Orto Sociale di Lipari

A Lipari esistono molti terreni agricoli abbandonati e, allo stesso tempo, proprietari disponibili ad affidarli in comodato d’uso a chi abbia voglia di coltivarli. Da questa intuizione nasce l’Orto Sociale di Lipari, un progetto di agricoltura comunitaria promosso e gestito dall’associazione Magazzino di Mutuo Soccorso Isole Eolie per recuperare terreni incolti e restituirli alla comunità. Chi prende in gestione il terreno si impegna a mantenerlo pulito e produttivo; chi lo possiede ritrova uno spazio curato senza doverlo gestire direttamente. Un rapporto di collaborazione che negli ultimi anni ha trovato nuova energia, anche grazie all’interesse di persone giovani che hanno scelto di riavvicinarsi alla terra. Durante la pandemia, infatti, la riscoperta dell’agricoltura e della vita all’aria aperta ha portato sull’isola nuove esperienze e nuove disponibilità. Alcuni giovani hanno iniziato a sperimentarsi nella coltivazione, affiancandosi a chi già possedeva conoscenze agricole. Da queste esperienze è nato un percorso comune.

La rinascita agricola e il ruolo delle nuove generazioni

Oggi una parte dei terreni è dedicata agli orti individuali dei soci, mentre altre aree sono destinate alle colture condivise, a partire dal grano. «Il nostro territorio sarà sempre fortemente legato al turismo, ed è anche giusto così: è una risorsa che ci ha sottratto all’isolamento e alla povertà. Ma un’economia legata al turismo, concentrato nei tre o quattro mesi estivi, comporta anche il rischio di perdita di identità», racconta Paolo Arena, presidente del Magazzino di Mutuo Soccorso. «Investire nell’agricoltura, anche attraverso piccoli progetti come questo, non salverà da sola l’economia delle Eolie, ma ci permette di diversificare, allungare la stagionalità del lavoro, mantenere vive le tradizioni del territorio e creare un rapporto più consapevole tra comunità, ambiente e turismo.»

La storia agricola di Lipari racconta un passato in cui la terra era al centro della vita dell’isola. «Fino al dopoguerra, il territorio di Lipari viveva di agricoltura. Non si trattava solo di autosussistenza: si produceva abbastanza da esportare. Le merci partivano per Milazzo e per altre destinazioni», ricorda Luigi Mazza, socio del Magazzino. «Ho parlato con una persona di Leni che è stata l’ultimo grande esportatore di capperi. Mi raccontava numeri incredibili: a Salina si producevano centinaia di quintali di capperi e tutti i bambini, dai sei anni in su, partecipavano alla raccolta. Era una vera potenza agricola. In appena due generazioni, però, gran parte di questo patrimonio si è perso».

Orto Sociale a Lipari

Il recupero dei terreni e la scelta delle colture più adatte
È proprio su questa eredità agricola che nell’Orto Sociale a Lipari si prova oggi a intervenire, recuperando non solo terreni abbandonati, ma anche pratiche e conoscenze legate alla coltivazione. La scelta delle colture nasce dall’attenzione verso le caratteristiche del territorio. Nei campi vengono coltivate due varietà di grano siciliano: il Perciasacchi, grano duro spesso associato alla tradizione dei cosiddetti grani antichi, e l’Anforeta, grano tenero meno conosciuto ma particolarmente adatto alle condizioni climatiche delle Eolie. Crescendo più basso, resiste meglio ai venti che caratterizzano l’arcipelago e negli ultimi due anni ha garantito il raccolto.

La farina ottenuta viene macinata e venduta attraverso il GAP – Gruppo di Acquisto Popolare di Lipari, iniziativa del Magazzino che mette in relazione produttori e cittadini sostenendo piccole produzioni locali e una filiera corta e trasparente. Il prezzo è di 4,50 euro al chilo per un prodotto biologico coltivato senza irrigazione e senza trattamenti, con una filiera che permette di conoscere ogni fase del percorso, dalla semina alla trasformazione.

Il ritorno delle lenticchie e la memoria agricola delle isole

Da quest’anno una parte dei terreni è stata destinata anche alle lenticchie, coltivate collettivamente da diversi soci. Una scelta che guarda a una coltura profondamente legata alla storia agricola delle piccole isole del Mediterraneo: da Lipari a Stromboli, da Linosa a Ustica, fino a Pantelleria, le lenticchie hanno rappresentato per lungo tempo una risorsa fondamentale. Coltura capace di adattarsi a terreni difficili e scarsità d’acqua, si è progressivamente ridotta a causa della complessità delle lavorazioni. Riportarla nei campi significa recuperare una tradizione che ha segnato la vita quotidiana dell’isola.

Nuove forme di partecipazione e il ruolo della Fondazione Sanlorenzo

L’Orto Sociale è però soltanto una delle iniziative attraverso cui il Magazzino di Mutuo Soccorso lavora per costruire nuove occasioni di partecipazione. Tra i prossimi obiettivi c’è la creazione di un centro giovanile, uno spazio dedicato alla cultura, alla formazione e alla socialità in un’isola dove i luoghi di aggregazione per i ragazzi sono diminuiti. L’idea è quella di creare un presidio ispirato alle esperienze di valorizzazione dei beni comuni, capace di offrire nuove opportunità a chi vive tutto l’anno a Lipari.

Per Fondazione Sanlorenzo, che attraverso il bando Fuoristagione sostiene progetti di sviluppo nelle piccole isole italiane, esperienze come quella dell’Orto Sociale rappresentano la capacità dei territori di costruire risposte concrete partendo dalle proprie risorse. «I progetti sostenuti attraverso il bando Fuoristagione raccontano la capacità delle piccole isole di costruire risposte concrete partendo dalle proprie risorse e dalla propria identità», commenta Cecilia Perotti, che guida la Fondazione insieme al fratello Cesare e al padre Massimo. «L’Orto Sociale di Lipari è un esempio significativo: recupera terreni e pratiche agricole, ma soprattutto ricostruisce un legame tra persone, territorio e memoria. È proprio questa capacità di generare comunità e nuove opportunità che vogliamo sostenere attraverso il nostro impegno a favore delle piccole isole italiane.»

Un futuro che nasce dalla memoria dell’isola

A Lipari il cambiamento passa anche da gesti semplici: recuperare un terreno, riportare una coltura nei campi, trasmettere un sapere che rischiava di scomparire. Campo dopo campo, l’Orto Sociale di Lipari costruisce un’idea diversa di futuro: un futuro che nasce dalla memoria dell’isola e dalla capacità della comunità di prendersene cura.

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