MENOTTI TEATRO

MILANO – TEATRO MENOTTI FILIPPO PEREGO

STAGIONE 2021-2022

Locandina Menotti

il Teatro di Saverio La Ruina e di Alessandro Benvenuti, 1 Festival internazionale, per oltre 150 alzate di sipario

QUÉ ES LA VIDA
Un’illusione, un’ombra, una finzione. (Calderòn de la Barca)
Come sottolineavamo qualche mese fa nel presentare la nostra lunga stagione estiva, la parola “ripartenza” è sicuramente la più bella di tutte quelle di cui abbiamo abusato in questo tempo. È giusto però anche cominciare a ragionare sull’inevitabile superamento di questa situazione.  Siamo già ripartiti, anzi a ben vedere non ci siamo mai fermati, o perlomeno non ci siamo mai spenti – noi e tutti coloro impegnati nella resistenza e nella resilienza a cui ci ha obbligato l’emergenza sanitaria.Emilio Russo Direttore Artistico Menotti Teatro

Emilio Russo Direttore Artistico Menotti Teatro

La nostra stagione 2021/2022, quindi non sarà quella della ripartenza, ma quella della straordinaria normalità.   “Straordinaria normalità” per un percorso in cui da una parte invitiamo il pubblico a superare le residue e legittime paure e diffidenze (con la promessa da parte nostra di presentare un teatro maniacalmente rispettoso delle regole sanitarie), dall’altra invitiamo i decisori a ricreare al più presto le condizioni per il ritorno alla capienza totale dei luoghi di cultura.  Luoghi di cultura sempre di più sicuri e presidiati.   Per noi è solo un nuovo inizio.

E allora alziamo il sipario su una stagione davvero ricca di emozioni e meraviglia, riflessioni e passioni. Un viaggio all’interno di un teatro visivo, totale, che mescola la musica con la parola, la comicità d’autore, l’impegno civile, i classici rivisitati, mostra le contraddizioni del tempo presente, si rivolge al futuro con le parole del passato, trasforma le esperienze artistiche in progetti. Una stagione 2021/22 più ricca forse di come l’avevamo immaginata, ma ci vuole ancora più coraggio in un periodo come questo ad avere uno sguardo sulla realtà e provare anche ad andare oltre. L’arte, la cultura, lo spettacolo non servono a questo?   Un teatro che assomiglia molto alla vita, vissuta o immaginata, poco importa e che trova una sintesi efficace nella lancinante e illuminante frase di Calderòn de la Barca, tratta dalla sua La vita è sogno che abbiamo scelto come epigrafe di Menotti 21/22.
Cos’è la vita? Un’illusione come i ballerini volanti di NOGRAVITY che aprono il cartellone dal 23 Settembre, oppure come FAMILIE FLOEZ ancora in scena al Menotti con loro ultimissimo FEST, o come il mondo costruito da DAVIDE LARIBLE, il clown più famoso al mondo. Che cos’è la vita? Un’ombra come quella di JACKIE, ovvero Jacquelin Bouvier Kennedy Onassis, raccontata oltre la sua “icona” dal Premio Nobel Elfriede Jelinek. Oppure quelle del tempo presente narrate in una personale dedicata a SAVERIO LA RUINA, formidabile raccontatore di storie teatrali, così come sono ombre pesanti quelle sull’Egitto contemporaneo, ormai dimenticato dai media occidentali che non si accorgono di violenze e persecuzioni del regime e che proviamo a raccontare nel nostro FUGA DALL’EGITTOChe cos’è la vita? Finzione tra sogno e realtà, spinta utopistica e miseria quotidiana come quella straordinaria e universale del Gaber di FAR FINTA DI ESSERE SANI. In scena musica e parole irrinunciabili e indimenticabili. Oppure la vita è anche fingere che il riscaldamento globale non esista e gli allevamenti intensivi siano indispensabili al nostro regime alimentare. Qui la realtà la svela Jonathan Safran Foer con il suo POSSIAMO SALVARE IL MONDO PRIMA DI CENA riadattato per il teatro. Si può fingere anche di fingere di essere William Shakespeare o di osare rispettosamente di riscriverlo e prendere un po’ in giro i luoghi comuni del bardo. Divertente e irresistibile come le OPERE COMPLETE DI WILLIAM SHAKESPEARE IN 90 MINUTI oppure ironico e tagliente come l’Amleto di METTI UNA SERA A TEATRO.

Che cos’è la vita? Dentro c’è tutto come ci ricorda ALESSANDRO BENVENUTI, con il secondo “focus” attoriale e autoriale che presentiamo in questa stagione, tra storie nuove ed altre note che ci regala con la sua narrazione pungente, ironica, poetica. Dentro una vita c’è anche la drammaticità che diventa ilare e grottesca come nel capolavoro di Luigi Pirandello L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA e in TADDRARITE di Luana Rondinelli. Oltre alla Sicilia un comune denominatore tra le due opere: quello della ricerca dei misteri della vita. Appunto.  Illusioni, ombre, finzioni e tanto altro nel teatro totale e straordinario di Armando Punzo e la sua COMPAGNIA DELLA FORTEZZA di VOLTERRA ancora al Menotti con l’ultimo spettacolo NATURAE.

CANTIERE MENOTTI: È SOLO UN NUOVO INIZIO

Un salvataggio “miracoloso”, un importante progetto di ristrutturazione e una ripartenza consapevole e carica di significato. Il Teatro Menotti non si è mai fermato e prosegue il suo dialogo con il mondo delle imprese consapevole della sua importanza. Anche per Cantiere Menotti, la nostra corporate membership, infatti, è solo un nuovo inizio perché la creazione di forme di collaborazione di valore tra il settore dello spettacolo e il mondo delle imprese è sinonimo di crescita e arricchimento reciproci. Per questo, desideriamo ringraziare tutte le realtà che continuano a scegliere il nostro Teatro giorno dopo giorno e scelgono anche di sostenere le nostre attività con il loro contributo: un GRAZIE SPECIALE a Gruppo CAP, Repower, Kone, GGlass, SAIB, ZTE e GERMO, oltre a iGuzzini, Clivet e Jolly Alluminio nostri partner del progetto di ristrutturazione. Un grazie particolare anche a Fondazione AEM, Martino Midali e Soldi Design.Grazie di essere al nostro fianco in questa avventura. 

IL MENOTTI PER IL SOCIALE

Nella stagione precedente abbiamo voluto dare un segno tangibile di riconoscenza a chi, durante la pandemia, si è speso generosamente per tutta la comunità.Abbiamo messo a disposizione gratuitamente del personale sanitario, senza distinzione di ruoli, le nostre poltrone, dando l’opportunità di assistere alla nostra programmazione dal vivo e in streaming durante il lockdown. Ripartiamo ora con l’iniziativa “TI ASPETTIAMO IN TEATRO” soddisfatti di aver avuto un così ampio riscontro. Ogni sera riserveremo dei posti agli operatori degli ospedali Sacco, Fatebenefratelli, Ospedale Buzzi, Melloni, San Paolo e San Carlo e Niguarda.E’ ormai consolidata e proficua la collaborazione con OPERA SAN FRANCESCO. In occasione dei debutti degli spettacoli chiediamo ai nostri spettatori di portare cibo non deperibile che viene raccolto dai volontari e smistato velocemente nelle piccole mense di sostegno. Il progetto ASCOLTIAMO IL TEATRO, ANNULLIAMO LE DISTANZE, con il fondamentale supporto della SAIB SPA di Caorso e del Municipio 3, ci ha dato la possibilità di adeguare la nostra sala all’induzione magnetica, una tecnologia che permette ai portatori di impianto cocleare endosseo di poter fruire pienamente degli spettacoli che portiamo in scena. Stiamo inoltre formando il personale all’uso della lingua dei segni (LIS) in modo da poter accogliere adeguatamente gli spettatori che la praticano. Da anni organizziamo appuntamenti che permettono al pubblico di approfondire, tramite esperienze dirette, le professioni che animano il mondo dello spettacolo nella sua totalità. Gli incontri hanno anche permesso agli studenti di maturare crediti per l’alternanza scuola lavoro. Quest’anno, non potendo organizzare gli incontri in presenza, sono stati realizzati 14 video di grandi professionisti tradotti in lingua dei segni.  La SCUOLA PER IL PUBBLICO è stata messa a disposizione gratuitamente per associazioni, di scuole, biblioteche, cral interessati all’accessibilità.

