Chioggia Duchessa delle Acque
Il Canal Vena, parallelo al Corso del Popolo

Chioggia Duchessa delle Acque non è regina, né principessa. La sua storia è troppo intensa per una simile leggerezza. Non è una dea, come Venezia ritratta da Tiepolo a metà Settecento nel Palazzo Ducale. E nemmeno marchesa: Chioggia non ha confini chiusi, ma piuttosto una forte identità culturale e civile. È “Duchessa”, un titolo che le calza alla perfezione, con tutta la sua nobiltà, fierezza e resilienza. Un titolo che racconta una città orgogliosa, capace di difendersi, di resistere, e mai davvero soggiogata, anche quando ha dovuto cedere alla forza altrui.Venezia è un pesce, Tiziano Scarpa

Ancora oggi Chioggia conserva questa identità. L’apparenza veneziana non la definisce del tutto: Chioggia è anche terraferma, per natura e non solo per difesa. Un tempo piccola realtà lagunare, oggi rappresenta la principale città al di qua della linea Pellestrina-Malamocco-Lido, in un contesto in cui Venezia ha perso parte della sua vitalità. Mentre i veneziani emigrano dalla laguna, ridotti ormai a 40.000 residenti, Chioggia resta viva e popolata da circa 50.000 abitanti, tenaci e concreti. Mentre Venezia si trasforma in un luna park per turisti, Chioggia lavora ancora con realismo e misura.

La laguna non è più un’entità geopolitica, ma un ambiente naturalistico. Al centro, la straordinaria Venezia, con la sua ineguagliabile bellezza e attrattività turistica. E se Venezia è un “pesce”, come scrive Tiziano Scarpa, allora Chioggia ne è la spina dorsale. Guardandola dall’alto, Chioggia si rivela con chiarezza: Corso del Popolo è la sua arteria principale, accompagnata dal Canal Vena, attorno al quale si snodano calli, vicoli e canali. Una città d’acqua e di terra, un tempo fragile e oggi pienamente strutturata, immersa in un sistema complesso di acque dolci, salate e miste.

Corso del Popolo, via di terra parallela al Canal Vena 1Chioggia è attraversata da fiumi e canali, che si intrecciano con il mare e la laguna. L’acqua dolce dei corsi fluviali incontra quella salata del mare visibile dalla flotta di pesca e dalle spiagge di Sottomarina, la “bisbetica moglie” cittadina. Poi c’è l’acqua mista della laguna, da ammirare dal Ponte di Vigo, circondata da leggende, leoni e gatti, simboli e custodi della storica Colonna.

colonnadivigo chioggia
colonnadivigo chioggia

A differenza di Venezia, Chioggia non ha mai considerato la terra solo come confine o risorsa da sfruttare. L’agricoltura è parte integrante della sua economia, da sempre rivolta al consumo locale e al commercio nel territorio circostante, piuttosto che al rifornimento della Serenissima. Anche prima che Sottomarina diventasse meta balneare, Chioggia era già profondamente legata alla terra.

Il mare per Chioggia significa soprattutto pesca. I chioggiotti non sono mercanti, ma pescatori. La loro flotta è la più grande dell’alto Adriatico, e il mercato del pesce è uno dei più vivaci ed efficienti. Le antiche imbarcazioni colorate hanno lasciato il posto a pescherecci moderni, ma la tradizione continua con forza. A differenza di località come Porto Garibaldi, Chioggia non ha perso il controllo della sua economia ittica, mantenendo una forte identità nel settore.

La lisca del pesceDa Chioggia si diramano itinerari lagunari verso Cà Roman e Pellestrina, perfette per il cicloturismo, fino a Malamocco e al Lido di Venezia. Da qui si accede facilmente ai Giardini e all’Arsenale, sedi delle celebri Biennali, e si può vivere la magia di Venezia, tra musei, eventi e calli. Ma solo chi arriva da sud, dal cuore concreto e laborioso di Chioggia, può apprezzarne appieno la bellezza, senza lasciarsi trascinare in un sogno vacanziero fittizio.

Barche colorate dell'antica flotta chioggiotta

Ci sono poi le rotte marine, con escursioni che mostrano la costa oltre i murazzi e i confini della laguna. A largo, si incontrano delfini e si seguono le antiche vie marittime dei mercanti veneziani, sospinti dai venti di bora e scirocco verso il Mediterraneo. Qui si svolsero i rapporti con il mondo arabo, le rotte eurasiatiche e lo scontro con Genova, che culminò proprio nell’assalto a Chioggia. Le tracce di quell’evento sono ancora visibili, tra i cognomi Doria e la frazione di Zena.

Anche le vie d’acqua dolce sono essenziali: i fiumi come il Gorzone, navigabili o costeggiabili in bicicletta, conducono fino al delta del Po, attraversando la foce del Brenta e l’Adige. Qui la provincia di Rovigo racconta un’altra Chioggia, fatta di agricoltura rispettosa dell’ambiente, come accade nei Boschi della Mesola e in altre aree naturalistiche protette.

Vele e chiglie colorate dei pescatori chioggiotti

Chioggia offre infine momenti di relax tra le sue spiagge. Dalla riserva di Cà Roman alle attrezzate spiagge di Sottomarina, fino a Isola Verde, Albarella e Porto Viro, si snoda una costa lunga e ricca, soffiata da venti balsamici e iodati, che la tradizione popolare definisce addirittura curativa.Giambattista Tiepolo Venezia riceve l'omaggio di Nettuno 1745 50

Tutto questo contribuisce a rendere Chioggia il fulcro di un comprensorio turistico che si estende dalla laguna di Venezia fino al delta del Po. Un gruppo di giovani imprenditori locali – tra cui Carmela D’Apice e Morgan Villan, con il supporto di Francesca Bertaglia e la creatività di Giulia Boscolo – ha colto il potenziale di questo territorio, in un momento di transizione del turismo globale. Il loro invito è chiaro: occorre un piano organico e sistemico per valorizzare il turismo a Chioggia e dintorni.

Non basta contare su operatori privati come “ca.sa.check.s.r.l.s.”, che gestisce con qualità quasi 80 unità abitative, o su iniziative come i locali “Bacaro da Morgan” o “Do Ombre”. Serve un’azione corale che coinvolga enti pubblici, dalla Regione Veneto all’Unione Europea, passando per comuni, province e Stato. Mobilità, sanità, arredo urbano, valorizzazione del patrimonio artistico: ogni aspetto è cruciale per costruire un’infrastruttura turistica all’altezza delle potenzialità del territorio.

Stemma di Chiogggia con Leone rampante

Per ora, il turismo globale guarda altrove, verso l’Oceano Pacifico o l’Indiano. Ma Chioggia, Duchessa delle Acque, ha tutto per competere. Serve solo il coraggio e la visione per far muovere la montagna verso Maometto.

Chioggia Duchessa delle Acque

Servizio a cura di Sergio Bevilacqua
A cura di Sergio Bevilacqua
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