Paesaggi Rurali di Interesse Storico

Il valore dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico e il nuovo Premio PRIS

Il settore agricolo vede la nascita di un’importante iniziativa volta a celebrare chi si impegna attivamente nella salvaguardia del paesaggio rurale di pregio. L’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS), Ente del Terzo Settore, ha infatti istituito il primo concorso nazionale dedicato a premiare la promozione di metodi agricoli, forestali e pastorali legati alla tradizione e dotati di un profondo valore storico. Il bando si rivolge a chiunque abbia realizzato interventi di riqualificazione, conservazione, studio o persino comunicazione su questo tema, purché le attività siano attualmente in corso o ultimate da non oltre tre anni. La partecipazione è estremamente ampia: possono candidarsi amministrazioni pubbliche, enti no-profit, consorzi, aziende agricole e singoli cittadini. Il riconoscimento previsto consiste in un premio in denaro di 2.000 euro, con scadenza per l’invio delle domande fissata al 27 marzo 2026.

Tecniche tradizionali che modellano il paesaggio italiano

L’obiettivo di questo premio è dare risalto e protezione a quelle tecniche produttive che, nei secoli, hanno modellato l’identità visiva e culturale del territorio italiano, rendendolo celebre a livello globale. Si fa riferimento a elementi iconici del nostro orizzonte: dai terrazzamenti costruiti su pendii scoscesi ai muretti a secco, dai sistemi di irrigazione antichi ai vigneti “eroici”. Non vengono dimenticati i boschi gestiti per la produzione di legname o farina di castagne, né i pascoli e gli uliveti secolari che mantengono intatta la loro funzionalità estetica e produttiva. Questa forma di agricoltura non si limita a curare il suolo, ma definisce l’essenza stessa della cucina italiana, oggi riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Il ruolo della civiltà agricola nella cultura nazionale

A sostegno dell’iniziativa, il Professor Mauro Agnoletti, figura di spicco nel panorama del paesaggio rurale, sottolinea come la civiltà agricola sia il pilastro della cultura nazionale. Egli ricorda come la bellezza architettonica dell’Italia sia indissolubilmente legata alla terra. Ad esempio, il Duomo di Firenze fu edificato grazie ai proventi del commercio della lana, derivata dalla pastorizia toscana, e utilizzando il legname proveniente dai boschi del Casentino. Si tratta di foreste che non sono “selvagge”, ma il frutto di secoli di sapiente gestione umana.

Paesaggi rurali come motori di resilienza e transizione ecologica

In conclusione, Federica Romano, direttrice di PRIS, evidenzia come queste pratiche tradizionali rappresentino la “diversità bioculturale”. Esse non sono solo un retaggio del passato, ma modelli di resilienza capaci di affrontare le sfide economiche e climatiche odierne. Questi sistemi agricoli agiscono come motori per la transizione ecologica, garantendo la sopravvivenza delle comunità locali e il rinnovamento delle tradizioni, ottenendo per questo prestigiosi riconoscimenti da istituzioni come la FAO e il Ministero dell’Agricoltura (MASAF).

Foto: courtesy of Associazione PRIS

Teobaldo Fortunato
Archeologo e giornalista culturale, Teobaldo Fortunato scrive per testate italiane e francesi e cura mostre e progetti editoriali in Italia e all’estero. Leggi di più

Bando di concorso e modalità di partecipazione:
https://www.associazionepris.it/blog-detail/post/592988/premiopaesaggiruralistorici2026

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