Milano Sciur Carera, l’uomo di pietra

A cura di Paolo Minotti

Quante volte vi siete trovati a passeggiare o a fare shopping in Corso Vittorio Emanuele, nel cuore di Milano? Eppure lungo i portici del Corso, all’altezza del civico 13, catturati da questa o quella elegante vetrina qualcosa, o per meglio dire “qualcuno”, probabilmente vi sarà passato del tutto inosservato. Sto parlando dell’omm de preja (uomo di pietra), una statua romana del III secolo d.C. rappresentante una figura maschile in toga, priva del braccio destro, la mano sinistra amputata, e la gamba destra leggermente avanzata. Il bassorilievo, che probabilmente raffigurava un alto magistrato romano ai tempi di Cicerone, fu riutilizzato nella seconda metà del X sec. per dedicare un monumento a Adelmanno, arcivescovo di Milano appartenente alla famiglia nobile dei Menclozzi (il quale aveva strenuamente difeso i diritti della plebe contro i potenti). La testa infatti ha sostituito quella originaria e mostra un’acconciatura tipica degli ecclesiastici medievali. Ai suoi piedi c’è un’epigrafe che recita «Carere debet omni vitio qui in alterum dicere paratus est», ovvero (per chi non dovesse ricordare perfettamente il latino…) «Deve essere privo di ogni colpa chi è pronto a parlare contro un altro». Questa frase, attribuita a Cicerone, ispirò il nome che il popolo diede alla statua. La prima parola, Carere, fu infatti trasformata in “Carera”, da cui nacque “sciur Carera” (il “signor Carera”). Sul piedistallo una seconda iscrizione – «statua virile romana detta “omm de preja” o “scior carera” un tempo in via S. Pietro all’Orto durante il dominio austriaco fu per Milano quello che per Roma era la statua di Pasquino» – ricorda la precedente collocazione in Via San Pietro all’Orto e il ruolo svolto dalla scultura nella storia di Milano sotto la dominazione austriaca (quello che per Roma era il cosiddetto Pasquino, una scultura romana utilizzata per affiggere scritte satiriche e ironiche contro il potere e le autorità). All’omm de preja venivano appesi cartigli anonimi che esprimevano il malcontento e la satira dei milanesi contro il Governo asburgico: una sorta di bacheca pubblica, su cui nottetempo venivano affisse frasi satiriche e caustiche, o parole di giustizia e libertà, che sarebbero state lette il mattino successivo da chi passava per la Corsia dei Servi. Secondo la tradizione, alla statua sarebbe stato affisso il manifesto per lo “sciopero del fumo” del gennaio 1848 che portò alle Cinque giornate di Milano. In realtà la posizione elevata avrebbe reso difficile l’affissione di manifesti. L’omm de preja ispirò anche la denominazione del giornale satirico “L’Uomo di Pietra”, fondato nel 1856 dallo scapigliato Carlo Ricetti. Andrete a fargli visita?

tratto da

Milano 24orenews italiadagustare Giugno 2021Banner MI24 Giugno 2021

 

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