Milano - Santo Chiodo - Rito della Nivola

I fedeli milanesi celebrano il 3 maggio la Festa del Santo Chiodo della Croce. Si tratta di una delle reliquie  tra le più preziose del mondo cristiano, uno dei chiodi, cioè, della Croce di Cristo. In realtà assomiglia poco ad un comune “chiodo”: si tratta infatti di un ferro, lungo più di 20 centimetri, alla cui estremità si trova non una “testa” bensì un anello, a sua volta agganciato a un anello più grande.
Ma come è arrivata la reliquia a Milano? Ad essi si accenna per la prima volta nel 395 in un’orazione funebre tenuta da sant’Ambrogio in memoria dell’amico e imperatore Teodosio, in cui il vescovo spiega che i Sacri Chiodi, al pari della Croce, erano stati rinvenuti da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel 326 durante il suo viaggio in Terrasanta.
Sant’Elena donò due dei chiodi al figlio imperatore, dopo averli trasformati in un morso per le briglie e in un elmo, perché lo proteggessero durante le battaglie. Entrambe le reliquie furono poi tramandate ai discendenti dell’imperatore, fino appunto a Teodosio. Poi, inspiegabilmente, le due reliquie scomparvero, fino al giorno in cui il chiodo a morso di cavallo fu miracolosamente ritrovato da Sant’Ambrogio nella bottega di un maniscalco.
La Reliquia fu inizialmente conservata nella la basilica estiva di Santa Tecla, dove rimase fino a quando la chiesa non venne abbattuta per fare posto alla costruzione del Duomo. Fu quindi trasferita nella cattedrale nel 1461.
Ambrogio narra la vicenda sostituendo all’elmo un diadema, che diventa la corona-simbolo degli imperatori romani cristiani: descrive il diadema come fatto di oro e di gemme, tenute insieme all’interno dal cerchio di ferro ottenuto col chiodo.

Da questa lettura sono discese due tradizioni: il Santo Chiodo custodito in Duomo e la Corona Ferrea di Monza.

Il Sacro chiodo si trova ancora oggi sospeso sopra l’altare maggiore, attaccato alla chiave di volta. Anche se sospeso molto in alto, una luce rossa lo rende visibile da tutta la cattedrale. Il chiodo è prelevato dall’arcivescovo e mostrato ai fedeli ogni 3 maggio, festa della “Invenzione della Santa Croce” (cioè del ritrovamento della Croce). Per prelevare il chiodo dalla sua custodia viene utilizzata la seicentesca “nivola”, un curioso ascensore oggi meccanizzato.

Tratto da Milano 24orenews – Maggio 2012