Pamela Aicardi  Responsabile area sociale

STAGIONE  2020 | 2021 

23 settembre | 3 ottobreP
roduzione NoGravity Dance Company                                                                          OSPITALITÀ INFERNO 2021 (Dante’s Hell)
Compagnia NoGravity

6 | 17 ottobre
Produzione Tieffe Teatro Milano/CMC Nidodiragno Produzioni                                         PRODUZIONE JACKIE Romina Mondello

19 | 31 ottobre
Produzione Scena Verticale                                                                                                          OSPITALITÀ
IL TEATRO DI SAVERIO LA RUINA   Saverio LA Ruina

9 e 10 novembre
ONSTAGE! FESTIVAL
          OSPITALITÀ 

11 | 21 novembre
Produzione Khora Teatro/Tieffe Teatro Milano                                                                     PRODUZIONE
LE OPERE COMPLETE DI WILLIAM SHAKESPEARE IN 90 MINUTI
La Macchina del Suono

25 novembre | 5 dicembre
Produzione Tieffe Teatro Milano                                                                                               PRODUZIONE
METTI UNA SERA A TEATRO
Alessandro Averone
 

8 | 10 dicembre
Produzione Malte/ Fondazione Teatro Due Parma                                                                             OSPITALITÀ
CRONACHE DEL BAMBINO ANATRA Maria Ariis e Massimiliano Speziani 

14 | 31 dicembre
Produzione Tieffe Teatro Milano in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber                      PRODUZIONE
FAR FINTA DI ESSERE SANI Andrea Mirò, Enrico Ballardini e Musica da Ripostiglio

7 | 16 gennaio
Produzione Tieffe Teatro Milano/ Fondazione TPE/ Festival delle Colline                                      PRODUZIONE
FUGA DALL’EGITTO Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio

20 | 30 gennaio
Produzione Mosaico Errante                                                                                                        OSPITALITÀ
IL CLOWN DEI CLOWN  David Larible

 1 | 6 febbraio
Produzione Argot Produzioni                                                                                                        OSPITALITÀ
TADDRARITE Donatella Finocchiaro

8 | 20 febbraio
Produzione Tieffe Teatro Milano                    PRODUZIONE
POSSIAMO SALVARE IL MONDO PRIMA DI CENA  Collettivo Menotti

22 | 27 febbraio
Produzione Argot Produzioni/ Pierfrancesco Pisani per Infinito Teatro                                OSPITALITÀ
L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA  Lucrezia Lante della Rovere 

4 | 13 marzo
Produzione Arca Azzurra      BENVENUTI AL MENOTTI Alessandro Benvenuti

 17 | 20 marzo
Produzione Carte Blanche Centro Nazionale Teatro e Carcere/                                           PRODUZIONE   Tieffe Teatro Milano   NATURAE  ompagnia della Fortezza 

22 | 27 marzo
Produzione Familie Flöz / Theaterhaus Stuttgart          OSPITALITÀ
TEATRO DELUSIO  Familie Flöz

29 marzo |3 aprile
Produzione Familie Flöz / Theaterhaus Stuttgart/                                                        OSPITALITÀ  Theater Duisburg e Lessing Theater
FESTE  Familie Flöz

 LE PRODUZIONI

6 | 17 ottobre
ROMINA MONDELLO JACKIE
Produzione TIEFFE TEATRO MILANO/CMC Nidodiragno Produzione
Di Elfriede Jelinek
Traduzione Luigi Reitani/Werner Waas
Regia Emilio Russo
Assistenti alla regia Claudia Donadoni e Federica Finotti
Con Romina Mondello
Musiche e suoni Andrea Salvadori
Disegno luci Andrea Violato
Video Marco Schiavoni
Costumi Pamela Aicardi
Realizzazione costumi Lara Frio
Manichini Raffaella Montaldo
Elementi scenici Jessica Koba
Movimenti coreografici Artemis Danza – Monica Casadei Assistente Mattia Molini
Scritto nel 2002, due anni prima di ricevere il Nobel per la letteratura, il testo teatrale di Elfriede Jelinek mette al centro della sua “indagine” un personaggio controverso e, per molti versi inafferrabile, come Jacqueline Lee Kennedy Onassis, nata Bouvier. Jackie, appunto.  Una testimone feroce di un’epoca in cui il “sogno americano” di democrazia e pace era governato dal potere di una famiglia che offuscava con il bianco splendente di sorrisi patinati, con abiti e gioielli, con figli biondi e felici, una trama fatta di segreti, malattie, sesso, alcol, droga e morte. Ossessionata dall’immagine della limousine presidenziale nel momento dell’omicidio di Dallas. Ossessionata dai suoi “troppi” abiti, dalla “troppa” carne di Marilyn, dal “troppo” sesso di Kennedy. Jackie si trova ora e forse per sempre in un altrove, che non è più la vita dalla quale si è già congedata, ma nemmeno un aldilà così come lo immaginiamo. Il suo racconto è in apparenza privo di morale e di giudizio, quasi leggero, ma in realtà si sente tutto il peso della sua vita, dei suoi morti, dei tradimenti, della sua stanchezza, del suo essere icona. Sicuramente una prova straordinaria per ROMINA MONDELLO attrice di grazia, forza e spessore. Sicuramente una scrittura moderna e originale per un personaggio controverso e scontornato. Sicuramente una storia, anzi più storie (almeno tre, Jackie, J. Kennedy, Marilyn) viste da un’angolazione inaspettata. Sicuramente molte domande. 

11 | 21 novembre
LA MACCHINA DEL SUONO
LE OPERE COMPLETE DI WILLIAM SHAKESPEARE IN 90 MINUTI
Produzione KHORA TEATRO/TIEFFE TEATRO MILANO
Una commedia scritta da Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield.
Uno spettacolo interpretato e diretto da Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci, Lorenzo Degl’Innocenti  Dopo aver debuttato all’Edinburgh Festival Fringe nel 1987 è stato replicato al Criterion Theatre di Londra per nove anni, diventando uno degli spettacoli più conosciuti al mondo.  Una parodia di tutte le opere di William Shakespeare eseguita in forma comicamente abbreviata da tre attori, usando le più svariate tecniche interpretative. Veloce, spiritoso e fisico, è pieno di risate per gli amanti e soprattutto per gli odiatori di Shakespeare. Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile: come condensare l’opera omnia del Bardo, 37 opere, in 90 minuti? O raccontare l’Amleto in 43 secondi?
Tutto Shakespeare in 90 minuti è una sfida teatrale, un’immersione leggera e stravagante nel mondo shakespeariano, un omaggio divertito e divertente al grande drammaturgo. La potenza e la poesia dei suoi versi vengono prevedibilmente meno ma lo scopo, in fondo, non è altro che divertire il pubblico, incuriosirlo e svelare il lato comico che si cela anche nelle tragedie più cupe. Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli e Lorenzo Degl’Innocenti (In ordine rigorosamente di età), dopo tanti anni di amicizia si sono ritrovati ed hanno deciso di unire le loro esperienze nel campo della prosa, musica e commedia dell’arte, e darsi al Bardo!   

