Praesentia Napoli Museo Madre

Gran Finale per Praesentia a Napoli: la Campania del gusto incanta il Madre (Museo d’Arte contemporanea Donnaregina)

La Campania chiude in grande stile a Napoli il percorso di “Praesentia, gusto di Campania. Divina” con un evento che promette di essere un’esperienza indimenticabile. Il 7 dicembre, il Museo Madre di Napoli diventa il palcoscenico dell’ottava e ultima tappa del progetto promosso da Regione Campania e Agenzia Campania Turismo. Un viaggio lungo otto mesi che ha celebrato le eccellenze culturali, gastronomiche e artistiche del territorio, culmina con l’evento “Maestri e margherite dall’antichità al presepe”, dedicato all’Arte del Pizzaiuolo Napoletano.

Un appuntamento che intreccia sapori, memorie e identità, trasformando ogni momento in un’esperienza sensoriale e culturale.

Il Museo Madre: dove l’arte contemporanea incontra la cultura del gusto

Napoli, Museo Madre cortile internoIl Museo Madre, cuore pulsante dell’arte contemporanea napoletana, si pone come cornice d’eccezione per questa celebrazione. Le sue sale, che raccontano la modernità e l’innovazione della città, accolgono un evento che fonde arte, cibo e cultura in un dialogo unico. Qui, l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano trova una nuova dimensione, trasformandosi in una narrazione che coinvolge tutti i sensi. L’atmosfera del Madre si trasforma per l’occasione in un vero e proprio teatro del gusto e della creatività. Gli spazi del museo dialogano con la città, accogliendo ospiti illustri, istituzioni e pubblico in un racconto che intreccia arte, tradizione e innovazione.
Ad aprire la giornata, i saluti istituzionali di personalità di spicco come

  • Felice Casucci, Assessore al Turismo della Regione Campania
  • Rosanna Romano, Direttore della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo
  • Alessandro Fimiani, Commissario dell’Agenzia Campania Turismo

seguiti da Elisabetta Moro, docente dell’Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa” e curatrice scientifica di Praesentia, e dagli interventi di altri protagonisti culturali del progetto:

  • Eva Elisa Fabbris, Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee / Museo MADRE di Napoli
  • e Ciro Adinolfi, direttore Agenzia Campania Turismo.

Napoli celebra il gusto e la tradizione: la pizza come simbolo universale praesentia

Pizza MargheritaL’evento del Museo Madre non è solo una celebrazione del gusto, ma un vero e proprio omaggio alla tradizione e alla cultura. Il 7 dicembre segna una data importante: il giorno in cui, nel 2017, l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Non è un caso, quindi, che proprio questo anniversario diventi il filo conduttore della tappa finale di Praesentia.

Tra showcooking dal vivo, degustazioni raffinate e talk culturali, il Museo Madre si trasforma in un luogo di incontro tra passato e futuro, dove la pizza diventa il simbolo di un’identità collettiva, un “archivio vivente” di gesti, saperi e ricette tramandati di generazione in generazione. L’antropologo Marino Niola, nel talk “Maestri e margherite dall’antichità al presepe”, condurrà il pubblico in un viaggio emozionale e culturale, raccontando come la pizza non sia solo un piatto, ma un fenomeno globale che rappresenta comunità, territori e tradizioni.

L’anima della pizza in scena: i protagonisti della cultura gastronomica italiana

La giornata sarà animata da figure di primo piano che incarnano l’anima culturale e identitaria della pizza e della gastronomia italiana. Sul palco saliranno i principali artefici della candidatura UNESCO dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano: Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde; Antonio Pace, Presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN); e Gianluca Pirro, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN). I loro interventi delineeranno un affresco ricco di visioni, impegno e progettualità, guidando il pubblico alla scoperta della pizza come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Lo sguardo internazionale e le voci del territorio:
ospiti e testimonial di Praesentia a  Napoli

Accanto a loro, tra gli ospiti speciali, sarà presente Elena Postelnicu, giornalista e Presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia, che offrirà la prospettiva dell’informazione internazionale sulle eccellenze e le filiere del gusto campano.

