Lorena Bianchetti
Lorena Bianchetti

Nel nostro “Foyer” di passaggio a Milano incontriamo Lorena Bianchetti, giovane giornalista, attrice e nota conduttrice in TV di diversi programmi RAI. Un personaggio poliedrico con un grande fascino: subito ci colpisce, oltre che per la nota e solare bellezza (di persona è ancora più bella), per le tante altre qualità.  

Lorena Bianchetti, personaggio poliedrico: giornalista, conduttrice, autrice e attrice… da dove vogliamo iniziare?

Attrice è un parolone, il cinema nella mia vita un è stato un hobby, un esperimento ma soprattutto una grande scuola. Io penso che chi fa questo lavoro, a prescindere dal preciso contesto, debba conoscere tutti i linguaggi di espressione: quello del cinema è ad esempio diverso da quello della TV.

Partiamo con il piatto forte, la Televisione. Da dove nasce la passione alla conduzione?

Diciamo che non ero ancora maggiorenne quando ho capito quale mestiere volevo fare da grande: sono entrata in Rai nel ‘91 come ballerina in “Piacere Rai Uno” e da li ho fatto proprio tutta la gavetta prima di arrivare a La Corrida, come valletta al fianco del grande Corrado. Poi mi è arrivata l’opportunità di  Italia in bicicletta, una trasmissione culturale di Rai Tre con un linguaggio molto fresco: andavo in giro per l’Italia per intervistare artigiani e altri mestieri. Subito ho capito che mi piaceva incontrare le anime delle persone, non la superficie, e ho studiato molto per poter affrontare e capire al meglio tutte le situazioni. È stato ogni anno una esperienza di arricchimento umano oltre che culturale.

C’è stato un Maestro, il suo Mentore?

Si certo, più di uno. Corrado Mantoni è stata la prima persona che ha creduto in me e gliene sarò sempre grata. Poi devo dire che tante altre persone mi hanno dato fiducia. Un mio grazie artistico lo devo a Renzo Arbore che mi ha fatto fare una grande palestra, ma anche a Pippo Baudo, Bruno Vespa e ad altri importanti compagni di viaggio. Tutti loro mi hanno dato moltissimo. Quest’anno compio 20 anni di attività perché ho cominciato quando avevo 17 anni e quindi ho un bel bagaglio di esperienze. Ho persino girato per qualche anno nelle piazze d’Italia come cantante, con la mia piccola orchestra, quindi a diretto contatto con la gente. Tutto molto semplice, perché non avevamo una lira… un’esperienza che però porterò sempre con me. 

A SUA IMMAGINE su Rai Uno le ha assegnato un’immagine di persona con forti principi religiosi: come concilia questo con le esigenze di “alti ascolti” che chiedono un’immagine più esteriore che interiore?

Li concilio nel senso che a mio avviso sono uno inscindibile dall’altro. Io penso che l’artista, il conduttore, il giornalista e la televisione in generale non possano essere svuotati dalla dimensione spirituale. Io penso  che la comunicazione come nell’arte debba partire da dentro, dall’anima delle persone, altrimenti siamo solo dei numeri. Io nel mio piccolo mi sono sempre impegnata in tal senso, ho sempre cercato di mettere al centro l’aspetto umano della persona con la sua dignità. Non si deve mai violare il rispetto della persona umana. Sento che, oltre all’intrattenimento, noi abbiamo questa grande responsabilità.  

Il mondo dello spettacolo è stato foriero di schiaffi e carezze?

Di schiaffi ce ne sono stati tanti, come del resto capita a tutti. Ingiustizie e scorrettezze di vario genere alle quali non ho mai risposto per vendetta con la stessa moneta, perché non è quel che sento al di la del fatto penso che sarebbe un atteggiamento perdente, una carta tipica delle persone molto fragili. Carezze. Ho ricevuto davvero tantissime coccole delle persone di cui ho già parlato, delle icone dello spettacolo: poi ce ne sarebbero molte altre, meno conosciute perché lavorano dietro le quinte, con le quali ho trovato grandi affinità umane, spirituali e intellettuali. Abbiamo dentro questa azienda  professionalità e persone straordinarie. Sono molto felice di lavorare in RAI.    

Diversi programmi dedicati alle famiglie e ai giovani. Come vede i giovani di oggi?

Vedo la maggioranza dei giovani con una grande voglia di ricostruire le cose,  altri appaiono disorientati e scoraggiati anche perché non trovano un contesto capace di prenderli per mano e  accompagnarli per rassicurali. Non è facile essere giovani oggi perché ci sono tanti modelli negativi di eroi che hanno fatto della spregiudicatezza un valore. Credo molto nei giovani e tra loro sto scoprendo non pochi talenti. Noi “più grandi” abbiamo il grande  compito e il dovere di aiutarli a ricostruire dei modelli positivi.

I suoi programmi futuri: ci dà delle anticipazioni?

Dal prossimo 12 settembre partirò insieme a Milo Infante con un nuovo programma il cui impegno sarà quello di saper raccontare la famiglia, i valori e i modelli positivi che spesso vengono messi da parte, i problemi dei  ragazzi e delle giovani coppie,  in  un linguaggio in linea con le profonde trasformazioni che viviamo nella società italiana.

La sua famiglia, la sua vita privata?

Diciamo che il dono più grande dalla vita è stato la mia famiglia. I miei genitori sono persone speciali, per bene, complete, intelligenti, di cuore ma non buoniste: li stimo moltissimo. Per me sono grande un punto di riferimento: mi hanno dato e continuano a darmi moltissimo, un esempio di principi e di coerenza. Per quanto concerne il resto della mia sfera privata, sono molto innamorata e va tutto bene ma su questo preferisco glissare e parlare d’altro…

Il domani, desideri e aspettative

Beh, intanto continuare proprio su questa linea ossia esprimere ciò che davvero sento, raccontare la quotidianità che ci appartiene cercando sempre di vivere non soltanto per prendere alla fine lo stipendio ma soprattutto con un grande senso di responsabilità. Un mio grande desiderio? Costruire una famiglia mia.

In chiusura, qualcosa di cinema
Con il Cinema ho sempre avuto una passione particolare, mi sono laureata con la tesi intitolata “Stendhal au cinema” e questo per dire che già allora dentro di me coltivavo questa passione. Sono stata in giuria al “Festival del Cinema di Venezia”  per la sezione Pari Opportunità, probabilmente quest’ anno  ripeterò questa esperienza. Ho condotto tante manifestazioni sul Cinema, il “Festival del Cinema di Taormina”, serate di premiazione del “Biglietto d’Oro”, grazie alle quali oggi ho avuto occasione di relazionarmi e coltivare amicizie con diversi registi del cinema. Amo molto soprattutto quel cinema che racconta la società vera.  

Lorena Bianchetti and Gerardo Sacco - 2009 Taormina Film Fest - Catherine Deneuve Cocktail & Taormina Art Award

Qualche consiglio ai nostri lettori, soprattutto ai giovani

Una mia regola: non conta solo l’obiettivo, ma anche il modo con cui si cerca di raggiungerlo. Ai giovani suggerisco di investire su un preciso percorso, di impegnarsi sempre nello studio, anche se questo a volte comporta dura fatica, di non abbattersi, di avere  sempre l’umiltà di  mettersi in discussione,  di cercare di mediare ma non negoziare i valori umani nei quali si crede.

 

(articolo pubblicato su 24orenews Milano – luglio 2011)