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ARENA DI VERONA

21 settembre ore 21.00

 

La Compagnia della Rancia

su licenza di Anfiteatro Musica per conto di The Really Useful Group Ltd

presenta

“CATS”, POETICI GATTI ALL’ARENA

Musica di Andrew Lloyd Webber

tratto dal libro di T.S. Eliot “Old Possum’s Book Of Practical Cats”

prima versione originale inglese prodotta da Cameron Mackintosh e The Really Useful Company

Coreografie e regia associata DANIEL EZRALOW

Regia SAVERIO MARCONI

IN ITALIANO CON ORCHESTRA DAL VIVO

Il celebre show di Lloyd Webber nell’allestimento della Compagnia della Rancia
con le coreografie di Daniel Ezralow
Il musical chiude il suo tour nell’anfiteatro di Verona il 21 settembre alle 21

Sono i gatti più amati e più celebri, quelli che sono partiti da Londra e Broadway per poizompettare in tutti i teatri di tutto il mondo diventando un vero e proprio fenomeno planetario. “Cats“, il classico di Andrew Lloyd Webber, approda all’Arena di Verona il 21 settembre alle 21 nella produzione dell’ormai storica Compagnia della Rancia, diretta da Savero Marconi.

Basato sul libro di Eliot “Old Possum’s Book Of Practical Cats”, il musical dà vita ai racconti dei Jellicle Cats, 25 gatti dispettosi, golosi, raffinati, magici e sensuali, in una nuova messinscena che non è tanto la traduzione italiana dello spettacolo, quanto un allestimento completamente nuovo, in cui spiccano le coreografie di Daniel Ezralow, che firma anche la regia associata. Felliniano doc, Marconi si è infatti ispirato alla fantasia del maestro Federico in questo musical ricco di trovate, popolato di un cast multicolore travestito da gatto con maschere di gomma, pronto ad arrampicarsi sul grande cancello della scena costruita da Gabriele Moreschi o a strisciare ai piedi del pubblico come ai tempi del Living Theatre.

GATTI SPECIALI – Ci sono novità nel format del musical che debuttò nel 1981 a Londra (8949 repliche) e l’anno dopo a Broadway (7485), e poi fu esportato ovunque. Anche se sono passati quasi 30 anni dal debutto non c’è nulla di datato in “Cats”. «”Cats” non sente il tempo, lo cavalca e lo scavalca – avverte il regista – Dimenticate Broadway. Noi ci siamo divertiti a creare situazioni di fantasiosa ambiguità nel rapporto tra gatti e uomini, immaginando con i look maker Coveri-De Vincentiis gatti forse non così realistici. Sono creature dal fascino particolare, con tre nomi: quello dato dagli uomini, quello loro e un terzo che è come un segreto genetico misterioso della natura». Per dirla con Eliot, ”ricordatevi che un gatto non è un cane”. Dopo tutto, “ci sono aspetti umani nei gatti e ci sono aspetti ‘felini’ negli uomini. 

LA STORIA – Gli spettatori assistono ai riti dei gatti randagi che vivono nel cortile-discarica, una “no man’s land” che assomiglia ai non luoghi del teatro di Beckett ma anche alla zona post industriale di “Wall E”. In una notte di luna piena, dentro la recinzione metallica di un cortile ingombro di oggetti ricostruiti fuori misura – vedi l’enorme carrello da supermercato, la testa di un giocattolo, pacchi di riviste, una matassa gigante o la tazza rotta – i ballerini/gatti danzano e cantano le loro storie e gesta. Sono riuniti per l’annuale festa durante la quale Deuteronomio, il vecchio felino che conosce il segreto della felicità, sceglierà chi fra i suoi confratelli passerà nell’utopico Paradiso dei gatti per rinascere a nuova vita. Nella prima parte si presenta un campionario di randagi, perdigiorno, filubustieri e “aristogatti”: dal vanitoso, al buongustaio, al mago, al seduttore e al malvagio che rapirà Deuteronomio sostituendosi a lui. Ma la figura più intensa è quella l’ex soubrette Grizabella, spelacchiata e zoppicante, emarginata, che celebra i suoi ricordi e la giovinezza finita. Indimenticabile.

Stefania Sciamanna

Compagnia della Rancia
Ufficio Stampa e Comunicazione