Dolci del varesotto

I dolci tipici del Varesotto: tra tradizione artigianale e identità lombarda

Il Dolce Varese, i Brutti e Buoni di Gavirate e gli Amaretti di Gallarate, simboli di eccellenza pasticcera: sono solo alcuni dolci tipici della provincia di Varese.

Grazie alla maestria dei pasticceri locali – detti ufelé nel dialetto varesino – il territorio del Varesotto si distingue per una straordinaria varietà di dolci tradizionali, che spaziano dalle praline ai biscotti, fino alle torte artigianali. Questa cultura dolciaria, radicata nella storia e nella manualità, è oggi riconosciuta a livello regionale e nazionale.

Dolce Varese (Amor Polenta): la semplicità che conquista

Conosciuto anche come Amor Polenta, il Dolce Varese è una torta soffice e leggera, priva di creme, perfetta per ogni momento della giornata. La sua ricetta prevede:

  • Farina di mais fioretto, farina bianca e farina di mandorle
  • Burro, uova, zucchero e un tocco di vaniglia
  • Una cottura in stampo scanalato che conferisce la tipica forma a bauletto

La sua origine risale alla fine dell’Ottocento, quando fu creato in omaggio alla città di Varese. Oggi è reperibile in tutte le pasticcerie storiche della città, come documentato da Dissapore e Hermes Magazine.

I Brutti e Buoni di Gavirate: croccanti, irregolari, irresistibili

Creati nel 1878 da Costantino Veniani, i Brutti e Buoni sono biscotti artigianali a base di:

  • Albume d’uovo, mandorle dolci, nocciole tostate, zucchero e vanillina

La loro forma irregolare e la consistenza croccante li rendono unici. Secondo la tradizione, anche Regina Elena e Giuseppe Verdi erano estimatori di questi dolci, acquistati durante le loro visite nel Varesotto.

Ancora oggi, le pasticcerie di Gavirate li producono artigianalmente, e il loro successo ha superato i confini locali.

Amaretti di Gallarate: tra leggenda e maestria

Gli Amaretti di Gallarate sono biscotti secchi dal gusto dolce-amaro, con:

  • Mandorle, zucchero, albume, lavorati con una manualità tramandata da generazioni
  • Una forma irregolare e una crosta croccante che racchiude un cuore morbido

La leggenda narra che la loro forma sia nata per caso, quando un gatto camminò sull’impasto fresco. In realtà, la tecnica di schiacciatura manuale è parte di un rituale artigianale che ne determina il sapore.

Creati da Furlandoni nei primi del ’900, gli amaretti sono oggi protetti dal marchio De.C.O. e riconosciuti come prodotto tipico della Regione Lombardia

 

 

Articolo precedenteLa Trota e il Verdicchio: gusto e natura
Articolo successivoCappa aspirante o filtrante: guida alla scelta per una cucina senza odori