auto elettrica prezzo giusto

A cura di Luca Medici

Da tempo mi sto interrogando sui prezzi delle auto elettriche: sono realmente in linea con i costi di produzione e allineati al reale valore di ciò che offrono? Il dubbio mi è venuto guardando i listini della varie case automobilistiche, ho fatto un confronto fra i modelli spinti da motore termico e quelli spinti ad energia elettrica, i conti non tornano, almeno per me. Un’auto elettrica, al netto dei costi delle tecnologie necessarie per la produzione delle batterie e di tutti i componenti necessari, ha meno parti meccaniche rispetto ad un‘automobile con motore termico. La semplificazione che tanto dichiarano le case automobilistiche per assemblare una versione elettrica dovrebbe tradursi in costi minori, ma non è così.

Un altro argomento che suscita più di un dubbio (che a mio avviso è il motivo che fa lievitare il prezzo finale delle auto elettriche) sono gli incentivi per l’acquisto di un’auto elettrica; mi spiego meglio. Con la Legge di Bilancio 2021 sono state approvate tre fasce di incentivi con emissioni di C02: tra 0 e 20 g/Km, tra 21 e 60 g/Km e tra 61 e 135 g/Km, rispettivamente destinati alle sole vetture con prezzo di listino (IVA  esclusa) inferiore a € 40.000 (per la fascia Co2 tra 61 e 135) e € 50.000 (per la fascia di Co2 tra 0 e 60). Il valore del contributo parte da € 1.500 per le vetture con emissioni di C02 61- 135 g/Km, € 4.500 per la fascia 21-60 g/Km ed € 8.000 per la fascia 0-20 g/Km. A questi incentivi, che sono destinati anche per le vetture ibride Plug-In (le Plug-In sono auto che possono ricaricare le batterie dalla rete elettrica domestica, ma che hanno anche un motore termico onde evitare la preoccupazione di esaurire la carica nei tragitti più lunghi), dobbiamo sommare gli sconti offerti dalle case che, variano da un minimo di € 3.500 fino ad arrivare a circa € 8.000, a volte anche oltre; ma ho fatto una media, giusto per capire di quali cifre sommare agli sconti statali.

Sei italiani su dieci trovano che i prezzi delle auto elettriche siano troppo elevati: in effetti i prezzi proposti, al netto degli sconti, non giustificano una tecnologia che ad oggi non è più così costosa da produrre. Facciamo due conti prendendo ad esempio un’icona italiana, la Fiat 500.
La base di partenza per mettere nel garage la versione ibrida, con il motore termico con cilindrata 999, la “1.0 Hybrid Cult”, costa di listino € 15.500, la versione base della “Nuova 500” (la 500 elettrica così viene chiamata), la versione “Action”, costa la bellezza di € 26.150,  € 10.650 di differenza, praticamente il costo di una Dacia Sandero di livello intermedio.
Se saliamo di livello, il gap si allarga ancora di più. L’allestimento “Dolcevita” della Fiat 500 ibrida costa € 17.500 mentre la versione elettrica della “Nuova 500” nella versione “La Prima” costa la cifra pazzesca di € 35.900, ben 18.400 euro di differenza, la cifra che potremmo investire per mettere in garage una Volkswagen Polo 1.0 Comfortline.
Ai prezzi di listino sopra citati vanno tolti gli incentivi Statali e gli sconti offerti dalle concessionarie ed è qui che sorge il dubbio. Siccome la media, sommando l’incentivo Statale più lo sconto della concessionaria, potrebbe arrivare a cifre elevate, circa € 18.000, togliendoli dal prezzo di listino di una “Nuova 500” nell’allestimento “La Prima”, dai €35.900 di partenza, si scenderebbe ad un totale di circa € 18/20.000, una cifra più che ragionevole poiché paragonabile al costo di una versione della Fiat 500 spinta da un motore termico abbinato ad una tecnologia ibrida.

Ora, non viene da pensare anche a voi che ci sia qualcosa che non torna nei listini delle auto elettriche? Se un’auto elettrica come la “Nuova 500” costasse di listino € 24/28.000 (anziché € 26/36.000), al netto degli sconti e incentivi si arriverebbe ad una cifra vicina a € 15/18.000, una cifra più che ragionevole per spingere il pubblico a prendere in seria considerazione l’acquisto di un modello elettrico, ma non è così! Le case automobilistiche che ricarichi hanno sui modelli elettrici?

Tornando al discorso fatto in partenza, cioè sulla semplificazione meccanica di un modello elettrico rispetto ad un modello ibrido/termico, sembra proprio che le case automobilistiche non siano ancora arrivate ad un punto della produzione tale da poter proporre a prezzi vantaggiosi le auto elettriche… insomma, il cane che si morde la coda. Prezzi gonfiati o, semplicemente esagerati, per automobili che dovrebbero invadere le nostre strade, ma che invece sono ancora un prodotto d’élite, un vero peccato!
Per inciso, ho fatto il paragone con un modello di casa nostra, ma gli altri brand fanno lo stesso: una Smart elettrica, la “EQ fortwo Prime”, la top di gamma, costa una follia, ben € 30.133 (una Smart a 2 posti, avete capito bene!) mentre la Volkswagen elettrica ID.3, l’auto che doveva elettrificare le masse, parte da € 37.350 fino ad arrivare alla stratosferica cifra di quasi 49.000. La Zoe, l’elettrica di casa Renault ha un prezzo di listino che parte da € 34.450 mentre una Opel Corsa elettrica parte da € 32.400, costi elevanti per proporre una valida alternativa ai motori termici, c’è ancora molto da fare.

Tratteremo a breve anche il tema dello smaltimento delle batterie (impatto ambientale), i costi di gestione di un’auto elettrica (costi di una ricarica completa e manutenzione), le reali percorrenze (mettendo a confronto i dati dichiarati dalle case ed i chilometri effettivi percorsi) e le prestazioni.