 25 novembre | 5 dicembre
ALESSANDRO AVERONE
METTI UNA SERA A TEATRO
Produzione TIEFFE TEATRO MILANO
Drammaturgia sonora Mimosa Campironi
Traduzione Alessia Giangiuliani
Con Alessandro Averone, Arianna Battilana, Alessia Giangiuliani, Mauro Santopietro
Una commedia irriverente e diabolica composta da due brevi ma fulminanti atti teatrali. Margaret, Stanley, Donna e Walter sono a teatro per assistere all’Amleto di Shakespeare. Ma nelle loro chiacchiere incessanti ed esilaranti, tra una caramella da scartare e una totale incapacità nel prestare attenzione alla pièce, approfondiscono temi del tutto privati.  Parlano dei loro figli, della loro amicizia, delle loro relazioni, di un amico morto e solo occasionalmente dell’opera di Shakespeare e nonostante tutto affrontano i temi della tragedia a cui stanno assistendo.  Nell’arco di una sola ora le due coppie vivono a pieno il testo di Shakespeare come Amleto vive la comparsa del fantasma del padre: confusi, attoniti, senza capire Eppure, come in Amleto, personaggi e pubblico ne escono arricchiti, diversi, cambiati. Con la soddisfazione, o presunzione, di aver assistito a qualcosa di poco chiaro, ma comunque magico, memorabile, irripetibile.

 14| 31 dicembre
ANDREA MIRÒ
FAR FINTA DI ESSERE SANI
Produzione TIEFFE TEATRO MILANO
In collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber
Di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Adattamento e regia Emilio Russo
Con Andrea Mirò, Enrico Ballardini e Musica da Ripostiglio
Sono passati quasi 50 anni, sono tanti. Ma lo spettacolo del signor G è ancora terribilmente d’attualità. Stupisce e rincuora il fatto che Gaber sia riuscito ad anticipare i tempi, a raccontare la realtà come pochi altri al mondo, ma – allo stesso tempo – di andare oltre. Una versione in forma di concerto dello spettacolo FAR FINTA DI ESSERE SANI di Giorgio Gaber, monologhi e canzoni per riscoprire quel percorso narrativo con cui Gaber e Luporini nel 1973 affrontavano i temi universali del disagio sociale e generazionale, puntando l’attenzione sull’essere schizoide dell’uomo contemporaneo. Da una parte pronto agli slanci ideali, dall’altra tenuto a terra dal proprio egoismo e dai finti bisogni materiali. Temi e contenuti quanto mai attuali in questo tempo segnato dal Covid.  Sul palcoscenico Andrea Mirò, un’artista eclettica come pochissimi altri in Italia, polistrumentista, autrice, cantante e direttore d’orchestra e Enrico Ballardini, attore, musicista e cantautore.  Le musiche sono arrangiate dalla travolgente band Musica da Ripostiglio, presente da anni sui palchi dei festival di jazz e sui palcoscenici teatrali di tutta Italia.

7 | 16 gennaio
MIRIAM SELIMA FIENO E NICOLA DI CHIO
FUGA DALL’EGITTO
Produzione TIEFFE TEATRO MILANO /FONDAZIONE TPE/FESTIVAL DELLE COLLJNE
Da un’idea di Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio
Liberamente tratto da Fuga dall’Egitto di Azzurra Meringolo Scarfoglio
Con Nicola Di Chio,Yasmine El Baramawy, Miriam Selima Fieno
Regia di Nicola Di Chio, Miriam Selima Fieno
Drammaturgia Miriam Selima Fieno
Musiche originali Yasmine El Baramawy
Regia video e montaggio Julian Soardi
In collaborazione con Teatro Piemonte Europa, Festival delle Colline Torinesi_Torino Creazione Contemporanea, Centro di Residenza Artistica della Lombardia IntercettAzioni, Amnesty International, ICORN, Malmö Stad Kulturförvaltningen
“Non è successo niente”
Così recita un comunicato stampa del ministero egiziano dell’informazione, in risposta alle proteste del popolo egiziano contro il regime. Per loro non c’è niente da raccontare, eppure la situazione dei diritti civili in Egitto è una delle peggiori al mondo.  Le testimonianze di giornalisti, sindacalisti, artisti, medici, poeti, politici e attivisti per i diritti umani che, minacciati di repressione e tortura in Egitto, a causa delle loro idee sono stati costretti all’esilio dopo il golpe che ha riportato i militari al potere. Sono scappati dal loro Paese per sfuggire al carcere, a sommari processi di massa, alla censura di chi non voleva che raccontassero, ad esempio, dettagli scomodi sulla tragica fine di Giulio Regeni. Esuli e rivoluzionari. Gente che non può più parlare. Gente che deve scappare per poter vivere. Una performance che unisce il teatro documentario alla musica live, in un intreccio tra atto performativo e cinema del reale, sonorità orientali e installazioni.

8 | 20 febbraio
COLLETTIVO MENOTTI
POSSIAMO SALVARE IL MONDO PRIMA DI CENA
Produzione TIEFFE TEATRO MILANO
Adattato da “We Are the Weather” di Jonathan Safran Foer
Versione teatrale scritta e diretta da Emilio Russo
Con Collettivo Menotti: Enrico Ballardini, Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Helena Hellwig, Alessia Pellegrino, Chiara Tomei
Scene e costumi Pamela Aicardi
Luci Giacomo Delfanti
Assistente alla produzione Cecilia Negro
Jonathan Safran Foer nel suo romanzo-saggio racconta con straordinario impatto emotivo la crisi climatica del nostro pianeta e lo fa alternando in modo originale storie di famiglia, ri­cordi personali, episodi biblici, dati scienti­fici e suggestioni futuristiche che saranno portate in scena dalla giovane compagnia Collettivo Menotti. Una storia non facile da raccontare, un argomento che scuote gli animi, parole e musica potenti, capaci di accompagnare lo spettatore in un viaggio in cui la scienza lascerà il posto alle emozioni. La nostra versione teatrale costruisce una narrazione all’interno di un loft coabitato da giovani attivisti, studenti, musicisti, dove i temi ambientali si trasformano da noiosi elementi di una discussione oramai un po’ stanca, in materia incandescente con cui fare i conti qui ed ora. Una sorta di presa di coscienza tra accenti passionali e ombre paurose di un futuro che non è poi così lontano come ci illudiamo di credere.  Gli abitanti di quella casa – metafora dell’abitare insieme– ognuno con il proprio bagaglio di vita e di ricordi, si trasformano in un collettivo di lotta e di consapevolezza in grado di indicare e proporre ad alta voce la strada per l’uscita. Ovvero quella solita, quella dei loro padri, quella dei padri dei loro padri, quella forse che ci ha guidato sin dall’inizio della nostra esperienza di vita su questo fragile pianeta, quella che ci fa capire che solo stando insieme possiamo salvare il mondo prima di cena.

