
di Teobaldo Fortunato
Durante la bella stagione, un breve viaggio in Provenza è salutare, alla ricerca di sapori, profumi e colori di una regione dove arte, cultura, storia e gastronomia si amalgamano: adagiato su una cima delle Alpilles, Les Baux de Provence è uno dei villaggi più belli del sud della Francia; la vista spazia dall’alto fino ad Arles e al Mediterraneo. Le origini sono antiche come la vicina Arles un porto greco trasformato in città romana; non lontane sono le rovine di Glanum; come sottolinea l’archeologa Claude Albore Livadie (Dir. Emerito di Ricerca presso Camille Jullian CNRS): “La cittadina scoperta nel 1921, fu scavata nel 1984. Gli scavi hanno rivelato tre insediamenti: ellenistico, romano e gallo-romano con foro, templi, terme e case con mosaici. All’esterno del sito, sono due monumenti, le Antiques: un cenotafio dedicato dagli Iulii al padre e al nonno e di un arco di trionfo, con alto rilievi, databile agli anni 10-20 d. C, come quello di Orange. Il castello medievale domina il paesaggio: la rocca subì l’invasione catalana nel XII sec. Notevole è il “Padiglione dell’Amore” della regina Giovanna. È interessante segnalare che, nel 1906, il poeta provenzale Frédéric Mistral fece costruire una replica di questo padiglione per la sua tomba nel cimitero di Maillane dove riposa dal 1914. Les Carrières de Lumières, create nel 1976 con il nome di Cathédrale d’Images, è una mostra permanente di successo: grandi immagini luminose sono proiettate sulle pareti delle gallerie scavate nella roccia del Val-d’Enfer (vallone dell’Inferno) ai piedi del paese. Nelle cave di pietra calcarea, l’artista francese Jean Cocteau ha girato nel 1960 il film “Testamento d’Orfeo”. La cappella di Saint-Blaise del XII secolo è stata decorata dal famoso pittore modernista francese Yves Brayer che ha qui il suo museo. Nell’elegante esempio di architettura provenzale rinascimentale, l’Hôtel de Porcelet (oggi museo Yves Brayer) si trovano la collezione di dipinti e mostre temporanee. Nel 2022, le opere della scultrice francese Camille Claudel (amante e rivale femminile di Rodin) saranno esposte con due opere mai mostrate al pubblico. Accanto alla collezione permanente, da poco rinnovata di dipinti, disegni, stampe e ceramiche di Yves Brayer, il museo ospiterà per la prima volta una mostra di arte contemporanea su progetto del giovane ed affermato artista Michal Korman e dell’Agenzia EEA con l’aiuto della produzione di Edelweiss Film. Michal Korman ci racconta: “Nella cittadina di Saint-Rémy-de-Provence, giù per la collina, a 5 km da Les Baux de Provence, si visitano il convento e l’ospedale psichiatrico di Saint-Paul de Mausole, dove Van Gogh dipinse alcuni dei suoi dipinti! A Saint-Rémy-de-Provence, città natale di Nostradamus, vi sono due musei: uno dedicato all’arte antica e l’altro all’arte moderna (Musée Estrine). Dall’altra parte della montagna visibile da Les Baux, vi è l’abbazia di Montmajour, (patrimonio dell’UNESCO). Van Gogh vi dipinse il Tramonto a Montmajour nel 1888. All’intrattenimento provenzale della corrida, vi è quella di Arles e il tradizionale Corsa camarguaise con tori nelle arene di Saint-Rémy de Provence durante l’estate. Les Baux de Provence è la patria del vino: l’ADC Les Baux-de-Provence copre sei comuni su 250 ettari di vigneti. Importante è l’influenza del Maestrale; ci sono due tipi di Maestrale in questa regione: il “Maestrale bianco”, che schiarisce il cielo e asciuga l’umidità delle viti, e il “Maestrale nero”, che porta la pioggia. Questo ADC, noto per i suoi rossi, produce tutte e tre le tipologie di vino, fino a 8.300 ettolitri all’anno. Sono ottenuti da vari vitigni come Grenache, Mourvèdre, Syrah, Cinsault. I bianchi possono essere prodotti nel terroir di Les Baux con la denominazione di Coteaux-d’Aix-en-Provence. I vini dell’ADC Les Baux de Provence hanno una personalità marcata: sono strutturati con sentori di spezie e macchia, per i rossi (80%), e i rosati accompagnati da note di frutta. Per degustarli, bisogna accompagnarli con un buon piatto!” Sia la nota archeologa Claude Albore Livadie (nativa di queste terre) che l’artista Michal Korman concordano nel consigliare il ristorante “Une Table au Soleil” con terrazza ombreggiata, l’”Hostellerie de la Reine Jeanne” con una bella vista; o un incantevole giardino nella valle: La Cabro d’Or Baumanière” che è anche un hotel di lusso. Tra le specialità, l’agnello agli agrumi canditi e le conchiglie St. Giacomo. Va citato inoltre, il Baumanière Hotel Restaurant Relais & Chateaux, un hotel di lusso, si estende su 20 ettari di parco. Anche “l’Auberge de Saint-Rémy” gestisce un ristorante tre stelle Michelin: “l’ADN” degli chef Fanny Rey e Jonathan Wahid; la cucina è raffinata con prodotti locali. Il quadro è magico e un lungo weekend di primavera ritemprerà il corpo e la mente dopo i grigi mesi d’inverno!
Tratto da “Viaggi” di
24orenews.it Magazine Maggio 2022











