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Si sposta a Milano al Teatro Menotti, Giovanni Anzaldo, talentuoso giovane attore classe 1987, protagonista dell’adattamento di Amerika di Franz Kafka per la regia di Maurizio Scaparro, da questa sera sino a domenica in scena. Nei panni di Karl Rossmann, giovane ebreo europeo, viene inviato in America come un pacco postale per sfuggire ad uno scandalo che lo vede coinvolto con una domestica. Deve raggiungere lo zio Jacob, un autentico “zio d’America” che deve trovargli un lavoro e una sistemazione. Ed è così che iniziano le tribolazioni del giovane uomo-cavallo (Ross – Man) in un’America che rivela già, nella visione fantastica ma sorprendentemente profetica di Kafka, i sui mali, le sue contraddizioni ma anche la sua dirompente vitalità. Al ritmo della musica jazz di Scott Joplin, lo spettacolo ripercorre, nell’adattamento di Fausto Malcovati e con la regia di Maurizio Scaparro, la storia dell’emigrante

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Rossmann, del suo viaggio, della sua vita errante in cerca di un benessere (il sogno americano?) che sembra sempre a portata di mano ma che rimane inafferrabile.

Lo spettacolo viene proposto, dopo la prima fortunata edizione del 2000, in occasione del semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea. Ed è proprio Giovanni Anzaldo ad interpretare questo ricercatissimo personaggio. per il giovane Anzaldo il 2014 è stato l’anno della consacrazione con la partecipa89!3 nel cast principale di Il capitale umano, il primo dramma di Paolo Virzì vincitore di sette David di Donatello.[Nel 2014 inoltre passa da un set all’altro dal set di Mi chiamo Maya, opera prima di Tommaso Agnese, a quello de L’attesa, opera prima di Piero Messina, in cui recita accanto a Juliette Binoche, fino all’appena concluso di girare “Mille Volte addio” di Fiorella Infascelli.  Tutti i tre progetti cinematografici usciranno nel corso del 2015 portando alla ribalta del pubblico la grande poliedricità dell’attore di origine torinesi nato con un unico e riuscitissimo obiettivo: fare l’attore.

Note dello spettacolo

Amerika di Franz Kafka

regia Maurizio Scaparro

traduzione e adattamento di Fausto Malcovati e Maurizio Scaparro

con Ugo Maria Morosi, Giovanni Anzaldo, Carla Ferraro e con Giovanni Serratore, Fulvio Barigelli, Matteo

Mauriello

musiche ispirate alla cultura yiddish della vecchia Europa e al jazz nero di Scott Joplin  adattate da

Alessandro Panatteri, eseguite dal vivo da Alessandro Panatteri, piano

Andy Bartolucci, batteria – Simone Salza, clarinetto

scene Emanuele Luzzati

riprese da Francesco Bottai

costumi Lorenzo Cutuli

movimenti coreografici Carla Ferraro

regista assistente Ferdinando Ceriani

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