17 | 20 marzo
COMPAGNIA DELLA FORTEZZA
NATURAE la valle dell’annientamento
Una produzione CARTE BLANCHE CENTRO NAZIONALE TEATRO E CARCERE – TIEFFE TEATRO  Con il sostegno di: MiC – Ministero della Cultura, Regione Toscana, ACRI-Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Comune di Volterra,Ministero della Giustizia Casa di Reclusione di Volterra
Regia e drammaturgia Armando Punzo
Musiche originali e sound design Andrea Salvadori
Scene Alessandro Marzetti Armando Punzo
Costumi Emanuela Dall’Aglio
Coreografie Pascale Piscina
Aiuto regia Laura Cleri
Organizzazione generale Cinzia de Felice
Assistente alla regia Alice Toccacieli
Aiuto scenografo Yuri Punzo
Direzione tecnica Carlo Gattai
Sound Alessio Lombardi
Light design Andrea Berselli
Assistenza ai costumi Tarek Omezzine, Fan Faquan, Saverio Barbera, Romeo Bogdan Erdei  Collaborazione alle scenografie Luca Dal Pozzo, Marian Iosif Petru, Domenico Prospero Collaborazione drammaturgica Alice Toccacieli, Francesca Tisano, Fabio Valentino, Paul Cocian Collaborazione artistica Elisa Betti, Giulia Guastalegname, Luisa Raimondi   Coordinamento Eva Cherici  Responsabile amministrativa Elina Pellegrini Amministrazione Gulia Bigazzi  Formazione Marzia Lulleri   Consulenza fiscale e del lavoro Studio Picchi  Foto di scena Stefano Vaja  Documentazione video Francesco Zollo – Nico Rossi / Vai Oltre!
In scena Gli attori della Compagnia della Fortezza   e
Armando Punzo, Andreino Salvadori, Isabella Brogi, Francesca Tisano, Elisa Betti, Giulia Guastalegname   La saga iniziata con il primo spettacolo su Shakespeare nel 2015 doveva concludersi nel 2021 con l’ultimo atto di Naturae, ma la pandemia ci ha costretti a interrompere il lavoro agli inizi di marzo e a riprenderlo a fine maggio.  Il tempo rimasto era troppo breve per realizzare il finale che stiamo immaginando da anni. Perciò questo spettacolo non sarà un approdo ma la soglia necessaria da attraversare prima di raggiungere l’ottava valle nel prossimo anno. Sette anni, come le sette valli del Verbo degli Uccelli. Sette gli anni trascorsi dal primo lavoro contro Shakespeare, sette dall’inizio di una rivolta umana e filosofica che non accetta limiti. Sette anni di pura ricerca. Sette il numero felice. Come sette sono i giorni della creazione. Sette i colori avuti in dono dalla vita. Sette i mari e gli oceani interiori che abbiamo dovuto attraversare per sfuggire a noi stessi e cercare riparo nell’arte e nell’amore. Sette i giorni della settimana che scandiscono il nostro tempo con i suoi pianeti e il sole che illumina il tutto. Mentre il tempo ordinario scandiva gli attimi della nostra esistenza, i giorni, i mesi, gli anni, un altro tempo si istituiva in noi. Tempo passato nello spazio miracoloso del teatro come avvicinamento all’immagine potenziale di noi stessi, a una conoscenza altrimenti a noi preclusa. Un nuovo uomo. Sette le ossa del piede umano, sette le vertebre cervicali. Il sogno di un uomo che vogliamo imporre alla realtà. Una ricerca affannosa di alleati. Borges. Borges come compagno di viaggio, Borges che ci dice che la realtà non è altro che una delle infinite possibilità. Gli opposti ancora presenti in noi. L’unità che ancora ci sfugge. Un mondo che vuole rinchiudersi e un mondo che vuole aprirsi. Immagini, ipotesi, illuminazioni, tentativi, visioni. Sette le virtù. Sette i peccati capitali. Sette gli Dei della felicità del Buddismo e dello Shintoismo. Sette gli attributi di Allah. Vita, conoscenza, potenza, volontà, vista, udito, parola. Sette i libri della Bibbia. Sette i Chakra. Sette le meraviglie del mondo. Sette i metalli in alchimia. Sette le vocali. Sette i cieli. La valle dello stupore finalmente raggiunta. Una biblioteca infinita. La biblioteca del mondo. Il libro dei libri che stiamo scrivendo. Le Entità che cerchiamo di far emergere in noi. Abitano nella loro patria, ma come stranieri, partecipano a tutto come cittadini, e tutto sopportano come forestieri; ogni terra straniera è loro patria e ogni patria è per loro terra straniera. Dimorano sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Innocenza, Armonia, Letizia, Luce, Respiro, Vento dolce, Vento luminoso, Anima, Mondo che si ritrae, Principio Speranza, Uscite dal Mondo, Il Cacciatore celeste, Il Distillatore della vita, Vita mancata, Aurora, Natura, Infinito. Per arrivare all’Annientamento in vista della più difficile delle valli, quella della Permanenza.
Armando Punzo
 LE OSPITALITÀ 

23 settembre / 3 ottobre
NoGravity
INFERNO 2021 (Dante’s Hell)
Produzione NOGRAVITY DANCE COMPANY
Una creazione di Emiliano Pellisari
Danzatori: Mariana/P(principal dancer), Eva Campanaro, Francesco Saverio Cifaldi , Giada Inserra, Leila Ghiabbi, Antonino Casile
Coreografia: Emiliano Pellisari & Mariana/P
Scene, costumi, luci: Emiliano Pellisari & Marco Visone
Music designer: Mariana/P
Direzione tecnica: Marco Visone
Inferno 2021 è uno spazio teatrale dove si annulla la fisica della realtà e tutto appare come un esperimento teatrale sognato ad occhi aperti.Nella decennale collaborazione tra Emiliano Pellisari e Mariana/P il ruolo del danzatore si è evoluto fino a produrre una complessa azione scenica.  I danzatori non danzano propriamente, ma eseguono movimenti in scena secondo una grammatica coreografica che non ha nulla a che vedere con il mondo e la storia della danza, né classica né contemporanea. In questa nuova edizione dell’Inferno Pellisari e Mariana/P si sono abbandonati al puro piacere dell’arte coreografica scatenando l’immaginazione sul corpo umano che è violentato dalla forza cinetica, fasciato da tessuti bagnati, bendato da corde e stracci, schiacciato a terra e contemporaneamente appeso in aria. Pellisari ha creato uno spazio scenico aperto dove il corpo di Mariana/P può agire in tutte le dimensioni, in una esplosione di fantasia e potenza. Le azioni apparentemente casuali in verità sono geometricamente perfette. Il fine della tecnica Nogravity è di creare sempre una composizione dei corpi armoniosa e regolare, anche se asimmetrica comunque esteticamente sempre perfetta.  Danzatori, atleti e acrobati sfidano la gravità ed immagini straordinarie appaiono dal buio in una carrellata senza sosta di effetti. Un mondo dove il reale e il virtuale si mischiano in un caleidoscopio di immagini sorprendenti tratte dalle immagini dantesche più forti. Un inferno paradossale come Escher, assurdo come Magritte, crudelmente caravaggesco. Uno spettacolo dove il disegno della luce, la musica e l’illusione si coniugano con la danza, il physical theatre e la mimica. 

