AMSI
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MGF, Foad Aodi (Amsi);In Italia su circa 80.000 ragazze tra 0 e 20 anni provenienti da Paesi che praticano le mutilazioni circa il 35% sono a rischio
Abukar(UMEM)ormai la giornata del 06.02 è per ricordare la sofferenza di tante bambine condannate senza colpa e siamo in ritardo nel combattere la MGF
Shukri Said(#DonneUnite di UxU e Co-mai);La MGF è un crimine contro l’umanità
 
Proclamata dalle Nazioni Unite nel 2003, il 6 febbraio ricorre la Giornata mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili (Mgf), una pratica violenta ed illegale che compromette fortemente la salute psichica e fisica di chi la subisce. Si stima che nel mondo siano circa 200 milioni le donne e le bambine che hanno subito e convivono con una mutilazione genitale. Entro il 2030, se non si attueranno strategie di contrasto e di educazione, si prevede che saranno 68 milioni le donne e le bambine a rischio. Ogni anno nel mondo sono 3 milioni le bambine a rischio, e la società civile non può stare a guardare: il 20 dicembre 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha infatti approvato la risoluzione sulla messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili. Queste sono vietate praticamente in tutto il mondo, Italia compresa. 
 
È già noto che la mutilazione genitale femminile è una pratica arcaica che non aiuta alla società, anzi, alimenta sempre di più alle disuguaglianze di genere. È veramente preoccupante vedere i dati segnalati dalle organizzazioni non governative , dalle autorità governative come ad esempio Unione Europea e dalle associazioni di origine straniera. Non si può abbandonare queste bambine che subiscono gratuitamente una procedura dolorosissima ed è molta pericolosa. Perché bisogna mettere a rischio una bambina,  per cosa?  Per rispettare la tradizione? Questo fenomeno va avanti da anni ma nessuno è ancora riuscito a fermarlo, ma dove sono i potenti del mondo? .Secondo i dati Unicef-Unfpa 2020, la pratica delle mutilazioni genitali femminili è prevalentemente diffusa in paesi del Corno d’Africa-Medio Oriente come Iraq e Yemen in alcuni paesi dell’Asia come Indonesia e Maldive. É dominante (al 90%) in Somalia Guinea e Gibuti. Anche nei Paesi occidentali, in relazione ai nuovi scenari multietnici, è cresciuta considerevolmente la presenza di bambine e donne affette da mutilazioni o che rischiano di subirne. In Italia su circa 80.000 ragazze tra 0 e 20 anni provenienti da Paesi che praticano le mutilazioni circa il 35% sono a rischio secondo le stime dell’Amsi(Associazione medici di origine straniera in Italia) e Co-mai(Comunità del mondo arabo in Italia). È ora di creare una rete tra le comunità straniere , Amsi insieme al Movimento internazionale Uniti per Unire e la politica per rafforzare la lotta alla mutilazione genitale femminile facendo una campagna di sensibilizzazione e di comunicazione ad hoc verso tutte le nazioni. Solo così riusciamo a combattere questa pratica che lede i diritti umani. Ringraziamo tutti i nostri colleghi medici impegnati in Africa e in tutti i paesi dove si applica questa vergognosa pratica e chiediamo ai governi di proteggerli e proteggere le bambine che denunciano e rifiutano questa condanna senza colpe anche in Italia e in Europa. Inoltre vogliamo ricordare la giornata del 06.02 per aver vinto la battaglia e non per ribadire ancora siamo in ritardo e non si è fatto abbastanza per fermare questa atroce violenza”Cosi denuncia  Foad Aodi Presidente Associazione medici di origine straniera (Amsi) e Membro Commissione Salute Globale Fnomceo insieme a Abukar Aweis infermiere italo-somalo del coordinamento Amsi e UMEM(Unione medica euro mediterranea)  in Toscana.
 
E dà il suo contributo importante Sukri Said giornalista Italo-somala e esponente del Dipartimento #DonneUnite del Movimento Uniti per Unire e della Co-mai e dichiara ;La mutilazione genitale femminile è un crimine contro l’umanità! E bisogna combatterla con tutti i mezzi ;informazione ,legge, tutela delle bambine e condanne per chi le applica”  Proprio in questa direzione va l’attività mediatica e di campagna di informazione dell’Amsi ,UxU e UMEM, tramite la rubrica Online #PilloleInSaluteGlobale ,si continua tutti i giorni a promuovere manifestazioni e dirette Tv con i nostri paesi di Origine; Foad Aodi sabato sera sarà in diretta con la comunità irachena in Siria e domenica mattina nello Yemen con il Ministero della Salute Yemenita oltre tutti i giorni su principali Tv satellitari nel mondo arabo ,africa e Europa e America.
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