tutto nella tua testa
Tutto Nella Tua Testa

 

Per controllare il dolore cronico si usano trattamenti diversi che agiscono in modo complementare. La strategia vincente è infatti quella in grado di integrare le differenti terapie fra loro, per esaltare l’efficacia di ognuna contenendone gli effetti collaterali. Immaginiamo di poter regolare la percezione del dolore come il volume della radio. Con la manopola “stato mentale” possiamo controllarne intensità e qualità. Se il male fosse troppo forte e martellante, per renderlo meno fastidioso si potrebbe cercare di alzare la soglia percettiva modificando i nostri processi mentali. Come accade quando siamo distratti da qualcosa che ci interessa. Ma se la mente è libera di concentrarsi sulle sensazioni fisiche ed il malessere psicologico, il disagio può diventare insopportabile. È ormai noto come fattori culturali ed emotivi modifichino la percezione della sofferenza. Il dolore può quindi essere opportunamente controllato agendo anche su emozioni, motivazioni e aspettative, e quindi le metodiche di intervento psicologico fanno parte di una moderna e corretta strategia di trattamento. La cura psicologica può essere più o meno strutturata: ad alcuni pazienti è utile un rapporto solido con il proprio medico, altri invece necessitano di un approccio più specialistico che utilizza le metodiche della psicoterapia. In terapia del dolore lo scopo è concentrare l’attenzione su aspetti di vita gratificanti e lontani dalla sofferenza, controllare ansia, depressione e stress, e modificare i comportamenti e le abitudini sbagliate conseguenti alla persistenza del dolore. In alcuni casi sono utili strategie di tipo immaginativo che permettono di raggiungere il rilassamento fisico e psichico, come il training autogeno. In altre situazioni si ricorre con successo alla terapia cognitivo-comportamentale o al biofeedback. Il training autogeno sviluppa le abilità di rilassare i muscoli e la mente. Inizialmente guidato dal terapeuta, il paziente successivamente raggiunge il rilassamento profondo in totale autonomia. Con la terapia cognitivo-comportamentale attraverso il colloquio il terapeuta indaga e mette in discussione le convinzioni e i comportamenti sbagliati del paziente riguardo alla propria sintomatologia. Il biofeedback è invece un processo di apprendimento spontaneo. L’addestramento prevede l’uso di strumenti di registrazione che misurano gli effetti sull’organismo dei processi emotivi attraverso sensori collegati alla cute. Lo strumento ripropone mediante segnali visivi e uditivi l’intensità di parametri come sudorazione, temperatura o tensione muscolare, e il paziente utilizza tali informazioni per modificare in un secondo tempo e in modo autonomo il proprio stato mentale.

Dr. Paolo Mariconti

 

Dr. Paolo Mariconti

Specialista in Anestesia e Farmacologia
Esperto in Medicina del Dolore
guarireildolore@gmail.com