Bandiera Spagnola

CHI

L’economia spagnola è la quinta più consistente tra quelle europee. Vanta uno tra i più ampi mercati di consumatori in Europa, rinvigorito da un flusso multimilionario di turisti, e riconoscimenti di qualità in diversi settori, dalle infrastrutture (aeroporti, autostrade, ferrovie, porti) alla logistica, al medicale.

La Spagna si conferma anche per il 2020 un importante bacino di attrazione per gli investimenti stranieri, al 30° posto nel mondo per la facilità di fare impresa; l’Italia è al 58°. E proprio la terra iberica rappresenta un’opzione nota e apprezzata dagli investitori italiani, il cui apporto ha visto una crescita decuplicata nel solo biennio 2017-2018; già quarta meta per l’export del “Made in Italy”, i numeri nei settori strategici della penisola non sono da meno, specie con riferimento a quelli delle telecomunicazioni, delle attività immobiliari, del commercio all’ingrosso e dettaglio non motoristico, ma anche agroalimentare, farmaceutico e meccanico (Trenitalia, per fare un esempio, si è appena affacciata quale operatore in concorrenza su tratte di Alta Velocità).

PERCHÉ

Preso agilmente atto della storica strategicità della propria posizione geografica quale punto di collegamento tra l’Europa, l’America Latina e l’Africa settentrionale, la Spagna presenta diverse caratteristiche interessanti per l’impresa straniera, specie italiana.

La flessibilità del mercato del lavoro ne è un esempio: v’è disponibilità di manodopera formata e specializzata ma a costi inferiori rispetto alla media europea, e i contratti di lavoro, anche a tempo indeterminato, hanno un’ottima elasticità in uscita (licenziamento dietro indennità di interruzione proporzionale) e non esiste l’istituto del TFR.

Altro punto fondamentale inerisce alla pressione fiscale: per le aziende in Spagna si assesta mediamente sul 25% e in alcuni casi si può ridurre sino al 22,5%; in Italia, è consaputo, l’impresa vede sfumare ben il 59% dei propri profitti. Vieppiù, gli stranieri ad alto profilo reddituale, come i manager, possono accedere a un regime speciale che prevede l’applicazione di una flat tax del 24% sino a 600.000 € di reddito annuo, e l’esenzione dalla tassazione di tutti i redditi esteri.

La burocrazia spagnola, inoltre, è meno limitativa di quella italiana: le amministrazioni pubbliche sono più collaborative e incentivanti nei confronti degli imprenditori; il costo della vita è basso e da parte degli investitori viene percepita una certa stabilità di leggi e certezza di diritto, circostanza che crea maggior affidamento e spirito d’iniziativa imprenditoriale.

Insomma l’intera struttura economico-giuridica del mercato iberico è in grado di ingenerare una consistente attrattività.

Tra quelli prima citati, il turismo si conferma comunque il settore di maggior rilievo per l’economia spagnola; si pensi che il 2018 ha ospitato circa 82,8 milioni di turisti, apportando il 15% del PIL, triplicando il contributo di altri settori pur vitali come quello automotive. Di conseguenza, il settore turistico ha il pregio di generare anche un elevato numero di posti di lavoro: a ogni milione di euro ivi investito equivalgono 19 posti di lavoro. Questi numeri sono legati ai tanti servizi correlati al turismo, molto presenti in Spagna, tra cui alloggio, ristorazione, svago e trasporti.

DOVE

Tra tutta la penisola iberica e al netto della sua Capitale, menzione speciale merita Barcellona, meta ambita dall’Italia anche dal punto di vista imprenditoriale.

I fattori che rendono il capoluogo Catalano un’ottima meta dove investire sono la posizione geografica privilegiata, accessibilità e collegamenti, economia dinamica e variegata, e nel caso specifico degli italiani, nella città ci sono molti italiani, quindi è appetibile anche per intercettare come clienti e partner i connazionali. A Barcellona le Istituzioni Italiane sono ben rappresentate. Esiste un Consolato Generale che a volte, invero, è un po’ ingolfato dal doversi occupare di un bacino territoriale che vede interessati 80.000 connazionali a cui si aggiungono centinaia di migliaia di Turisti Italiani. Esiste una Camera di Commercio Italiana con sede a Barcellona, una Scuola Italiana Statale che copre dalla scuola della Infanzia sino al Liceo Scientifico organizzata su due sedi entrambe nel centro di Barcellona. A Barcellona vi è anche la “Casa degli Italiani” un organizzazione solidale che assiste la nostra comunità con una storia di azione che parte dal 1865.

Non manca qualche comprensibile sassolino nella scarpa: in Catalogna è istituita una tassa patrimoniale, ma la franchigia è a quota 700.000 Euro. Vi sono poi naturalmente imposte sulle proprietà immobiliari, similari alla consaputa IMU ma generalmente meno pressanti rispetto a questa, soprattutto sugli immobili commerciali.

COME

Fare ingresso nel tessuto economico di un Paese straniero è possibile in due modi: diretto e indiretto. Il primo prevede un controllo, appunto, diretto da parte dell’impresa che intende portare il proprio prodotto/servizio in un altro Paese, mediante, ad esempio, creazione di una rete di vendita di agenti per l’estero, costruzione di filiali commerciali, branch, basi per l’e-commerce.

Agendo in modalità indiretta, invece, l’impresa affida il proprio commercio nel mercato estero a intermediari come buyer, trading companies, consorzi che vantano relazioni e conoscenza della realtà distributiva locale. Ulteriori possibilità per l’impresa sono rappresentate da una ricca gamma di accordi che potrà stipulare con altri operatori, ad esempio licensing, franchising e joint venture.

In ogni caso, le operazioni di internazionalizzazione rappresentano un’opportunità fondamentale per l’impresa ma che non può prescindere da un valido e completo supporto commercialistico-legale affinché sia effettuata la giusta scelta in base alle esigenze, alle fondamenta e alle potenzialità dell’azienda interessata, soprattutto confidando su un apporto relazionale e collaborativo con professionisti e realtà locali.

Il nostro Studio, ad esempio, pur dotato da sempre di un’apposita Divisione specializzata nell’internazionalizzazione, per quanto attiene la Spagna ha, da oltre vent’anni, la fortuna di avere una fortissima sinergia, basata sulla stima e sulla fiducia, con lo Studio fiscale-tributario del Dott. Paolo Manzin, noto professionista italiano con Studio principale a Roma, ma da tantissimi anni stabilitosi a Barcellona. Tale grande professionista attraverso la propria organizzazione ed il proprio profondo inserimento nel tessuto economico spagnolo, riesce perfettamente a coniugare le esigenze delle imprese italiane che si affacciano a quel nuovo mercato, avendo una radicata conoscenza sia del sistema fiscale ed economico italiano che di quello iberico.

Con il prezioso contributo statistico della Camera di Commercio Italiana di Barcellona

Avv. Antonello Martinez

Prof. Avv. Antonello Martinez
Studio Legale Associato
Martinez & Novebaci
www.martinez-novebaci.it

 

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