Caterina Caselli Giovanni Caccamo Sanremo 2015 b
Caterina Caselli Giovanni Caccamo Sanremo 2015 B

L’arte di fare musica… 
di Mauro Caldera.


Caterina Caselli è un grande punto di riferimento che sforna talenti per il Festival di Sanremo e per la musica, in Italia e nel mondo. La sua scuderia è famosa per l’attenzione che rivolge agli artisti e alla loro oculata ricerca che nel tempo sboccia nella proposta di progetti artistici.

Il Festival è un grande contenitore della musica che sta diventando sempre più uno show televisivo dove c’è la possibilità di ascoltare canzoni di diverso stile.

Cosa ne pensa dei talent show?

“Sono sicuramente un’opportunità. I tempi musicali per lavorare seriamente sulle carriere dei ragazzi non sono quelli televisivi. Il talento è democratico e lo puoi trovare ovunque: un conto è fare una bella canzone, specie se accompagnata da un po’ di fortuna, un conto è lavorare seriamente e pensare di progettare e consolidare una carriera, mettendo la musica al centro, trasformandola in lavoro. Non sempre le due cose vanno insieme. Io ho sempre lavorato con i talenti, o presunti tali, cercando di fare per loro quello che avrei voluto avessero fatto con me”.

Sanremo è…

“E’ un palcoscenico: nella vita ci sono diversi tipi di palcoscenici. Quelli più prestigiosi vanno conquistati con il lavoro, con la serietà e con l’attitudine. Non faccio discriminazioni: dico solo che il buon lavoro in genere paga”.

Caterina Caselli Sanremo 2015Obiettivi a lungo termine?

“Noi siamo costretti a fare così: siamo una casa discografica indipendente e per come si stanno mettendo le cose oggi, dobbiamo pensare a qualcosa di unico, rivolto a un mercato internazionale. Dobbiamo rapportarci e confrontarci con l’offerta del grande mercato. Per essere competitivi occorrono risorse: la crisi ha toccato tutti e noi siamo particolarmente offesi in questo momento. Dobbiamo cercare di essere bravi, con i migliori talenti e con le migliori offerte, avendo a disposizione forze esigue”.

Cosa dobbiamo fare?

“Aver fortuna ed esserci al momento giusto, nel posto giusto, con le orecchie aperte e soprattutto cercando di lavorare. Anche l’idea, l’innovazione e l’unicità, alla fine pagano: dobbiamo solo verificare se i tempi sono dalla nostra parte. …si dice che le verità vengono sempre a galla”.

Quale il segreto del successo?

“Non c’è un segreto: bisogna avere tanta fortuna, essere al momento giusto (non voglio ripetermi), aver dormito bene la notte ed essere in grado di cogliere, dopodiché c’è dietro tanto lavoro”.

Ha già previsto una sua valida erede professionale?

“Si, sicuramente c’è e non la conoscete: è una ragazza pugliese, che compone, nella quale mi sono rivista. Per ora non svelerò il nome…ma ci rincontreremo tra un po’, quando saremo pronti”.

Cosa ci può dire di Caccamo e della sua vittoria?

“Caccamo ha un disco bellissimo, molto vario, scoperto da Franco Battiato. E’ un autore semplice ma non banale. E’ troppo simpatico e intelligente: distribuisce cioccolato di Modica a tutti”.

Si dice che Caccamo abbia un po’ inseguito Battiato…

“Diciamo che ha fatto dei buoni appostamenti”.

Qual è lo stereotipo della canzone sanremese?

“Una volta, Andrea Bocelli disse una cosa: bisogna avere le canzoni che vincono i centro metri. Con la sua “Il mare calmo della sera” vinse mentre con “Con te partirò” arrivò quarto vendendo poi 18 milioni di album nel mondo”.

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