Milano 24orenews incontra Gaetano Pesce nello showroom Meritalia di via Durini. L’occasione è il 25° anniversario dell’azienda, realtà simbolo del design italiano. Pesce collabora con Meritalia da oltre dieci anni e, grazie a questa lunga esperienza, ha contribuito a definire un percorso creativo unico.
Intervista a Gaetano Pesce: creatività, memoria e design italiano

di Alessandro Trani
Direttore editoriale del network Le Roy. Coordina contenuti e progetti multimediali delle testate del gruppo. Leggi di più
Un percorso di 10 anni con Meritalia. Come nasce questo sodalizio?
Gaetano Pesce: «Con Giulio Meroni ci conoscevamo da giovani. Lui lavorava alla produzione della C&B, oggi B&B Italia. In quel periodo avevo realizzato la serie UP e lì ho conosciuto Giulio. Poi mi sono trasferito negli Stati Uniti e abbiamo perso i contatti.
Un giorno ho ricevuto un invito dal Cosmit per partecipare a una mostra dedicata a dieci stanze d’albergo, ognuna firmata da un autore diverso. Il progetto chiedeva di creare stanze capaci di comunicare un’identità precisa, cosa che spesso gli hotel non fanno.
Io ho progettato una stanza per un albergo ideale a Mosca. Ha avuto un successo enorme. In quel momento ho capito che Meroni, grazie alla sua esperienza e alle maestranze, aveva costruito una nuova compagnia solida e innovativa.
Da lì abbiamo iniziato a collaborare. Sono passati dieci anni e abbiamo creato pezzi che hanno portato Meritalia tra le aziende più riconosciute del design italiano. Questo dimostra che la creatività funziona quando non si ripete, ma si inventa. Siamo stati premiati proprio per questo.»
Lei è sempre in giro per il mondo. Cosa ci dice della sua La Spezia?
Gaetano Pesce: «La Spezia è la città dove ho vissuto i primi sei mesi della mia vita. Per molto tempo non l’ho frequentata. L’ho riscoperta sei anni fa, quando l’ho visitata per la prima volta. È stato un ritorno inatteso, ma molto interessante.»
Siamo a Milano, capitale del design ma anche dei panificatori. Da dove nasce l’idea della Michetta?

Gaetano Pesce: «Quando lavoravo da Cassina stavo a Milano tre giorni, poi partivo per Parigi. Alle cinque del pomeriggio avevo un vuoto allo stomaco e chiedevo una michetta con lo stracchino. Era piena di stracchino e mi è rimasta impressa nella memoria.
Quel ricordo è diventato un riferimento creativo. Infatti, anni dopo, ha ispirato il divano La Michetta.»
Siamo già al secondo tempo. Ci sarà un terzo tempo?
Gaetano Pesce: «Probabilmente sì. Il design è progetto, e il progetto non è mai ripetizione. È sempre creazione.»
Lei è sempre all’avanguardia: ricerca, innovazione, colori forti e tanta energia…
Gaetano Pesce: «L’energia è rappresentata dal colore. Se non c’è energia, non c’è colore. Per questo motivo, quando si parla di energie nuove, bisogna usare il colore e comunicare attraverso il colore.»
Due battute sulla serie UP. È in scena lo spettacolo Design Dance. Ce ne vuole parlare?
Gaetano Pesce: «La serie UP è molto importante. La poltrona è un commento politico sulla realtà e sulla condizione della donna, purtroppo prigioniera dei pregiudizi maschili da secoli. In molti Paesi è ancora così.
La poltrona rappresenta un corpo femminile legato a una palla. È l’immagine di una prigioniera. Il contenuto è attuale, più della forma.»
Da dove trae tutta questa energia?
Gaetano Pesce: «L’energia arriva dal mondo. Viaggio molto, osservo le contraddizioni e capisco che non esiste una verità unica. Ci sono verità molteplici e spesso opposte. Questo movimento fa lavorare il cervello.»
Ai giovani che messaggio vuol dare?
Gaetano Pesce: «Un augurio: che abbiano un passaporto pieno di timbri. Significa viaggiare, vedere, conoscere e imparare.»
A Meritalia che augurio vuole fare?
Gaetano Pesce: «Di continuare così, con la forza e la curiosità che li caratterizzano da sempre.»
In chiusura le facciamo i complimenti: Lei è una bellissima bandiera che gira il mondo.
Gaetano Pesce: «La ringrazio molto. È stato un bell’incontro. Arrivederci.»
Chi è Gaetano Pesce: una carriera globale
Gaetano Pesce nasce nel 1939 a La Spezia. Vive a Venezia, Londra, Helsinki e Parigi, poi si trasferisce a New York nel 1980. La sua esperienza è globale e multidisciplinare.
Insegna per 28 anni all’Institut d’Architecture di Strasburgo e tiene lezioni nei principali istituti culturali del mondo. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del MoMa, del Metropolitan Museum, del Victoria and Albert Museum, del Centre Pompidou, del Vitra Design Museum e in molti altri musei internazionali.
Innovazione e materiali rivoluzionari
Pesce si distingue per l’uso del colore e per la sperimentazione con materiali innovativi. La serie UP, in particolare la UP5, è il primo prodotto industriale con un messaggio politico.
Tra le mostre più celebri:
- Italy: the new domestic landscape (MoMa, 1972)
- Le temps des questions (Centre Pompidou, 1996)
- Il rumore del tempo (Triennale di Milano, 2005)
La collaborazione con Meritalia
Dal 2002 Pesce collabora con Meritalia. Insieme presentano la Camera di Mosca al Salone del Mobile. Da quel momento nascono progetti iconici come:
- La Smorfia (2003)
- Shadow (2007)
- La Michetta (2005)
- Tavolone (2007)
- Nubola (2007)
- Gli Amici (2009)
- Colorado (2009)
- Montanara (2009)
Negli anni successivi arrivano nuove collezioni come Le Edizioni del Pesce, Senza Fine, La Fiorita, Il Giullare e Senza Fine Unica, presentata alla Biennale di Venezia.
L’incontro con Gaetano Pesce conferma la forza della creatività italiana. Pesce rappresenta un punto di riferimento internazionale e una voce che continua a innovare. Milano, ancora una volta, si conferma capitale del design.











