L’impegno della Chiesa nei messaggi del segretario di Stato della Santa Sede, del presidente della Cei e del presidente della Pontificia Commissione
per la Tutela dei Minori

Diffusi i numeri aggiornati relativi all’attività
del 114 Emergenza infanzia
e dell’19696 Ascolto e consulenza

Elaborare linee guida e protocolli condivisi, al fine di garantire un intervento in rete e multidisciplinare; prevedere una risposta che includa un’accoglienza specializzata dei bisogni delle vittime, utilizzando modelli evidence-based, ovvero di comprovata efficacia, e che abbia caratteristiche di tempestività; sviluppare child protection policies che garantiscano la completa tutela del minore; disegnare programmi educativi e di prevenzione innovativi e dedicati anche ai più piccoli, che includano le famiglie e gli adulti di riferimento. E ancora: predisporre formazione specialistica per i professionisti che lavorano nel campo dell’educazione, dell’infanzia e dell’adolescenza; coinvolgere tutta la società civile, le istituzioni, le organizzazioni e le realtà associative, le forze dell’ordine, i professionisti del settore e i bambini e ragazzi stessi nel contrasto all’abuso; considerare bambini e adolescenti come parte attiva nell’ideazione di progetti e programmi e ascoltare sempre la loro voce, promuovendone l’espressione in contesti adeguati, a loro misura e di fiducia. Sono queste le raccomandazioni finali fornite dal presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, nel corso del convegno internazionale “Il diritto di fidarsi. La sfida di rendere sicuro il rapporto di bambini e adolescenti con gli adulti di fiducia”. Evento in programma a Roma, presso la sede ABI, nell’ambito della “Giornata europea per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale”.

Una sorta di road-map in otto punti, per portare avanti azioni concrete, linee guida e protocolli, per la tutela di bambini e adolescenti. Un’azione di contrasto quanto mai urgente, anche alla luce dei dati sempre in crescita. “Il numero di segnalazioni di abusi sessuali a danno di minori a livello globale è quadruplicato nell’aprile 2020 rispetto all’aprile 2019 – ha sottolineato il prof. Caffo -. Il Consiglio d’Europa stima che 1 bambino su 5 in Europa sia vittima di una qualche forma di abuso sessuale online e offline. E in Italia, secondo l’ultima indagine ISTAT, tra i reati a sfondo sessuale contro i minorenni, il numero delle vittime che ha denunciato l’accaduto è pari a 1.418 individui; tra questi l’incidenza delle ragazze è tre volte superiore a quella dei ragazzi (319 maschi contro circa 1.099 ragazze)”. L’impegno della Chiesa. Emergenza che spinge anche le autorità ecclesiastiche a manifestare un impegno corale nella lotta contro il drammatico fenomeno degli abusi sessuali sui minori. È quanto viene espresso nei messaggi ricevuti dal segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, dal presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, e dal presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, il cardinale Sean O’Malley. “Mi associo spiritualmente al significativo evento e auspico che esso susciti una sempre maggiore sensibilizzazione a livello generale – ha scritto il cardinale Parolin – e un più incisivo impegno per la formazione di quanti rivestono ruoli educativi nei riguardi dei minori, al fine di estirpare ogni forma di abuso sessuale, di coscienza e di potere”.

La Chiesa ha particolarmente a cuore la tematica che sarà trattata, ritenendo
fondamentale la tutela e la salvaguardia di ogni persona e, in particolare, dei più piccoli.
Costituisce motivo di grande sofferenza il costatare le violenze a cui spesso sono soggetti i più fragili e gli indifesi
”, è il messaggio del cardinale Bassetti. “Il 18 novembre è un giorno particolarmente significativo; proprio oggi – ha sottolineato – si celebra nelle Chiese che sono in Italia la Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi. Come ha ricordato ieri il Papa durante l’Udienza Generale, questa iniziativa è ‘occasione di riflessione, di sensibilizzazione e di preghiera per sostenere i cammini di recupero umano e spirituale delle vittimeLo stesso auspicio rivolgo per l’incontro di oggi: possa essere un momento che aiuti ad accrescere la consapevolezza, la cura e la custodia dei più piccoli. Insieme, come chiede il Papa, al ‘recupero umano e spirituale delle vittime’”.

