Nel cuore antico di Gerace, la Cattedrale di Santa Maria Assunta torna a raccontare la propria storia grazie a un restauro che non è soltanto un intervento tecnico, ma un viaggio dentro le radici più profonde del Mediterraneo. Le campagne di scavo e di consolidamento, avviate nell’ambito del PNRR, hanno restituito alla comunità un monumento che oggi appare più leggibile, più sicuro e, soprattutto, più consapevole della propria identità millenaria. È un risultato che porta la firma del dott. Giuseppe Mantella, restauratore e direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Locri Gerace, figura centrale nella rinascita culturale della città.
Cattedrale, Museo Diocesano e Scuola di Restauro: il cuore culturale di Gerace
Il restauro ha riportato alla luce una stratificazione complessa, che affonda le sue origini nell’altomedioevo. Nella cripta, dove la pietra conserva ancora il respiro delle prime comunità cristiane, gli scavi hanno individuato un nucleo di culto scavato direttamente nella roccia, databile all’VIII secolo. È qui che è emersa la scoperta più sorprendente: una moneta d’oro bizantina, un histamenon aureo con le effigi di Basilio II e Costantino VIII, databile tra X e XI secolo. Un frammento minuscolo, ma capace di illuminare un intero capitolo della storia locale. La sua presenza conferma che Gerace era già allora un presidio strategico dell’Impero d’Oriente, un luogo di culto attivo e inserito nelle rotte economiche del Mediterraneo.
Attorno a questa scoperta si è costruita una nuova lettura della Cattedrale: non più soltanto un grande edificio normanno, ma un palinsesto che intreccia epoche, culture e linguaggi architettonici. Le colonne romane di spoglio, le navate scandite da materiali riutilizzati, la cripta che conserva tracce bizantine e ottoniane, tutto concorre a delineare un monumento che non è mai stato statico, ma continuamente reinventato dalla storia.
Il dott. Mantella ha guidato questo processo con una visione che unisce rigore scientifico e sensibilità culturale. La sua direzione tecnica ha permesso di coniugare sicurezza sismica e tutela, evitando interventi invasivi e privilegiando soluzioni capaci di rispettare la materia antica. Allo stesso tempo, la sua attività di ricerca ha trasformato il cantiere in un laboratorio aperto, dove archeologi, restauratori e studiosi hanno potuto lavorare fianco a fianco, restituendo alla Cattedrale la sua voce più autentica.
Il Museo Diocesano: la memoria segreta della Cattedrale
Accanto alla Cattedrale, negli ambienti dell’antico palazzo vescovile, il Museo Diocesano di Gerace custodisce ciò che il monumento non può più mostrare. È un luogo raccolto, silenzioso, dove ogni oggetto sembra ancora trattenere un frammento di storia. Qui si conservano sculture medievali, reliquiari preziosi, paramenti liturgici ricamati con fili d’oro, croci processionali e opere provenienti dalle chiese del territorio.
Tra le curiosità più affascinanti spiccano
- la statua lignea di San Cristoforo, un tempo portata in processione per proteggere i viandanti;
- il busto reliquiario di San Giovanni Theristis, raffinato esempio di arte sacra orientale
- e un delicatissimo Cristo in avorio, testimonianza della devozione privata tra XVII e XVIII secolo.
Il Museo conserva capitelli, iscrizioni e frammenti della Cattedrale, rivelando il monumento come un organismo vivo, trasformato dalle epoche. Visitare il Museo completa la lettura della Cattedrale: qui la storia diventa dettaglio, la materia racconto, la memoria del borgo prende forma.
La nascita della Scuola di Restauro
Da questa esperienza nasce oggi un progetto ancora più ambizioso: la Scuola di Restauro di Gerace, che sorgerà negli spazi storici della Cittadella Vescovile, un antico complesso conventuale che sta tornando a nuova vita grazie a un ampio intervento di recupero. Qui prenderanno forma laboratori, aule universitarie, centri di documentazione e spazi dedicati alla ricerca. Sarà un luogo dove studenti provenienti da tutta Italia – e non solo – potranno formarsi direttamente sul campo, immersi in un contesto che è esso stesso un patrimonio da studiare e proteggere.
La Scuola nasce come naturale estensione del lavoro svolto negli ultimi anni e si innesta sul Laboratorio di Restauro del Comune di Gerace, una struttura pubblica comunale che oggi rappresenta il più grande laboratorio di restauro della Calabria e uno dei più attrezzati del Sud Italia. È qui che sono state condotte le analisi, le indagini diagnostiche e le operazioni specialistiche che hanno accompagnato il grande restauro della Cattedrale, trasformando Gerace in un centro operativo di eccellenza nel campo della conservazione dei beni culturali.
Il dott. Giuseppe Mantella, che guiderà la direzione scientifica della Scuola, ha immaginato un centro capace di unire formazione, tutela e innovazione. Gerace sta per diventare un polo culturale che dialoga con università, enti di ricerca e istituzioni europee. Un progetto che restituisce alla città un ruolo di riferimento nel panorama del restauro italiano, trasformando un borgo storico in un laboratorio di futuro.
Il restauro della Cattedrale e la nascita della Scuola di Restauro raccontano così una storia di rinascita. La storia di una comunità che riscopre il proprio patrimonio e lo trasforma in energia culturale. La storia di un territorio che non si limita a custodire il passato, ma lo usa per costruire nuove opportunità.
Gerace, con la sua pietra antica e la sua luce silenziosa, torna a essere un luogo dove la bellezza non è soltanto memoria, ma promessa.










