CIBO ed EROS: intervista al Prof. Willy Pasini

Il rapporto tra cibo ed eros accompagna da sempre la storia dell’uomo: due linguaggi del piacere che si intrecciano nella cultura, nella psicologia e nella vita quotidiana. Il cibo non è soltanto nutrimento, ma un modo di comunicare emozioni, desideri, ricordi. Allo stesso modo l’eros è fatto di sensazioni, simboli, gesti che spesso trovano nella tavola un terreno comune. Per esplorare questo legame profondo abbiamo incontrato il Prof. Willy Pasini, psichiatra, sessuologo e scrittore, da anni osservatore attento dell’evoluzione del rapporto di coppia. In questa intervista, Pasini racconta come il cibo possa diventare un ponte verso l’intimità, un indicatore del carattere e persino un alleato del benessere psicofisico. Un dialogo che unisce gusto, emozioni e ironia, e che ci accompagna alla scoperta del mondo in cui cibo ed eros si incontrano.

Willy Pasini
Willy Pasini

Oggi, nel nostro “Salotto in cucina”, è venuto a trovarci il Prof. Willy Pasini, noto psichiatra, sessuologo, scrittore di successo e acuto osservatore di come è cambiato il rapporto di coppia negli ultimi decenni. Pochi però sanno che è anche un grande “amante” della buona tavola…

Intervista di Milena Passigato

Professore, la passione per i piaceri della tavola l’ha portata a diventare membro dell’Accademia Italiana della Cucina. Quali sono gli obiettivi di questa associazione?

L’Accademia Italiana della Cucina è nata negli anni ’50 da un’idea di Orio Vergani con il proposito di salvaguardare le tradizioni delle cucine regionali e valorizzare ricette e prodotti locali. Oggi conta più di 5.000 soci ed ha una propria rivista interna, “Civiltà della tavola”, organo di informazione non solo sulle attività dell’Accademia ma anche sui temi più attuali di carattere culturale e gastronomico. Io faccio parte della sezione di Ginevra perché l’Accademia valorizza anche all’estero la tradizione culinaria italiana.

Parliamo di lei: il suo piatto preferito?

Lo zabaione come lo faceva mia nonna paterna, che miscelava zucchero e uova a mano e non usava il frullatore elettrico come fanno oggi. Così era molto più buono!

Un ristorante che le è rimasto nel cuore e che consiglierebbe?

Ne vorrei citare due. Uno è a Ginevra e si chiama Il Mirtillo. Il proprietario è molto attento alla qualità, al punto che alcuni ingredienti li fa arrivare direttamente dall’Italia, come il basilico da Prà per il pesto genovese o la burrata da Andria. L’altro ristorante che consiglierei è in Italia, a Rovato, in provincia di Brescia: L’Albereta. Ai fornelli c’è lo chef pluristellato Gualtiero Marchesi. L’ideale è andarci in buona compagnia: ci sono stanze dove si può bere il vino della meditazione e, se il cielo è stellato, si può aprire il tetto e godersi lo spettacolo.

cibo e amore Willy PasiniNel 1994 lei ha scritto “Il cibo e l’amore”. Perché esiste da sempre questo connubio tra eros e cibo?

Spesso le persone vengono descritte con aggettivi che appartengono al mondo degli alimenti. Per esempio, potrei dire di una mia amica che ha i capelli dorati come il grano, gli occhi nocciola, la pelle di pesca e le labbra come susine. E poi, se c’è il giusto feeling, il passaggio dalla tovaglia alle lenzuola può essere molto breve!

I cibi afrodisiaci esistono davvero?

Ci sono alimenti considerati afrodisiaci per la loro forma, che richiama gli organi sessuali: carote e asparagi per l’uomo, ostriche e fico per la donna. Altri sono afrodisiaci per la loro funzione simbolica, come il corno di rinoceronte, i baffi di tigre o la pinna di pescecane: chi li mangia crede di acquisire forza e coraggio. Poi ci sono i veri afrodisiaci biologici: il tartufo contiene testosterone, il pesce di mare è ricco di nutrienti utili al benessere psicofisico e sessuale. Infine, vegetali come zenzero e peperoncino hanno una funzione stimolante.

E il vino?

Il vino è un “solvente del Super-Io” e favorisce gli incontri sociali e amorosi. Il problema è che mia moglie preferisce il Sassicaia mentre io un buon Amarone tipo Urlo!

Il cioccolato è un afrodisiaco?

Più che un afrodisiaco lo considero un “metadone dell’amore”, perché contiene feniletilamina, la sostanza che produciamo quando siamo innamorati. È un ottimo sostituto del partner alla fine di un amore: più che afrodisiaco, è un cibo consolatore.

Il menù ideale per una cena romantica?

Antipasto di ostriche e spumante (o prosecco). Primo: polenta con tartufo, più stimolante di pasta o riso secondo studi su cavie. Secondo: pesce di mare con verdure. Dessert: torta di albicocche, ricche di arginina, sostanza usata per sostenere l’erezione prima dell’arrivo del Viagra.

Meglio un ristorante con buon cibo o con atmosfera?

Un’inchiesta su 5.000 europei mostrava che gli uomini sono sedotti dalla qualità di cibo e vino, mentre per le donne conta di più l’ambiente, il ristorante e la conversazione.

Il modo di mangiare rivela il modo di fare l’amore?

Certamente sì. Il corpo non mente. Se a una cena romantica lui o lei guarda il piatto invece degli occhi del partner, difficilmente ci sarà un gran dopocena. Molti uomini voraci lo sono sia a tavola che a letto. Una donna che non ama le salse potrebbe essere meno disponibile agli aspetti più ludici del sesso. Tagliare la carne in piccoli pezzi tutti uguali può indicare un tratto ossessivo che limita la capacità di lasciarsi andare.

Tratto da Italiadagustare magazine – gennaio 2015

 

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