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  • Sesso: per metà delle famiglie italiane è ancora un tabù. 1 adulto su 3 ha difficoltà ad affrontare con un medico temi legati alla sfera intima
  • In tempo di Covid il 69% dei rispondenti non ha modificato le proprie abitudini sessuali

L’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove il 4 settembre la Giornata mondiale del benessere sessualeDottori.it, sito e app leader in Italia per la prenotazione di visite specialistiche, ha condotto un’indagine su 1.000 utenti per approfondire il rapporto degli italiani con la propria sfera sessuale. La prima evidenza mostra come metà del campione sia cresciuto in una famiglia in cui il sesso era un argomento tabù di cui non si parlava. Un tabù che fa fatica ad essere superato, tanto che 1 rispondente su 3 ha affermato di provare ancora imbarazzo quando deve parlare di problemi di natura sessuale, perfino con un medico.

In fatto di prevenzione il gap tra donne e uomini è ancora molto evidente: il 68% del campione femminile dichiara di essere stato almeno una volta nella vita dal ginecologo per una visita al solo scopo preventivo. Inoltre, più della metà (53%) delle utenti si sottopone annualmente a un controllo. Al contrario, tra gli uomini il tema non è ancora così sentito: oltre la metà (51%) ha ammesso di non essere mai stato da un andrologo per una visita di prevenzione e sette uomini su dieci hanno dichiarato di rivolgersi a uno specialista solo in caso di malessere.

In tempo di Covid, in cui ci si aspetterebbe un atteggiamento più prudente in tema di rapporti fisici con gli altri, il 69% dei rispondenti ha dichiarato di non aver modificato le proprie abitudini sessuali.