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Dai caroselli ai Reels, passando per le Storie e la IGTV, il social visivo di casa Facebook offre ormai innumerevoli opportunità per creator e chiunque voglia provarsi con contenuti originali e capaci di coinvolgere le proprie community. Dal momento, però, che il feed rimane ancora una sorta di biglietto da visita, soprattutto per gli account aziendali o professionali, vale la pena chiedersi com’è fatto il post perfetto per Instagram.

Tre regole per un post perfetto per Instagram

Una delle prime regole a cui potrebbe essere spontaneo pensare è, in questo senso, quella del formato quadrato o, a voler essere un po’ più tecnici e richiamare le famose dimensioni social, il formato 1080×1080: sebbene la piattaforma abbia lavorato nel tempo alla possibilità di caricare immagini anche con proporzioni diverse, il post perfetto per Instagram, quello che più ne incarna l’estetica, è capace da solo di dare l’impressione che l’instagrammer ne conosca a menadito le regole e sembra soprattutto piacere di più agli utenti continua a restare il classico post quadrato. Ciò richiede, va da sé, di studiare fin dall’inizio la composizione dell’immagine perché si adatti quanto più possibile al formato quadrato e risulti equilibrata e capace di catalizzare lo sguardo dell’utente su alcuni dettagli in particolare (un nuovo prodotto in uscita nel caso di un profilo aziendale, eccetera). Naturalmente anche usare i filtri, uno degli elementi che fin dalle origini hanno caratterizzato e reso molto amata la piattaforma, può aiutare in questo senso, soprattutto a trovare uno stile, anche cromatico, riconoscibile e personale; più in generale lo fa dedicare un po’ di tempo e cura all’editing delle proprie immagini per Instagram.

Senza che questo voglia dire non fare attenzione alle parole: il post perfetto per Instagram è, infatti, un post la cui caption è ragionata in maniera strategica. Anche in questo caso l’obiettivo è parlare alle proprie community (di potenziali clienti, se si tratta ancora di un profilo Instagram aziendale) e farlo bene, con un linguaggio che sia a loro gradito e affine: conoscere le basi della scrittura persuasiva può aiutare in questo senso, così come lo fa pensare a didascalie brevi o che includano emoji per esempio o si concludano con una call to action chiara.

L’ultima soprattutto, se davvero efficace, dovrebbe aiutare a ottenere spontaneamente più interazioni con il proprio post. Più almeno di quanto lo faccia una tecnica rimasta per molto tempo piuttosto in voga tra gli instagrammer: abusare di hashtag come i famosi #like4like o #follow4follow intesi a rendere più facilmente trovabili i contenuti ma che, per come funziona l’algoritmo di Instagram, potrebbero finire invece per penalizzarli. Se l’obiettivo è aumentare il tasso di engagement del singolo post o più in generale del proprio profilo, un po’ di community management e cioè, semplificando all’osso, rispondere ai commenti che si ricevono o interagire tramite @menzioni con i propri follower e via di questo passo, è indispensabile. Un valido aiuto può venire, all’inizio soprattutto, sia dagli strumenti per creator messi a disposizione dalla stessa piattaforma e sia da servizi come Power Likes, offerti da agenzie digitali specializzate, capaci di dare un “boost” di partenza ai propri profili e ai contenuti che si condividono.