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Il primo capitano, Francesco Calì e la Nazionale

Editoriale Antipodes

Pp. 108

Euro 12.00

 

Sono tempi non grati questi: in un mondo in cui il calcio, un gioco in sostanza, non procura felicità, divertimento e svago, ma piuttosto stress, guerriglia urbana, sfogo di frustrazioni, conflitto e altra violenza, oltre alla quale siamo già involontariamente sottoposti, è un mondo sbagliato.

 

Il primo capitano, Francesco Calì e la Nazionale, si delinea infatti, quasi come fantascienza: Giuseppe Bagnati e Gaetano Sconzo, ci raccontano la storia del primo capitano della Nazionale di calcio italiana, Francesco Calì, nato in Sicilia a Riposto nel 1882, ma cresciuto  tra la Svizzera e Genova, approfittando del centenario compiuto dalla Nazionale nel 2009. Gli scrittori ripercorrono a grandi linee, gli inizi del calcio italiano, spaziando tra aneddoti divertenti, storie di vita dei giocatori, schieramenti e risultati, il tutto attorno alla figura  del giocatore storico dell’Andrea Doria.

 

Il primo capitano parte dalla prefazione scritta da un Fabio Cannavaro ancora non investito dall’insuccesso che fu Sudafrica, ancora fiducioso e guerriero. Ma già lui non ne fa parte di quel calcio storico giocato da uomini-uomini e non dai protagonisti di un commercio extra-lusso . Lo sport di cui ci parla Il primo capitano, è fatto da operai che chiedono permesso al lavoro per poter partecipare ad una partita, soldati che giocano e poi devono partire per il fronte, da figli accompagnati dalle mamme al pulmino che porta la squadra in trasferta, con la colazione al sacco per tutti e una raccomandazione a quello che sembra il più affidabile della comitiva. Un altro mondo, appunto. Molto belle e interessanti sono soprattutto le schede che raccolgono immagini pubblicitarie e manifesti dell’inizio del secolo, le fotografie antiche con i diversi modelli della divisa e gli sguardi impacciati e goffi dei giocatori, le prime pagine della Gazzetta dello Sport con le meravigliose illustrazioni. Il libro insomma, è un regalo perfetto per i veri appassionati del gioco calcio. Non per tifosi, quello è un altro albo.

 

 

Fonte: M.Clara Valenti

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