La concretezza del territorio sarà rappresentata dai social guest: Vincenzo Porzio, Responsabile comunicazione della Cooperativa La Paranza e Direttore del Museo Diocesano Diffuso, e Antimo Caputo dell’omonimo storico Mulino Caputo. Le loro testimonianze intrecceranno cultura, artigianato di qualità, comunità e memoria gastronomica, accompagnando il pubblico in un viaggio autentico tra luoghi, tradizioni e saperi pratici che tessono la vivace trama identitaria della Campania.

Showcooking e degustazioni: un viaggio sensoriale nella storia della pizza

Guidato dalla voce esperta del giornalista e scrittore Luciano Pignataro, il pubblico sarà condotto in uno showcooking unico. Qui sapienza artigiana, creatività contemporanea e memoria del territorio si fondono in un racconto vivo e appassionante.

I Maestri in scena: custodi di gesti e tradizioni secolari Praesentia Napoli

Sul palcoscenico saliranno due veri ambassador della pizza napoletana, custodi di storie e gesti che attraversano i secoli: gli chef Enzo Coccia e Roberta Esposito.

Enzo Coccia, anima della pizzeria La Notizia a Napoli, presenterà due creazioni che raccontano l’anima della sua città:

  • il Battilocchio natalizio: un fritto ripieno di scarola e baccalà, a forma di mezza luna. Il suo nome, che affonda le radici nel Dizionario Dialettale Napoletano di Antonio Altamura (1956), riecheggia il francese battant l’œil, richiamando antiche suggestioni e una storia linguistica secolare.
  • la Margherita classica: l’incarnazione perfetta e sacra del canone tradizionale partenopeo, simbolo di equilibrio e purezza.

Roberta Esposito, della pizzeria La Contrada di Aversa, porterà in scena due pizze che dialogano tra passato e presente:

  • la Mastunicola: riconosciuta come la madre ancestrale di tutte le pizze, un’antica ricetta che celebra i sapori originari.
  • la Margherita Bruciata: con i suoi bordi marcati e la cottura veloce, rappresenta un’interpretazione contemporanea e audace. Questo piatto manifesta il dialogo ininterrotto tra tradizione e innovazione, trasformando ogni morso in una profonda esperienza sensoriale che celebra la storia secolare della pizza napoletana.

Birra e progetti sociali: quando il gusto incontra la comunità

Le creazioni dei Maestri Pizzaiuoli saranno accompagnate dalla Cape ‘e fierro Strong Lager, birra artigianale del Birrificio Kbirr di Torre del Greco (Fabio Ditto). Questo abbinamento diventa un vero e proprio progetto culturale: le etichette, infatti, sono state ideate da artisti come Roxy in the Box, Luca Carnevale, Alessandro Flaminio e il collettivo Cuoredinapoli, che attraverso la loro arte evocano l’anima urbana di Napoli e il suo patrimonio condiviso. Il progetto estende i suoi rami anche nel sociale, sostenendo realtà come l’Associazione “La Casa dei Cristallini” per le sue preziose attività educative nel cuore del Rione Sanità.

Intermezzo vegetale: i contorni che raccontano la tradizione

La tradizione culinaria napoletana si esprime con pari forza nei suoi contorni. A portarli in scena sarà Peppe D’Addio del rinomato locale Dolce&Salato. Protagonisti saranno il broccolo friariello di Napoli e il peperone ‘mbuttunat, due piatti iconici che, con la loro semplicità e profondità di sapore, sono capaci di evocare immediatamente la convivialità familiare e la ricchezza dell’identità gastronomica campana.

I vini del territorio: l’eleganza radicata nella storia

A chiudere il cerchio delle eccellenze enogastronomiche, ci sarà il vino che racconta la terra: il Gragnano Ottouve della Penisola Sorrentina DOC, frutto del lavoro di Salvatore Martusciello e Gilda Guida. Questo vino, con le sue vigne distribuite tra i Campi Flegrei, l’Agro Aversano e la Penisola Sorrentina, esprime il terroir campano in tutta la sua complessità. Accompagnerà con eleganza pizze e piatti della tradizione. La degustazione, presentata dalla giornalista enogastronomica Monica Piscitelli, sarà un momento per assaporare e comprendere la storia e la cultura racchiuse in un calice, celebrando l’autenticità radicata di questo territorio.