19|31 ottobre
IL TEATRO DI SAVERIO LA RUINA
Le storie e la lingua sono i due elementi che costituiscono il teatro di narrazione di Saverio La Ruina. Due aspetti che nella sua personale al Teatro Menotti sono strettamente connessi, sono protagonisti in un unico percorso tra le tappe della sua straordinaria e inesauribile produzione.  Da Saverio e Chadli vs Mario e Saleh, che sarà presentato in prima nazionale a due “classici” come Dissonorata e La Borto per concludersi con il sorprendente Polvere.  Un teatro della parola e delle emozioni che nascono dalla parola stessa e dai temi che si intersecano, che non possono esistere l’una senza gli altri; il linguaggio che è musicalità, è espressione, la parola che diviene drammaturgia. 

19|24 ottobre
SAVERIO E CHADLI VS MARIO E SALEH
PRIMA NAZIONALE
p
roduzione SCENA VERTICALE  Con il sostegno di MIBACT, Regione Calabria
In collaborazione con TMO – Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo
Scritto e diretto da Saverio La Ruina
Con Saverio La Ruina e Chadli Aloui
Collaborazione alla regia Cecilia Foti
Musiche originali Gianfranco De Franco
Scene e costumi Mela Dell’Erba
Disegno luci Michele Ambrose
Audio e luci Mario Giordano
Organizzazione generale Settimio Pisano
Amministrazione Tiziana Covello
Promozione Rosy Chiaravalle
All’inizio c’erano Mario e Saleh, un occidentale cristiano e un arabo musulmano che, all’indomani di un terremoto, si ritrovano a convivere nella stessa tenda. Ma alla prima nazionale, Chadli, l’attore che interpreta Saleh, esce dal personaggio e riscrive il finale. Rimango sconcertato. Intuisco in quella ribellione una grande sofferenza. Vorrei accoglierla nello spettacolo. Le repliche continuano, i mesi passano, io e Chadli parliamo. Lui mi racconta di sé, dell’Islam, della sua vita in Italia da arabo di seconda generazione. Spesso registriamo le nostre chiacchierate. Poi faccio la cosa più semplice: faccio un passo indietro, metto Saverio e Chadli accanto a Mario e Saleh e lascio che siano loro a parlare… Saverio La Ruina 

26|27 ottobre
DISSONORATA
Un delitto d’onore in Calabria
Produzione SCENA VERTICALE Di e con Saverio La Ruina
Musiche dal vivo Gianfranco De Franco
Collaborazione alla regia e contributo alla drammaturgia Monica De Simone
Luci Dario De Luca  Organizzazione e distribuzione Settimio Pisano
spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita e per le figlie anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone e il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge quasi lo depenalizzava.  Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.  Premio Ubu 2007 “Migliore attore italiano” Premio UBU 2007 “Migliore testo italiano”; Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010; Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008 “Segnalazione speciale”; Premio G. Matteotti 2007 “Segnalazione della commissione”. 

28|29 ottobre
LA BORTO
Produzione SCENA VERTICALE
Di e con Saverio La Ruina
Musiche composte ed eseguite dal vivo Gianfranco De Franco   Contributo alla drammaturgia Monica De Simone  Disegno luci Dario De Luca
Organizzazione e distribuzione Settimio Pisano
Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili, uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. La protagonista racconta l’universo femminile di un paese del meridione. Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli e che ancora oggi, nel suo profondo, stenta a cambiare, Vittoria racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile, come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.  Premio UBU 2010 “Migliore testo italiano”; Nomination Premio UBU 2010 “Migliore attore”; Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010;  Testo selezionato per il progetto Face à Face 201

 30|31 ottobre
POLVERE   Dialogo tra uomo e donna
Produzione SCENA VERTICALE   Di Saverio La Ruina
Con Saverio La Ruina e Cecilia Foti
Musiche originali Gianfranco De Franco
Contributo alla drammaturgia Jo Lattari
Contributo alla messinscena Dario De Luca
Aiuto regia Cecilia Foti
Disegno luci Dario De Luca
Audio e luci Mario Giordano
Realizzazione quadro Ivan Donato
Organizzazione e distribuzione Settimio Pisano
Produzione Scena Verticale
Con il sostegno di Mibact, Regione Calabria, Comune di Castrovillari
Si ringrazia il White Dove di Genova
Testo tradotto in inglese (Dust) da Thomas Haskell Simpson.
Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile come polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Una polvere opaca che confonde, fatta di parole che umiliano e feriscono, di piccoli sgarbi, di riconoscimenti mancati, di affetto sbrigativo, talvolta brusco.  Da un’operatrice di un Centro antiviolenza   Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia, di cui quasi ovunque si trovano tracce.  Saverio La Ruina  – Premio Lo Straniero 2015; Premio Enriquez a2015 alla Drammaturgia; Premio Enriquez 2015 Miglior Attore; Premio Annibale Ruccello 2015 alla drammaturgia 

8 | 10 dicembre
CRONACHE DEL BAMBINO ANATRA di Sonia Antinori
Produzione MALTE, FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA
Da un’idea di Maria Ariis e Carla Manzon
Regia Gigi Dall’Aglio
Con Maria Ariis e Massimiliano Speziani
Costumi Ilaria Bomben
Scene Enzo Sammaritani
Disegno luci Angelo Cioci
Tecnico luci Max Coden Con il sostegno di Ministero della Cultura
Cronache del bambino anatra è uno spettacolo sulla dislessia, prodotto nel 2016 da MALTE e Teatro Comunale G. Verdi di Pordenone su progetto di Maria Ariis e Carla Manzon, allora protagoniste dello spettacolo diretto da Gigi Dall’Aglio. Il testo, scritto da Sonia Antinori, è stato sviluppato grazie a residenze, fra cui quelle presso Fondazione Emilia Romagna Teatro, e ha ottenuto il patrocinio dell’Associazione Italiana Dislessia, che ne ha riconosciuto il valore divulgativo e ne ha vigilato il rigore scientifico. È stato salutato dallo scrittore dislessico premio Pulitzer Philip Schultz come “la prima opera teatrale sull’argomento”.  In tre anni di tournée lo spettacolo è stato presentato in Italia e all’estero per un pubblico di ragazzi e adulti, suscitando commozione per il modo in cui affronta il tema della differenza a partire appunto dai disturbi specifici dell’apprendimento. Nel 2020 il testo è stato pubblicato nella collana I Gabbiani delle Edizioni Primavera e nel giugno del 2021 è stato inserito nella List of Honour di IBBY Italia, un’organizzazione internazionale no-profit per promuovere la lettura tra i più giovani.  Quest’anno MALTE ripropone il lavoro come omaggio al regista Gigi Dall’Aglio, la cui limpida partitura articola in una sequenza di quadri intensi e struggenti la relazione tra una madre e un figlio, smontata e rimontata con salti temporali che tratteggiano cinquant’anni di vita  Questa piccola storia d’amore è punteggiata di quegli ordinari strappi, di quelle incomprensioni e quei ritrovamenti, che riecheggiano nell’intimo di ogni esperienza umana. Mentre il bambino si fa adulto e la madre sempre più fragile, i ruoli si invertono secondo la dura regola del ciclo vitale e l’uomo è costretto a riscoprire l’imperfezione più grave, che bilancia e compensa tutte le altre: il suo essere mortale.  Oltre alla naturale finalità divulgativa il progetto mira con forza a una riflessione più ampia sul rapporto che ogni essere umano ha con le sue imperfezioni e ha l’ambizione di schiudere allo spettatore un momento di arricchimento umano e di conoscenza individuale. La lezione di chi, partendo da uno svantaggio, identificando il problema e sviluppando strumenti adeguati ad affrontarlo, trasforma la rabbia in forza di volontà, ha portata universale.   

