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RICORDIAMOLA COSÌ

 

Cordoglio e sgomento alla notizia che Whitney Houston è morta: alle ore 15:55 locali, la cantante è deceduta ieri 11 febbraio a 48 anni all’interno di una camera d’albergo di Beverly Hills, a Los Angeles. La causa della morte è oggetto di indagine.

La sua carriera ha avuto il suo apice tra gli anni ’80 e ’90. Una grande voce della musica internazionale si è spenta, lasciando alle sue spalle una serie di considerevoli successi mondiali ma anche una sequela di tracolli personali che non sono passati mai nell’indifferenza. Depressione, droga, alcolismo, tossicodipendenze da farmaci, da sostanze stupefacenti di vario tipo, fino ad arrivare all’assunzione addirittura del crack: molti dei suoi problemi sono stati dovuti alla fine del suo matrimonio con Bobby Brown. Un amore violento e malato, trascinatosi tra alti e bassi dal 1992 al 2006; una spirale di autodistruzione dalla quale la Houston sembrava esserne faticosamente uscita solo recentemente, sebbene impietose foto del suo stato circolassero di tanto in tanto a testimoniare il tracollo

anche fisico che purtroppo l’aveva investita in pieno. Ma negli ultimi anni, Houston aveva fatto vari tentativi per rianimare la sua carriera musicale, senza raggiungere il successo sperato. Nel suo momento migliore, Houston era regnante diva dell’industria della musica, lanciando album di successo alla fine degli anni ‘90, e guadagnando un posto d’eccellenza tra gli artisti più venduti nel mondo. Sul grande schermo si ricorda soprattutto per il film “The Bodyguard”, con Kevin Kostner. Ha vinto 6 Grammy Awards e 22 American Musica Awards (un record assoluto) e la rivista Rolling Stones la inserì nella lista dei 100 più grandi cantanti di tutti i tempi.

Da qualche giorno aveva fatto parlare tutti per la sua conversione all’Islam.

Diamo uno sguardo alla vita della Houston.

Houston, la figlia della cantante soul Cissy Houston e di John Houston, è stato scoperta dal discografico Clive Davis” nei primi anni ‘80 e lui avrebbe continuato a guidare la sua carriera per un importo di 170 milioni di album venduti, singoli e video. Ha avuto una grande influenza su una generazione di giovani cantanti che la citano come fonte di ispirazione, da Mariah Carey, Brandy e Monica a Christina Aguilera e Beyonce. Ma la Houston è stata perseguitata dai suoi demoni. Nel 2002 fu coinvolta in una causa legale con il padre e manager John Houston, che le aveva fatto causa per 100 milioni di dollari: la sentenza, a favore della cantante, arrivo’ nel 2004, un anno dopo la morte del padre. In una intervista del 2009 con Oprah Winfrey ha parlato molto degli anni della sua dipendenza dagli stupefacenti e delle ripercussioni sulla sua vita personale e professionale.


SBIGOTTIMENTO E CORDOGLIO

Condoglianze e messaggi di solidarietà di numerose star della musica del cinema, sbigottite. Eccone alcune. Lenny Kravitz: «Witney riposa in pace. Non ci sarà mai nessun altro come te». Christina Aguilera: «Abbiamo perso un’altra leggenda. Amore e preghiere per la sua famiglia, ci mancherà». Mariah Carey: «Ho il cuore rotto e in lacrime per la morte scioccante della mia amica. Non sarà mai dimenticata come una delle più grandi voci di sempre sulla terra». Rihanna: «Non ho parole, solo lacrime, Cara Whitney». Smokey Robinson: «È una delle più grandi voci della storia della musica.   L’amerò per sempre».

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