Dolci della tradizione, caffè solidale e liquore del territorio

Struffoli e raffiolo a cassataIl percorso sensoriale trova la sua dolce conclusione nell’alta pasticceria tradizionale. Antonio Petricelli della Pasticceria Primavera ai Vergini presenterà il raffiolo a cassata. Un sontuoso dolce natalizio a base di crema di ricotta, pan di Spagna e glassa. Parallelamente, Peppe D’Addio svelerà l’arte e i segreti degli struffoli, le iconiche palline di pasta, miele e canditi che sono simbolo indiscusso del Natale napoletano. A sigillare la sequenza gastronomica, un momento di significato speciale: il caffè de Le Lazzarelle, progetto sociale nato all’interno della Casa Circondariale di Pozzuoli, e il liquore agli agrumi del Giardino Torre del Real Bosco di Capodimonte. Quest’ultimo nasce da oltre 600 piante tra agrumi, frutti e ortaggi che restituiscono alla città un patrimonio botanico unico, distillando in un sorso l’essenza di un giardino storico.

Musica e convivialità: il suggestivo sigillo sonoro

A fare da sugello emotivo alla giornata, il concerto “Promenade a Sud” con Matteo Mauriello e Marianita Carfora. La loro performance intreccia magistralmente le melodie della canzone napoletana classica e popolare, attraverso riarrangiamenti curati da grandi maestri come Roberto De Simone e dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare. Ogni nota costruisce un ponte sonoro tra storia, identità e presente, trasformando l’ascolto in un’esperienza di profonda convivialità e connessione con l’anima più autentica di Napoli.

Praesentia: un viaggio tra sapori, storia e cultura

Il racconto delle eccellenze campane ha trovato la sua cornice più maestosa. Praesentia ha scelto di nascere tra le mura della Reggia di Portici, aprendo il 7 aprile 2025 un viaggio epico attraverso la cultura gastronomica regionale. L’evento inaugurale, “I segreti della dieta mediterranea”, ha posto al centro i tre pilastri sacri riconosciuti dall’UNESCO: cereali, vino e olio EVO. In una sintesi perfetta di sapere e sapore, tra show cooking, musica e narrazioni, il pubblico è stato immerso in un’esperienza sensoriale che ha tessuto insieme passato e presente, rivelando l’identità più autentica di questa terra.

Da quel debutto regale, il viaggio si è trasformato in una vera odissea del gusto, solcando il territorio campano per celebrarne le anime diverse:

  • A Capua, nel Museo Campano, “La Regina Bianca” (12 maggio) ha incoronato sovrana la mozzarella.
  • A Salerno, nel Museo Diocesano, “Alici nel paese delle meraviglie” (9 giugno) ha svelato il mondo magico delle tradizioni ittiche.
  • Nei Campi Flegrei, “Dove si coltiva il mare” (30 giugno) ha narrato il futuro sostenibile di pesca e innovazione.

L’itinerario è salito in altura con “Il nettare di Bacco” (28 luglio) a Montevergine. Un tributo alla viticoltura eroica, e ha toccato vette spirituali con “I cibi dell’anima” (8 settembre) nella Certosa di Padula. L’autunno ha portato il profumo della mela annurca a Sant’Agata de’ Goti con “Il pomo della concordia” (27 ottobre).

L’atto finale

Il cerchio di Praesentia si chiude a Napoli, il 7 dicembre, con l’atto finale e più simbolico: “Maestri e margherite” al Museo Madre. Qui, l’omaggio all’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, Patrimonio UNESCO, diventa un rituale collettivo. Questo ultimo, intenso capitolo non è una semplice tappa, ma la sintesi vivente di un intero percorso. La Campania continua a raccontare la sua storia infinita attraverso il gesto di impastare, il frutto della sua terra, il genio della sua tradizione. Un intero patrimonio che, qui, respira e vive.

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