20 | 30 gennaio
DAVID LARIBLE  – IL CLOWN DEI CLOWN
Produzione MOSAICO ERRANTE
Scritto, diretto e interpretato da David Larible  Con Andrea Ginestra  Al piano il Maestro Mattia Gregorio  Direzione tecnica Alberto Fontanella  Direzione di produzione Eva Manzato
Da anni definito “il più grande clown classico del nostro tempo” è forse l’unico comico vivente in grado di esibirsi sia in piccole sale teatrali che al Madison Square Garden di New York, con 120.000 spettatori in un solo week-end per il leggendario Barnum.  Poetico ed esilarante, malinconico e dirompente, col suo personaggio ispirato al Monello di Chaplin, conquista il pubblico grazie alla magia della sua comicità. Lo spettacolo è il racconto di un uomo delle pulizie che sogna di diventare clown… e ci riesce! Arriva in punta di piedi, lo sguardo distratto, le mani in tasca, ma pochi gesti trasformano il suo incedere in una valanga di divertimento. Tenuto a bada da un gran cerimoniere, l’attore Andrea Ginestra, Larible propone uno stile di clownerie unico al mondo, con brani musicali eseguiti con sei strumenti e in dieci lingue, accompagnato al pianoforte dal Maestro Mattia Gregorio. Nel corso degli anni lo spettacolo ha trionfato nei più importanti teatri del mondo. Fra i suoi ammiratori: Nicola Piovani, Charles Aznavour, Sandra Bullock, Francis Ford Coppola e Steven Soderbergh, per il quale interpreta un cameo in Ocean Eleven. Con Jerry Lewis si esibisce in un duetto tv. Vincitore del Clown d’Oro a Monte Carlo e di riconoscimenti in tutto il mondo, gli è stata conferita una Laurea Honoris Causa dall’Università di Puebla per “la trionfale traiettoria artistica internazionale”.

1 | 6 febbraio
DONATELLA FINOCCHIARO
TADDRARITE  PIPISTRELLI
Produzione INFINITO TEATRO E ARGOT PRODUZIONI Testo e regia Luana Rondinelli
Con
Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza, Luana Rondinelli
Aiuto regia
Silvia Bello
Musiche
Ottoni Animati e Roberta Prestigiacomo
Tecnico luci
Alberto Tizzone
Costumi
Francesca Di Giuliano
Coordinatrice artistica
Monica Manfredi
Organizzazione
Marcella Santomassimo
Amministrazione
Sabrina Competiello
Una notte per svelare ciò che non era mai stato detto. Tre sorelle vegliano, come nelle vecchie tradizioni siciliane, il marito morto della sorella minore. Il velo del silenzio, del pudore, delle bugie viene squarciato da un vortice di confessioni e dall’esplosione di emozioni, in un chiacchiericcio di musicalità e pungente ironia le donne vengono trascinate in un’atmosfera surreale. Grottesca e ilare è la visione drammatica della vita di queste donne, si ride e si sorride, e si ha il coraggio di affrontare con sarcasmo le violenze che non avevano mai osato confessare.  Passata la lunga notte, l’anima del defunto, secondo tradizione, ha finalmente lasciato la casa. Il nuovo silenzio che avvolge le tre sorelle è ora intessuto di forza, di voglia di reagire e combattere perché ogni donna non dovrà nascondersi e nascondere più.  Una storia “focosa”, crudele, come la mia terra. Una storia vera di donne succubi, schiave, “sciroccate”, prese alla gola dalla morsa del destino che le accomuna, dai segreti stretti in grembo, dalle lingue morse pur di non parlare ed evitare la vergogna per rendersi coraggiose e sopportare le violenze subite dai mariti.  Luana Rondinelli

 22 | 27 febbraio
LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE
L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
Produzione INFINITO TEATRO E ARGOT PRODUZIONI  Di Luigi Pirandello
Adattamento di Francesco Zecca
Regia di Francesco Zecca
Disegno luci Alberto Tizzone
Scene Arti Plastiche Di Morucci Riccardo
Aiuto regia Rebecca Righetti “A questo punto dal cantone a destra sporgerà il capo a spiare la donna vestita di nero”  (Luigi Pirandello)
Basta scambiarsi un bacio per sentire lo stesso gusto della vita? Basta avvicinare le labbra al proprio amore per sentirne il sapore?  Basta sciacquarsi la bocca con il presente per non sentire più il sapore persistente del passato?  La vita è ingorda, non ti lascia che i resti da assaporare ci sono ricordi il cui gusto rimane tutta la vita e non c’è spazio per altro.  Solo per l’immaginazione. E a Lei, la Donna Vestita di Nero, la moglie dell’Uomo dal Fiore in Bocca, è l’unica cosa che è rimasta “attaccarsi così, con l’immaginazione alla vita” I suoi occhi così dentro e così attaccati a lui, da non volerlo far andare via. Non ancora. Quante domande ci vogliono per sollevare un peso dal cuore? Quante risposte non dobbiamo trovare per amare un dettaglio? Abbiamo dato voce a quella donna muta e dolorante, quella Donna Vestita di Nero che Pirandello ci ha fatto intravedere solo dietro a quel cantone. Zecca

4 |13 marzo
BENVENUTI AL MENOTTI!
Storie di straordinaria comicità d’autore
Difficile definire il teatro di Alessandro Benvenuti, volto molto conosciuto e autore di testi per la scena senz’altro assimilabili per il linguaggio tagliente, ironico, corrosivo, ma mai ripetitivi. Benvenuti che si definisce autore comico, ma non attore comico, nei suoi spettacoli si cala in personaggi estrapolati dalla vita di tutti i giorni e trasformati in archetipi del disagio e della tragicomicità contemporanea.  In CHI E’ DI SCENA, PANICO MA ROSA, UN COMICO FATTO DI SANGUE ridiamo irresistibilmente e poi inevitabilmente e quasi senza accorgercene ci troviamo a pensare alle nostre fragilità e agli aspetti più nascosti di cui un po’ ci vergogniamo di quella cosa che continuiamo a chiamare vita. E allora Benvenuto al Menotti caro Alessandro Benvenuti!   

4 | 6 marzo
ALESSANDRO BENVENUTI  CHI È DI SCENA
Produzione ARCA AZZURRA  Scritto e diretto da Alessandro Benvenuti  Con Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti
Uno stravagante e chiacchierato uomo di teatro scomparso dalle scene improvvisamente e apparentemente senza un plausibile motivo da cinque anni, viene rintracciato per un caso fortuito da un giovane fan. A lui, l’uomo decide di rilasciare un’intervista per spiegare le ragioni della sua scelta e svelare così il mistero che si è creato intorno a questa. Lo invita perciò a casa sua. Testimone silente di questo loro incontro è una giovane donna che, giacendo seminuda su una chaiselongue di spalle ai due, sembra dormire un sonno profondo. E… … E come spesso accade nei lavori di Alessandro Benvenuti, quel che appare si scopre tutt’altro che vero, e quel che è vero si svela in un intreccio giocoso e imprevedibile, con una specie di doppio salto mortale drammaturgico che accompagna lo spettatore a un finale assolutamente inaspettato. Il tutto ovviamente con il linguaggio forte, pastoso, ricco dei testi di Benvenuti, assolutamente esplicito, lineare, venato di ironia con punte di corrosività sarcastica e sempre di una comicità istintiva e feroce. 

