TEATRO ALLA SCALA

 

Terzo appuntamento del ciclo

 MERCOLEDI’  9 FEBBRAIO 2011 ORE 18.00 

“Prima delle prime”

Stagione 2010/2011 – organizzata dagli Amici della Scala

Tosca  di Giacomo Puccini  Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

 TEATRO ALLA SCALA  RIDOTTO DEI PALCHI “A. TOSCANINI”

MILANO:  Quinta opera di Puccini, Tosca nasce col secolo, il 14 gennaio 1900 a Roma, al Teatro Costanzi.  Traghetta da Victorien Sardou l’avvedutezza drammatica e crudele del Teatro francese del tardo ‘800 e la visibilità autorevole e fascinosa della grande attrice (l’interprete era Sarah Bernard). Le incarna in un’opera musicale subito amata dal pubblico e solo più tardi capita dalla critica nella sua modernità. Puccini, infallibile e pessimista, ritrae la diva, cantante di rango e giovane donna innamorata e gelosa, pronta a tutto per l’amato pittore e patriota idealista, e concupita dal barone Scarpia, capo della polizia e sensuale profittatore del potere, personaggio antieroico, grandioso e modernamente “mostruoso”. Il compositore stringe la vicenda nella sua necessità; la immerge nell’inquietudine storica del giugno 1800, mentre Napoleone avanza e vince a Marengo, e l’Angelotti console della fragile Repubblica romana è braccato, e vi specchia l’inquietudine del proprio tempo, di una Italia ancora recente dove tra poco una rivoltellata ucciderà a Monza Re Umberto I.  La fa respirare nella fisicità dei luoghi e contrasti della civiltà romana, assaporati con intensità di vero e moderna simultaneità cinematografica: la Chiesa di Sant’Andrea della Valle dagli anfratti segreti, Palazzo Farnese dove la stanza di Scarpia s’apre sulla camera della tortura, lo spazio aperto di Castel Sant’Angelo, fra Te Deum, colpi di cannone, purezza d’alba sorgiva, campane, e tragedia che incombe. E’ nuovo il linguaggio di Tosca, particolarmente quello vocale, nervoso, apparentemente frammentato in frasi che l’orchestra aizza o raccoglie. E’ moderna l’imprevedibilità dei personaggi che pur ci sembra di riconoscere, non più riferiti a passioni ideali, ad una identità etica portante: sinceri e impulsivi nei sentimenti anche generosi, ma indifesi, pronti a dilatare il tempo psicologico con la tecnica di reminiscenza (“Vissi d’arte”, “E lucean le stelle”) o a regredire a sogno, a compiacimento infantile (“O dolci mani”), ad un’attesa (di salvezza, d’amore, di vita) ignara del male che incombe. Nel personaggio di Tosca il fascino di questa moderna, ambigua, fragilità: esposta anche nella vita a una visibilità di reazioni estreme, da teatro, continuamente si mette in pericolo e continuamente ci chiede di scoprire la sua incantevole, disarmante ingenuità. (testo di F.C.)  Ne parlerà Michele Girardi, docente di drammaturgia musicale Università di Pavia, specialista del teatro musicale fin de siècle, nell’incontro “Roma e i suoi paesaggi sonori” al pianoforte e con ascolti.   Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

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