Chiara Napolitano r

di Chiara Napolitano
Studio Legale Associato
Martinez & Novebaci

Generandosi dalle costole del diritto alla riservatezza e del diritto all’identità personale, il diritto all’oblio ha assunto nel corso del tempo una peculiare tutela costituzionale ponendolo sullo stesso piano del diritto di cronaca. Entrambi, essendo diritti relativi, devono essere tra loro costantemente bilanciati. Tuttavia, al fine di garantire la certezza del diritto e una più chiara comprensione circa le rispettive modalità di esecuzione, è necessario capire quali siano effettivamente i criteri delimitativi di entrambi i diritti. Se il problema non sussiste per il diritto di cronaca, poiché nel corso del tempo ha acquisito una solida configurazione sia legislativa che giurisprudenziale, la stessa cosa non vale per il diritto all’oblio.

Ciò che sicuramente i giudici devono tener conto per effettuare tale opera di bilanciamento è il fattore tempo. Il suo decorrere genera la presunzione di assenza di interesse pubblico circa la diffusione o rievocazione di fatti accaduti nel passato e, dunque, i presupposti per invocare il diritto all’oblio.

Sia il legislatore che la giurisprudenza non sono riusciti ad assumere una posizione esaustiva al riguardo. Per tale motivo, attualmente, il compito di definire volta per volta quale dei due interessi prevalga è delegato ai giudici di merito, i quali, mediante l’attività ermeneutica, cercano di giungere ad una soluzione il più possibile rispettosa dei principi fondamentali caratterizzanti l’ordinamento giuridico italiano. Tutto ciò, però, non fa altro che aumentare il rischio di assumere decisioni compromettenti la parità di trattamento.

Tutte le volte in cui si affronta la tematica del diritto all’oblio, emerge chiaramente una situazione di forte incertezza dettata dalla presenza di un quadro legislativo e giurisprudenziale poco lineare e mal definito. Tale situazione limita non tanto la tutela del diritto di cronaca quanto quella del diritto all’oblio. Questo, tuttavia, non deriva da una chiusura mentale dei giudici circa il riconoscimento della sua esistenza, ma dall’assenza di criteri che consentano agli stessi di potersi pronunciare con più chiarezza e facilità.

Il rischio è sempre stato quello di sacrificare ingiustamente un diritto, quello di cronaca, ben circoscritto e definito favorendo l’antitetico diritto all’oblio, incerto e privo di una linea di demarcazione tale da consentire al giudice di contemperare in modo corretto i due diritti in questione.

Alla luce di tutta questa riflessione si auspica che lo stesso riconoscimento e tutela effettivamente garantita al diritto di cronaca, nel futuro prossimo, verrà attribuita anche al diritto all’oblio, facilitando i giudici nella loro opera di bilanciamento.

Fino ad allora, si dovrà tamponare il più possibile il rischio di indebiti sacrifici di un diritto, quello all’oblio, necessitante oramai di piena ed effettiva tutela non solo da parte dei giudici ma anche, e soprattutto, dal legislatore.