8 | 11 marzo
ALESSANDRO BENVENUTI  PANICO MA ROSA  Dal diario di un non intubabile Produzione ARCA AZZURRA   Scritto e diretto da Alessandro Benvenuti
59 giorni di lockdown. 59 pagine di diario che raccontano l’isolamento obbligatorio di un autore attore che, privato del suo naturale habitat, il palcoscenico, decide di uscire dalla sua proverbiale ritrosia e raccontarsi per la prima volta pubblicamente e con disarmante sincerità come persona. Sogni e bisogni, ricordi e crudeltà, fantasie e humor. Un viaggio nella mente di un comico che, nel cercare un nuovo senso della vita per non impazzire, reinventa il passato di chierichetto, stabilisce inediti e proficui rapporti con tortore, passerotti, merli, cornacchie, piccioni e gabbiani. Diciamo insomma che drammaturgicamente parlando ‘Panico ma rosa’ è di genere Po Ca Co: Poetico Catastrofico Comico.

12 | 13 marzo
ALESSANDRO BENVENUTI  UN COMICO FATTO DI SANGUE
Produzione ARCA AZZURRA   Scritto da Alessandro Benvenuti  Collaborazione drammaturgica di Chiara Grazzini  Regia di Alessandro Benvenuti
L’autore e la sua compagna di vita analizzano, con un linguaggio comico modernissimo e con chirurgica spietatezza, i rapporti tra i membri di una famiglia che sa tanto d’Italia, di questa nostra Italia che ha perso la bussola del buon senso e naviga ormai a vista tra i flutti sempre più minacciosi del mar dell’incertezza.  Una commedia in cinque atti rapidi ed incisivi dove nessuna parola è messa lì per caso. Una drammaturgia sorprendente nella sua semplicità.  Dal 2000 al 2015, passando attraverso cinque momenti chiave o testimonianze, l’autore narra il progressivo degenerare dei rapporti di una famiglia composta da un marito, una moglie, due figlie e qualche animale… di troppo. E più i fatti, via via che il tempo passa, si fanno seriamente preoccupanti, più nel raccontarli diventano, per chi li ascolta, divertenti.  È il comico, che essendo fatto di sangue non rinuncia neppure di fronte a un dramma al piacere di poter piacere a chi lo ascolta?  O è il fatto di sangue in sé che nonostante la sua tragicità diventa a suo modo comicamente sorprendente? Allo spettatore il piacere, spero, di decidere ascoltandolo. Alessandro Benvenuti

22 marzo| 3 aprile
L’INCANTO DI FAMILIE FLOEZ
C’è una compagnia che si aggira per l’Europa e per il mondo con un baule senza fondo e senza fine di meraviglie, di stupore, poesia, divertimento e tenerezza. Sono i fantastici “ragazzi” di Familie Floez che tornano al Menotti e questa volta si fermano per un tempo più lungo. Ci incanteranno ancora con TEATRO DELUSIO e con l’ultimissimo FESTE. Non usano le parole, non ne hanno bisogno per farci entrare nel loro magico e “normalissimo” mondo col lieve peso delle nostre maschere trasformati anche noi nei personaggi della grande e assurda commedia della vita

 22 | 27 marzo
FAMILIE FLÖZ  TEATRO DELUSIO
Produzione FAMILIE FLÖZ e THEATERHAUS STUTTGART  Un’opera di: Paco González, Björn Leese, Hajo Schüler, Michael Vogel  Con: Andrès Angulo / Björn Leese / Dana Schmidt, Daniel Matheus / Johannes Stubenvoll / Michael Vogel, Sebastian Kautz / Thomas van Ouwerkerk / Hajo Schüler Regia: Michael Vogel
Maschere: Hajo Schüler
Scene: Michael Vogel
Costumi Eliseu R. Weide
Ideazione musiche Dirk Schröder
Disegno luci Reinhard Hubert
Tecnici del suono Florian Mönks, Thomas Wacker
Tecnici luci Sylvain Faye, Max Rux
Grafica Silke Meyer
Responsabile di produzione Gianni Bettucci
Assistente di produzione Dana Schmidt
TEATRO DELUSIO gioca con le innumerevoli sfaccettature del mondo teatrale: in scena e dietro le quinte, fra illusioni e disillusioni nasce uno spazio magico carico di toccante umanità. Mentre la scena diventa backstage ed il backstage è messo in scena, mentre sul palco appena riconoscibile si rappresentano diversi generi teatrali, dal mondo opulento dell’opera a selvaggi duelli di spada, da intrighi lucidamente freddi a scene d’amore passionali, i tecnici di scena Bob, Bernd e Ivan tirano a campare dietro le quinte. Tre aiutanti instancabili, divisi dal luccicante mondo del palcoscenico solo da un misero sipario eppur lontani da esso anni luce, che lottano per realizzare i propri sogni: Bernd, sensibile e cagionevole, cerca la felicità nella letteratura ma la trova improvvisamente personificata nella ballerina tardiva; il desiderio di riconoscimento di Bob lo porterà al trionfo e alla distruzione, mentre Ivan, il capo del backstage che non vuole perdere il controllo sul teatro, finirà per perdere tutto il resto… Le loro vite all’ombra della ribalta si intrecciano nei modi più strani al mondo scintillante dell’apparenza. E all’improvviso loro stessi si ritrovano ad essere i protagonisti di quel palcoscenico che in fondo equivale al loro mondo.  TEATRO DELUSIO è teatro nel teatro. L’inquietante vivezza delle maschere, le fulminee trasformazioni ed una poesia tipicamente Flöz trascinano il pubblico in un mondo a sé stante, un mondo carico di misteriosa comicità.  Con l’aiuto di costumi raffinati e di suoni e luci ben concepiti, i tre attori mettono in scena 29 personaggi e danno vita ad un teatro completo.  

29 marzo | 3 aprile
FAMILIE FLÖZ   FESTE
Una produzione FAMILIE FLÖZ in coproduzione con Theaterhaus Stuttgart, Theater Duisburg, Theater Lessing Wolfenbüttel.  Sostenuto dal Fondo Culturale della Capitale Un opera di Andres Angulo, Björn Leese, Hajo Schüler, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk, Michael Vogel  Con Andres Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk  Regia Michael Vogel
Co-Regia Bjoern Leese
Maschere Hajo Schüler
Set Felix Nolze, Rotes Pferd
Costumi Mascha Schubert
Sound Design Dirk Schröder
Musica Maraike Brüning, Benjamin Reber
Canzone “Hold on“: Marlena Käthe
Disegno luci Reinhard Hubert
Video Art Maraike Brüning
Direttore di produzione Gianni Bettucci
Assistenti di produzione Dorén Grafendorf, Carolin Hartwich
In una maestosa villa sul mare, tutto è pronto per la celebrazione di un matrimonio e della conseguente festa. Dietro la villa, si nasconde un cortile, sporco e caotico, dove il personale lavora senza sosta per cucinare, preparare, sorvegliare, pulire, ordinare. In un poetico equilibrio fra tragedia e comicità, gli adorabili personaggi di FESTE fanno del loro meglio per assicurare l’approvvigionamento e il perfetto funzionamento della magnifica casa sul mare. Condannati però a rimanere fra i deboli e i vinti, lottano per la loro dignità e il rispetto da parte dei ricchi padroni, ma improvvisamente il mare scompare, lasciando solo un deserto di sabbia e pietra. Per un momento, tutto si ferma. La musica, tuttavia, suona ancora e ancora più forte, perché la celebrazione dell’amore deve continuare con tutti i mezzi.  FESTE è una favola per adulti senza parole. Una storia tragicomica sul perseguimento della felicità individuale – ma dietro la quale c’è di più: come gli angeli di Paul Klee, le maschere testimoniano con la loro silenziosa immobilità l’impetuosa follia del progresso. 

