Numa - ph Luca Bizzi

Musicista, ballerina, showgirl, Numa è una donna dalla bellezza quasi sfacciata. Come le indomabili più celebri della storia, con la sua chioma rosso fuoco sfodera un magnetismo al quale è difficile rimanere indifferenti. Ma lei è molto di più di tutto questo: cantautrice, autrice e produttrice è la cantante del “self empowerment” (consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità). Per lei la musica è un mezzo per raggiungere quante più persone possibili e diffondere il pensiero positivo che è, insieme al buddismo, la sua vera fede. Ha collaborato in tantissime produzioni musicali, italiane ed internazionali, per artisti del calibro di Adriano Celentano, Renato Zero, Pino Daniele, George Michael, Trevor Horn, Geoff Westley, Alan Clark (tastierista dei Dire Straits) e molte altre. Nel 2020 è produttrice esecutiva del terzo volume del nuovo album di Renato Zero Zerosettanta, già disco d’oro e co-autrice insieme a Phil Palmer del singolo “L’angelo ferito”. Numa con il suo ultimo singolo “L’Amore non riposa” canta tutta la forza di un sentimento che non conosce età né barriere, ci permea e ci sostiene sempre, perché è il dono più grande che si possa ricevere. L’amore è anche quello che la lega da venticinque anni a Phil, che è suo marito e l’amore della sua vita.

Numa, perché L’Amore non riposa”?
L’amore è una forza inesauribile che permea la vita, sempre e comunque: non si ferma mai, non ha bisogno come noi di mettersi in standby, non conosce limitazione di colore, religione, politica. L’amore è tale, solo se incondizionato. Cantarlo è un privilegio e sono felice e fiera di poter essere mezzo per diffondere il suo messaggio, come una goccia d’acqua che disseta il fiore facendolo sbocciare. L’Amore non riposa perché è il motore della vita, guarisce le ferite e sconfigge qualunque paura. Con questa canzone voglio ricordare a tutti noi come ogni cambiamento sia un’opportunità da cogliere per crescere, per andare avanti. L’amore ci rende liberi e ci dà sempre una nuova possibilità. Ci apre le porte del futuro e ci fa sentire uniti, sconfigge la solitudine e ci dona il sorriso.

C’è una canzone che ha rappresentato la vera svolta nella tua carriera di cantautrice?
“Il coraggio delle idee” è il primo brano come cantautrice e racconta il coraggio che mi ha spinto a credere in me: una crescita personale e di fede, un giro di boa fondamentale e imperituro. Scritto prodotto e pubblicato in due mesi; più che una canzone mi piace definirla una chiamata. Avevo pronto un altro pezzo ma ho sentito di dover fare altrimenti. Dovevo assolutamente scrivere e pubblicare questo. Il coraggio delle idee ha stregato subito tutti e Steve Ferrone, (il batterista che ha suonato per i più grandi da Eric Clapton, Duran Duran, Paul Simon, Bob Dylan) ha voluto suonarci. Il coraggio delle idee è dedicato a tutti noi, perché per vivere appieno ci vuole coraggio solo così potremmo realizzare e costruire il nostro futuro.
“Come l’acqua dolcemente scorre, l’universo sempre ti risponde
È una voce che ci guida, una volontà infinita che già esiste dentro te”.

Numa cantante del self empowerment: la musica che ruolo ha in questa tua missione?
Alla musica affido il mio pensiero positivo perché arrivi a tutti. Vorrei che fosse una scintilla, una luce a guidare i nostri passi credendo in noi, dandoci il permesso di essere felici. Non importa se cadremo mille volte, l’importante è rialzarsi sempre più forti e consapevoli perché alla fine il nostro cuore ed il nostro coraggio vincono sempre. La musica è un mezzo per diffonderlo arrivando a tutti facilmente.

Che cosa intendi per pensiero positivo?
Il pensiero positivo è la scelta di rimanere padrone della propria direzione. Non è ottimismo estremo ma un dialogo costante con te stesso. Dobbiamo essere sicuri di fare la vita che abbiamo scelto e di esserne felici. Perché il futuro si crea attraverso le nostre emozioni, le nostre idee che indirizzano le nostre azioni. Questo non significa che non ci saranno difficoltà o fatiche ma neanche che necessariamente l’impegno sia, secondo i luoghi comuni, solo sacrificio o privazione.

Oggi sei un’artista affermata, soubrette, ballerina, cantautrice e produttrice di grandi successi. Ma quanto è stato difficile essere la moglie di uno dei più grandi chitarristi al mondo?
È stato molto difficile, perché è chiaro che ho dovuto sempre essere più brava, più professionale e tosta. Non ho mai utilizzato il cognome di Phil ma sono sempre stata solo Numa. Professionalmente mi sono conquistata la fiducia e l’apprezzamento di Phil, chitarrista e produttore, che non era per niente scontata: lui è mio marito, l’amore della mia vita, ma sul piano professionale è stata dura. Ho fatto una gavetta lunghissima, ho studiato tanto, consapevole che dovessi dimostrare sul campo e in modo assoluto le mie capacità. All’estero non conta nient’altro: devi essere preparato e competente, non importa niente e a nessuno (anzi può essere d’intralcio) essere la figlia o la moglie di tizio o caio.

Ci racconti durante il lockdown che cosa hai escogitato con tuo marito?
Non potendo fare altrimenti, abbiamo deciso di trasformare in versione social, un format che avevamo pensato per il teatro e che, in questa veste è “Casa Palmer”. Da casa nostra facciamo delle dirette in cui oltre a suonare, chitarra e voce, condividiamo parte della nostra vita, delle nostre storie, della nostra quotidianità. È cominciata quasi per gioco e ci ha preso la mano con i tantissimi che hanno deciso di seguirci. Il vero titolo della versione teatrale è “La Nostra Storia”, che non è solo la nostra storia romantica ma quella di tutti. Prima del lockdown ne abbiamo fatto una puntata zero in teatro a Ferrara ed è stato un vero successo. Uno spettacolo non solo dal vivo ma “vivo”, dinamico, con ospitate importanti di amici musicisti, tra i tanti grandissimi nomi con i quali abbiamo collaborato. Un progetto al quale tengo molto e che spero di realizzare al più presto.

Numa sei un artista dalle mille sfaccettature, creativa e sorprendente. Cosa possiamo aspettarci da te? A quali progetti stai lavorando?
Sono tanti progetti ai quali sto lavorando, non ultimo lo spettacolo ispirato a Casa Palmer che è ancora aperta e nuovi brani che non vedo l’ora di condividere. Vorrei, ispirandomi alla grande e irraggiungibile Raffaella Carrà, scrivere spettacoli per la televisione dove mi piacerebbe poter mettere in campo le mie tante sfumature di show girl, tornando anche a ballare e soprattutto a dialogare con il mio pubblico.

Tratto da
Milano 24orenews italiadagustare Settembre 2021
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