LEGIONE STRANIERA
Legione Straniera

Legio Patria nostra. Camerone 30 aprile 1863. 

BATTAGLIA  CAMERONE

Ho avuto la fortuna di leggere le memorie di un exlegionario, avute dal figlio. Parlo di una delle forze militari più temute di sempre la Legione Straniera. La sua storia inizia in modo singolare con Luigi Filippo di Francia nel 1831 che arruola tutti gli stranieri che lo desiderano e li manda a combattere in Algeria. La neonata Legione si comporta in maniera esemplare, tanto da guadagnarsi le spalline rosse e verdi dei Granatieri e il tricolore francese. Non hanno nulla da perdere i legionari. Possono solo sperare contro ogni speranza, combattono in Crimea e in Messico, più precisamente a Camerone. Qui i legionari guidati dal capitano Danjou vengono attaccati su ogni lato. La battaglia avvenne a Camaron de Tejeda, detto Camerone dove la  si trovava la 3 compagnia del 1º battaglione di stanza a Chiquihuite. Nonostante il valore dei legionari, questi furono decimati dai patrioti messicani, guidati dal colonnello Francisco de Paula Milán. I legionari rifiutarono d’arrendersi e si coprirono di gloria sacrificandosi contro un numero soverchiante di insorti messicani nell’intento di coprire l’avanzata del convoglio con i cannoni pesanti provenienti da Veracruz e destinati all’assedio Puebla, ultima roccaforte prima di Città del Messico.  È una strage. Duemila, tremila messicani contro 62 legionari decisi a non arrendersi.  I messicani impressionati dal loro valore presentarono le armi ai morti e ai quattro sopravvissuti. Quel giorno di gloria è tutt’oggi ricordato come la festa del Corpo e la cerimonia della battaglia di Camerone si celebra a Aubagne.

Ogni anno, il 30 aprile, i legionari sfilano davanti alla “reliquia” del capitano Danjou.  Per i legionari è il memento che avranno sempre la sabbia negli occhi, combatteranno sempre in situazione svantaggiosa contro forze sempre soverchianti. Lo spirito dei legionari è che sanno che non possono sempre vincere, ma esiste anche una dignità nella sconfitta e poi quello che conta è la forza di volontà perché entrando nella Legione sono divenuti figli della Francia, non per il sangue ricevuto, ma per il sangue versato.

Un bellissimo libro, grazie Enrico!

GIORGIO CORTESE 

Giorgio Cortese

 

Legio Patria nostra. Camerone 30 aprile 1863.

Ho avuto la fortuna di leggere le memorie di un exlegionario, avute dal figlio. Parlo di una delle forze militari più temute di sempre la Legione Straniera. La sua storia inizia in modo singolare con Luigi Filippo di Francia nel 1831 che arruola tutti gli stranieri che lo desiderano e li manda a combattere in Algeria. La neonata Legione si comporta in maniera esemplare, tanto da guadagnarsi le spalline rosse e verdi dei Granatieri e il tricolore francese. Non hanno nulla da perdere i legionari. Possono solo sperare contro ogni speranza, combattono in Crimea e in Messico, più precisamente a Camerone. Qui i legionari guidati dal capitano Danjou vengono attaccati su ogni lato. La battaglia avvenne a Camaron de Tejeda, detto Camerone dove la  si trovava la 3 compagnia del 1º battaglione di stanza a Chiquihuite. Nonostante il valore dei legionari, questi furono decimati dai patrioti messicani, guidati dal colonnello Francisco de Paula Milán. I legionari rifiutarono d’arrendersi e si coprirono di gloria sacrificandosi contro un numero soverchiante di insorti messicani nell’intento di coprire l’avanzata del convoglio con i cannoni pesanti provenienti da Veracruz e destinati all’assedio Puebla, ultima roccaforte prima di Città del Messico.  È una strage. Duemila, tremila messicani contro 62 legionari decisi a non arrendersi.  I messicani impressionati dal loro valore presentarono le armi ai morti e ai quattro sopravvissuti. Quel giorno di gloria è tutt’oggi ricordato come la festa del Corpo e la cerimonia della battaglia di Camerone si celebra a Aubagne. Ogni anno, il 30 aprile, i legionari sfilano davanti alla “reliquia” del capitano Danjou.  Per i legionari è il memento che avranno sempre la sabbia negli occhi, combatteranno sempre in situazione svantaggiosa contro forze sempre soverchianti. Lo spirito dei legionari è che sanno che non possono sempre vincere, ma esiste anche una dignità nella sconfitta e poi quello che conta è la forza di volontà perché entrando nella Legione sono divenuti figli della Francia, non per il sangue ricevuto, ma per il sangue versato. Un bellissimo libro, grazie Enrico!

Favria 30.04.2020   Giorgio Cortese