Carpigiani compie 80 anni e racconta la nuova grammatica del gelato: come cambiano gusti, riti e consumi nel mondo
Dalla ricerca firmata Sylla‑Carpigiani emerge un pubblico ampio ed esigente, già indicatore dei consumi futuri del gelato: una persona su due lo consuma più volte a settimana, il 64% sceglie gelaterie indipendenti e cresce la quota degli “edonisti sociali”, che lo vivono come esperienza da condividere. È il racconto di un fenomeno globale che accompagna l’azienda bolognese nel traguardo degli ottant’anni, confermando il ruolo del gelato come linguaggio culturale contemporaneo.
Nell’anno dell’anniversario dei suoi 80 anni, Carpigiani, leader mondiale nelle macchine per gelato artigianale, guarda alla propria community internazionale per interpretare il presente e comprendere il futuro del settore. Da questo ascolto nasce, insieme a Sylla, una ricerca globale rivolta alla rete Carpigiani nel mondo: professionisti della gelateria e della pasticceria, ex allievi della Carpigiani Gelato University e appassionati, i veri “gelato lovers”.
Oltre 900 interviste in 81 Paesi tra consumatori e operatori del settore restituiscono una fotografia chiara: una persona su due nel mondo consuma gelato e il gelato artigianale resta il punto di riferimento per qualità, con una valutazione media di 9,32 su 10 contro i 4,36 dell’industriale. A guidare le scelte sono qualità percepita (9,08) e servizio (9,00), segnando il passaggio da prodotto a esperienza.
Il consumatore appare più consapevole, con il 54% concentrato tra i 35 e i 54 anni, ma soprattutto sempre meno uniforme. Prende forma quella che la ricerca definisce una vera e propria “grammatica globale del gelato”: un linguaggio condiviso fatto di gusti, rituali e scelte. C’è chi resta fedele alla tradizione (28%), chi sperimenta nuovi abbinamenti (26%), chi guarda a ingredienti e sostenibilità (18%), chi vive il gelato come momento sociale – i nuovi “edonisti sociali” (17%) – e chi privilegia semplicità e praticità (11%).
Gli 80 anni di Carpigiani e la nuova grammatica del gelato
Sul fronte dell’offerta, il gelato amplia i propri confini. Accanto al prodotto artigianale crescono torte gelato, formati take‑away e soft serve, mentre restano marginali proposte ibride come i frozen cocktail. Tra le tendenze emergono nuovi abbinamenti di gusto, attenzione al territorio e prodotti “clean label”, con il plant‑based ancora limitato.
Il punto vendita diventa decisivo: il 64% dei consumatori sceglie gelaterie indipendenti perché percepite come più autentiche. L’esperienza complessiva data da ambiente, servizio e identità del locale diventa determinante per la fidelizzazione.
Sul fronte degli operatori, il gelato entra sempre più nelle strategie di sviluppo. Le gelaterie rappresentano il 59,1% del campione, ma bar, caffetterie e ristorazione sono i segmenti più dinamici. Le priorità sono operative: il 43% punta sull’ottimizzazione dei processi produttivi, seguita dalla riduzione dei tempi di lavoro e dalla standardizzazione della qualità. In questo contesto prende spazio il “frozen dessert”, l’insieme delle preparazioni fredde – dal gelato alle torte fino ai dessert più elaborati – che escono dalla logica del semplice fine pasto e diventano una proposta autonoma e strutturata.
“Questa ricerca mostra un mercato più maturo e consapevole, dove cambiano i consumi e cresce l’attenzione alla qualità e all’esperienza. Per Carpigiani la tecnologia diventa un fattore chiave di differenziazione perché incide direttamente sul prodotto e sul lavoro quotidiano. In questo senso l’ascolto della nostra community è decisivo: è da lì che arrivano segnali e indicazioni utili a supportare le nostre scelte”, afferma Federico Tassi, direttore generale di Carpigiani.

Un patrimonio industriale che diventa cultura del gelato
“Questa ricerca ci racconta che il gelato artigianale non è un prodotto del passato, ma uno dei linguaggi contemporanei più forti del food esperienziale. In 81 Paesi abbiamo trovato consumatori della community Carpigiani che cercano autenticità, qualità, emozione e identità molto più del semplice prezzo. Il futuro del gelato si giocherà quindi sulla capacità di unire tradizione, creatività e territorio, con la tecnologia al servizio dell’artigiano e non in sua sostituzione. È questo, oggi, forse il vero vantaggio competitivo globale del gelato italiano”, commenta Furio Camilo, professore di statistica aziendale all’Università di Bologna e responsabile scientifico di Sylla.
Fondata nel 1946 a Bologna da Poerio Carpigiani, sulle intuizioni tecniche del fratello Bruto, l’azienda è oggi leader mondiale nelle macchine per gelato artigianale.
Dalla prima autogelatiera al consolidamento internazionale negli anni del boom, Carpigiani ha accompagnato la diffusione del gelato italiano nel mondo. Ha contribuito a trasformarlo in un linguaggio riconosciuto e condiviso. Il suo percorso industriale ha sostenuto la crescita di un prodotto che oggi rappresenta un simbolo della cultura gastronomica italiana. Oggi l’azienda fa parte del gruppo Ali. Continua a investire in ricerca e tecnologia, sostenuta da una rete globale di assistenza. Il confronto costante con professionisti e operatori del settore rafforza ulteriormente questo sviluppo.
Nel traguardo degli 80 anni, la traiettoria industriale di Carpigiani si intreccia sempre più con quella culturale. Il Gelato Museum Carpigiani e la Carpigiani Gelato University sono oggi strumenti centrali nella diffusione del sapere legato al gelato. Sono spazi in cui la tradizione si trasmette e si rinnova. Formano nuove generazioni di maestri gelatieri e alimentano una cultura che continua a evolvere.











