riescono a vedere con chiarezza nel proprio futuro.

LA PIROGUE di Moussa Toure Francia 2012; durata 87 minuti. Sottotitolato italiano. In un villaggio di pescatori alla periferia di Dakar, sono in molti a provare a raggiungere, con la piroga, le Isole Canarie, in Spagna. Spesso, quei viaggi si rivelano però mortali. Baye Laye è il capitano di un peschereccio. Non vuole partire, ma deve portare 30 uomini in Spagna. Nessuno di loro comprende la situazione, alcuni non hanno mai visto il mare e nessuno sa cosa li attende.

Guelwaardi Ousmane SembèneFrancia /Senegal 1992, 115′. È la ricostruzione della morte di un leader cattolico, promotore del rifiuto degli aiuti internazionali che rendono l’Africa schiava e, per questo, ucciso e dell’equivoco sorto con la comunità musulmana per la sua sepoltura. Infatti, all’obitorio, è avvenuto uno scambio di salma con quella di un’alta personalità musulmana, che porterà allo scontro tra le due parti. Un film che vuole restituire al continente africano, umiliato dall’assistenzialismo, la dignità e la forza di risollevare da solo le sue sorti.