A nome della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori è intervenuto il suo presidente, il cardinale Sean O’Malley. “Sappiamo che l’abuso sessuale sui bambini è un problema umano globale”, tanto che “l’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che 120 milioni di ragazze e giovani donne sotto i 20 anni hanno subito una qualche forma di contatto sessuale forzato”. “I dati più recenti che abbiamo ricevuto sulla portata di tale problema nella Chiesa cattolica, non sono meno cupi. In Francia, la Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica (CIASE) ha stimato che 216.0004 bambini hanno subito abusi sessuali nella Chiesa nel periodo dal 1950 al 2020. In Australia il 40% degli abusi sessuali su minori avvenuti nel periodo esaminato dalla Royal Commission of Inquiry si sono verificati in un ambito legato alla Chiesa Cattolica. Queste sono statistiche che lasciano senza parole”, ha evidenziato. “Non possiamo riparare ciò che non riconosciamo. Non possiamo ripristinare una fiducia infranta se non entriamo nel cuore della questione. Questo richiede un’indagine onesta, un’indagine indipendente e un’azione informata. Come Chiesa dobbiamo essere aperti a imparare dai progressi della società civile e del mondo accademico in termini di modelli scientifici di ricerca per un approccio più informato alle nostre strategie di prevenzione e alle politiche di protezione, sul campo e online”, ha rimarcato il cardinale O’Malley.

Il modello Telefono Azzurro. Grazie all’attività del 114 Emergenza infanzia e dell’19696 Ascolto e consulenza, sono stati 508 i minori aiutati nel 2021, 486 i casi gestiti e 207 le agenzie/autorità interessate, ha riferito Simona Maurino, coordinatrice servizi di ascolto e di emergenza e responsabile Servizio 114 Emergenza Infanzia. Il modello di Telefono Azzurro è mettere la rete al centro: attraverso l’ascolto attivo, non giudicante, per favorire l’accoglienza delle istanze di aiuto, e una solida formazione, base indispensabili per una presa in carico efficace. Il delicato e complicato scenario dell’abuso impone infatti modelli di prevenzione ed intervento condivisi, in rete tra i vari servizi e le varie istituzioni del territorio, funzionali ad una presa in carico integrata del singolo caso.

Highlights 114
“Abuso sessuale offline”: 169 minori coinvolti: +22% rispetto al 2020. 39.9% (0-10AA), 32% adolescenti (15-17AA) e 23.5% preadolescenti (11-14AA); 178 motivazioni dell’area in 146 casi, +40% rispetto al 2020; 86 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio; 49% dei casi tra le mura domestiche, nel 41% i presunti responsabili sono i genitori dei minori vittime.  “Abuso sessuale online”: 157 minori coinvolti: triplicati rispetto al 2020. 4 su 10 preadolescenti (11-14AA), 37% adolescenti (15-17AA) e 17% (0-10AA); 220 motivazioni dell’area in 164 casi, più che raddoppiati rispetto al 2020; 58 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio; 67% dei presunti responsabili sono estranei ai minori vittime.

Highlights 19696
“Abuso sessuale offline”: 124 minori coinvolti, +28% rispetto al 2020. 39% adolescenti (15-17AA), 33% preadolescenti (11-14AA) e 20% (0-10AA); 127 motivazioni dell’area in 116 casi; 58 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio; 51% dei casi tra le mura domestiche, nel 49.5% i presunti responsabili sono genitori dei minori vittime. “Abuso sessuale online”: 77 minori coinvolti (abuso online). 4 su 10 preadolescenti (11-14AA), 47% adolescenti (15-17AA) e 5% (0-10AA); 86 motivazioni dell’area in 74 casi; 13 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio. 

Le istituzioni. “I bambini e i giovani di oggi sono gli adulti di domani ed è per questo che deve starci a cuore il loro futuro e il loro benessere. Non solo. Anche i più piccoli hanno dei diritti, che sono inalienabili, e che, come istituzione, dobbiamo veramente lavorare insieme per proteggere”, ha dichiarato il ministro per le Disabilità, Erika Stefani, in un videomessaggio. “L’obiettivo è quello di accompagnare le famiglie ad avere piena consapevolezza dei pericoli che esistono anche per i più piccoli. A cominciare da quelli che ci sono nella Rete, strumento prodigioso ma che allo stesso tempo può trasformarsi veramente in un serio pericolo per chi non ha ancora i mezzi per comprenderne potenzialità, limiti e insidie”, ha aggiunto.  

Con Telefono Azzurro “abbiamo già avviato una proficua collaborazione e il presidente Caffo ha già partecipato a una delle sedute di approfondimento affidato a un tavolo che si occupa proprio di affrontare la sicurezza in rete. Continueremo a collaborare con un’intesa reciproca assolutamente proficua anche per quanto riguarda la tutela dei minori sui social e nel digitale più in generale e sicuramente non mancheranno tantissime altre occasioni di confronto”, ha commentato a margine dell’evento la sottosegretaria alla Giustizia, Anna Macina. 

Dobbiamo ricordarci che dentro il pianeta del futuro ci sono anche le generazioni future. Abbiamo bisogno di generazioni future che sono forti e stabili. È chiaro che quando la fiducia di un bambino viene tradita, soprattutto nei luoghi dove dovrebbero essere più protetti, accolti e messi in condizione di crescita sani e forti. Quando questo viene meno facciamo un danno non soltanto al ‘piccolo umano’, ma a tutta la collettività”, ha affermato infine il sottosegretario all’Interno, Ivan Scalfarotto.