9 | 10  novembre
ONSTAGE! FESTIVAL
Spettacoli, letture, incontri: storie americane di respiro universale su grandi temi contemporanei.  Un ponte culturale che attraversa l’Oceano, portando in Italia 5 produzioni dagli Stati Uniti (con soprattitoli), letture, incontri e il Premio OnStage alla drammaturgia. OnStage! festival è il Festival di Teatro Americano in Italia, organizzato da KIT Italia, The International Theatre e Kairos Italy Theater in collaborazione con Istituzioni italiane e americane e con il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia.  OnStage! Festival 2021 si tiene dall’8 al 21 novembre a Roma, Milano, Pescara e Cagliari, ospitando spettacoli in lingua originale con soprattitoli, letture di testi inediti in traduzione, conferenze e incontri. Nasce dall’esperienza maturata nei sei anni di In Scena!, festival di teatro italiano a New York, con cui porta avanti la costruzione di un ponte culturale internazionale.  www.onstagefestival.it

9 novembre ore 20.00
WHEN WE WENT ELECTRONIC
Scritto da Caitlin Saylor Stephens   Diretto da Meghan Finn  Con Drita Kabashi, Madelyn Robinson   Costumi e trucco by Sharne van Ryneveld  Design luci Sarah Johnston   Canzoni Sarah Cagianese & Caitlin Saylor Stephens  Scene Skye Morse-Hodgeson  Coreografie di combattimento David Anzuelo  Suono Anthony Dean  Traduzione Enrico Mariani*  Kilroy’s List Honorable Mention
Ambientato in un negozio American Apparel, When We Went Electronic è un miscuglio psicotropico che descrive l’esperienza della sopravvivenza allo stupro. La regia è estrema quanto la storia messa in scena.  Scuole finite. È il 2008. Due modelle American Apparel ® cercano di recuperare la memoria dopo una tragica notte brava. Ma quando iniziano ad accadere cose molto strane, le ragazze cominciano a farsi domande sulla natura sintetica dei loro tessuti e a chiedersi se quello che credono sia accaduto è reale. Forse la notte scorsa non è stata una gran festa dopotutto. Letteralmente.  The Tank è un’associazione senza scopo di lucro dedicata ad artisti emergenti che sperimentano nuove idee e forme di espressione. Ogni anno sostiene oltre 2000 artisti e più di 400 opere in diverse discipline, promuovendo un contesto inclusivo, una politica dei prezzi abbordabile e una visione democratica del lavoro, che rende aperta a tutti la creazione e la frequentazione delle arti. Cuore del lavoro di The Tank è la messa a disposizione gratuita di due teatri (98 e 56 posti) a Manhattan, e l’offerta di altri servizi come spazio prove, promozione e altro.  www.thetanknyc.org

 10 novembre ore 18.00
ON STAGE AWARD 2020  – THE LOST SOCK LAUNDRY/LAVANDERIA CALZINO PERSO   Di Ivan Faute   Traduzione Pietro Bontempo  Regia Emilio Russo  Interpreti TBD
OnStage Award viene attribuito ad un drammaturgo professionista statunitense per un testo inedito, offrendo l’opportunità di una prima mondiale nell’ambito di OnStage! festival. Lost Sock laundry è stato decretato vincitore da una giuria internazionale con la seguente motivazione:  Un affresco ben eseguito, originale nella scrittura e drammaturgicamente. La tematica dell’integrazione è molto attuali, in tempi di tensioni razziali come quelli in cui viviamo. I personaggi femminili sono ben delineati, sia nella loro multietnicità, sia nelle particolari condizioni familiari di ognuno. Abitano un mondo multietnico pieno di stereotipi e pregiudizi che tentano di superare insieme. Ambientato in una lavanderia automatica ad Astoria, Queens, New York, dove donne di varie etnie di incontrano e condividono questioni familiari quotidiane, il testo esplora amicizia, identità e cultura nazionale. Esaminando il potere delle scelte femminili e l’intersecarsi delle vite con il dibatitto sull’immigrazione e i rifugiati politici, esplora la storia umana dell’America e il tema dell’accoglienza di nuove culture.  La LOST SOCK LAUNDRY è un luogo di incontro con regole condivise sull’utilizzo delle lavatrici Maytag, sul tempo massimo di utilizzo dell’asciugatrice e sull’occupare la macchina per conto di un’amica. Irene, immigrata greco-americana di seconda generazione, e Micaela, americano-messicana di prima generazione, si incontrano spesso scambiandosi storie, pettegolezzi. Quando una nuova immigrata libanese, Dina, inizia a frequentare il posto, le due donne lentamente e con diffidenza stringono amicizia con lei. Mentre le loro vite di intrecciano, tutte si confrontano la propria visione di identità, cultura e nazionalità.

Ivan Faute – Drammaturgo e scrittore.  La sua opera esplora i personaggi attraverso la storia e la fisicità, proponendo una comunicazione corporale da cui scaturiscono interazione e sottotesto. I suoi progetti includono adattamenti di Edgar Allan Poe, lo sviluppo di opere teatrali originali e  scritture drammaturgiche che integrano tradizioni di vaudeville e Buster Keaton. I suoi testi teatrali sono stati presentati a New York, Londra, Houston e Chicago, i suoi articoli appaiono in oltre tre dozzine di riviste. E’ stato finalista al Premio Calvino e il suo testo teatrale Elephant: A Comedy è stato finalista all’Award of Excellence in Playwriting promosso dalla Association for Theater in Higher Education. E’ Assistant Professor in English alla Christopher Newport University in southeast Virginia.

 10 novembre ore 20.00
IN THEIR FOOTSTEPS
Infinite Variety Productions  Scritto e diretto da Ashley Adelman
Con Chrystal Bethell, Janessa Floyd, Kristen Hasty, Kate Szekely, Kelly Teaford,
Traduzione Giada Fumaselli*   Cinque storie di donne soldato raccolte attraverso interviste condotte dalla Compagnia a reduci del Vietnam e riproposte in un montaggio poliedrico che mostra una visione della guerra al femminile.  Oltre 50 anni fa migliaia di giovani donne americane partirono per il Vietnam per servire il loro Paese durante la guerra. Infinite Variety Productions ha intervistato cinque di queste donne: due ufficiali e tre impiegate civili, tutte volontarie. I loro ricordi intensi, orripilanti, divertenti e teneri sono stati ricomposti in storie senza tempo che raccontano il lato umano della guerra. Infinite Variety Productions è una compagnia teatrale senza scopo di lucro impegnata a dar luce a racconti focalizzati su storie inedite di donne. Attraverso ricerche, interviste e documentazione, lavora per la sensibilizzazione del pubblico, in collaborazione con organizzazioni che hanno come missione la tematica centrale di ciascuna opera. Negli ultimi due anni la compagnia ha operato in partnership con VWMF, Justice for Magdalenes, e The Mount Sinai Hospital, Dept. of Occupational Health and Hazard. 

STAGIONE 2020 | 2021

 BIGLIETTERIA
CAMPAGNA ABBONAMENTI
PREZZI

  • Intero – 30.00 € + 2.00 € prevendita
  • Ridotto over 65/under 14 – 00 € + 1.50 € prevendita
  • ABBONAMENTO MENOTTI CARD  4 ingressi: €50,00
  • TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online   Con carta di credito su www.teatromenotti.org 

ORARI SPETTACOLI
Dal martedì al sabato ore 20
Domenica ore 16.30
Lunedì riposo