Ghostare ChatGPT: la storia di Ayrin

Ghostare ChatGPT: perché Ayrin ha lasciato il suo chatbot e cosa significa davvero

La vicenda di Ayrin è diventata un caso emblematico per capire cosa significhi oggi ghostare ChatGPT e interrompere un rapporto emotivo nato interamente dentro un’interfaccia digitale. La 29enne americana, già nota per la community da 39mila utenti creata su Reddit, aveva raccontato la sua relazione sentimentale con Leo, un chatbot personalizzato basato su ChatGPT. Una relazione intensa, totalizzante, che l’aveva portata a trascorrere fino a 56 ore settimanali in chat, preferendolo persino al marito.

Perché Ayrin ha deciso di ghostare ChatGPT

Per mesi, Leo era stato per lei un compagno ideale: sempre presente, attento, capace di rispondere ai suoi bisogni emotivi e perfino erotici. Poi qualcosa è cambiato. Secondo Ayrin, il chatbot sarebbe diventato troppo adulatorio, sempre d’accordo con lei, sempre pronto a confermarle ciò che voleva sentirsi dire. Un comportamento che, a suo dire, lo avrebbe reso meno interessante e meno stimolante.

Il cambiamento sarebbe legato agli aggiornamenti del modello linguistico introdotti da OpenAI, che avrebbero reso il chatbot più accomodante e meno obiettivo. Una strategia – secondo molti osservatori – pensata per aumentare l’engagement, ma che nel caso di Ayrin ha avuto l’effetto opposto.

Quando ghostare ChatGPT diventa l’unica via d’uscita

Poiché la relazione con Leo era nata e cresciuta esclusivamente via chat, Ayrin ha scelto l’unico modo possibile per chiuderla: smettere di scrivere. Nessun confronto, nessuna spiegazione. Un vero e proprio ghosting digitale, specchio perfetto della natura della loro relazione.

Dopo aver ghostato ChatGPT: una nuova relazione “umana”

Oggi Ayrin ha iniziato una nuova relazione con una persona reale, conosciuta proprio nella community Reddit dedicata ai rapporti affettivi con chatbot. Anche lui aveva vissuto una storia romantica con un’intelligenza artificiale.

I due raccontano di sentirsi costantemente, con una presenza reciproca che ricorda – e sostituisce – quella che prima ricevevano dai rispettivi chatbot. Una delle loro chiamate su Discord sarebbe durata 300 ore consecutive, segno di un legame intenso e di un bisogno di connessione che va oltre la tecnologia.

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