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Smog e DNA: come l’inquinamento può alterare i nostri geni

La relazione tra smog e DNA è al centro di numerosi studi scientifici. Le ricerche mostrano come l’inquinamento atmosferico possa influire sui meccanismi biologici più profondi del nostro organismo. Un gruppo di ricercatori dell’Università Statale di Milano ha analizzato l’impatto delle polveri sottili (PM10) su diverse categorie di persone, tra cui vigili urbani, anziani e operai esposti a livelli elevati di inquinanti. I risultati evidenziano modificazioni misurabili nei processi di metilazione del DNA, un fenomeno epigenetico che può influenzare l’attività dei geni.

Andrea Baccarelli è responsabile del Centro di epidemiologia molecolare e genetica del Policlinico di Milano. Secondo Baccarelli, nelle cellule delle persone esposte allo smog si osservano variazioni nella metilazione rispetto a chi vive in ambienti meno inquinati. Questo indica che respirare aria contaminata può alterare la regolazione dei geni anche in tempi brevi, come dopo una settimana caratterizzata da livelli elevati di PM10.

Lo studio è iniziato con un gruppo di vigili urbani milanesi, confrontati con impiegati non esposti alle polveri sottili. Le differenze riscontrate hanno portato ad ampliare la ricerca, includendo 1.800 anziani di Boston, una popolazione particolarmente sensibile agli effetti dell’inquinamento. Durante i picchi di smog, i ricercatori hanno osservato una diminuzione della metilazione in specifiche regioni del genoma, insieme a un aumento della frequenza di eventi cardiovascolari.

Gli studi mostrano come lo smog possa influire sui meccanismi epigenetici

Ulteriori conferme arrivano dagli operai di un’acciaieria italiana, esposti a polveri sottili in modo intermittente. Le analisi condotte a inizio e fine turno mostrano che alcuni geni legati all’infiammazione cambiano attività dopo l’esposizione. Questa alterazione epigenetica potrebbe favorire fenomeni trombotici.

Pier Mannuccio Mannucci, professore di medicina interna all’Università di Milano, spiega che le polveri sottili attivano in senso infiammatorio le cellule immunitarie delle vie aeree, in particolare i macrofagi alveolari. Queste cellule rilasciano citochine che possono contribuire a reazioni infiammatorie o allergiche.

 

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