Tributo alla Musica napoletana by GNUT e ALESSANDRO D'ALESSANDRO

Un tributo alla musica napoletana che unisce tradizione e ricerca

In un intenso tributo alla musica napoletana, Gnut e Alessandro D’Alessandro hanno portato sul palco Dduje Paravise, un progetto che rilegge i classici partenopei con una sensibilità contemporanea. Un evento dedicato alla scoperta dei classici della musica napoletana rivisitati mediante il confronto creativo tra due artisti unici, Gnut e Alessandro D’Alessandro. L’opera “Dduje Paravise” si è tenuta il 3 maggio alle ore 19 presso il PARC (Performing Arts Research Centre) a Firenze (piazzale delle Cascine 4/5/7) per la quinta tappa di Mixité – Suoni e voci di culture antiche e attuali curata da Toscana Produzione Musica. Un set per voce, organetto modificato, basi elettroniche e chitarre ideato per creare un legame tra la storia partenopea e lo stile moderno dei due protagonisti.

Da Libero Bovio a Murolo, da Carosone fino a Pino Daniele il percorso toccherà i pezzi cardine dei percorsi di Gnut e D’Alessandro, riscritti appositamente per questo nuovo duo. Gnut risulta tra i più validi autori odierni, creatore di un sound dove si mescolano, con assoluta fluidità, svariate radici sonore, arricchite dal modo lieve e seducente del vernacolo. Compositore e ricercatore, primo nel testare l’elettronica unita al proprio organetto ‘preparato’, Alessandro D’Alessandro figura tra i nomi più d’avanguardia del panorama italiano.

Il dialogo creativo che rinnova la tradizione partenopea

Si conobbero durante una residenza artistica promossa proprio da Toscana Produzione Musica, scoprendosi uniti dall’attrazione per le medesime opere che hanno poi riadattato come se seguissero i passi di una “formazione emotiva”, segnata da un insieme di interpreti. Dduje Paravise è un disco curato da Squilibri e un atto scenico che saprà sorprendere e toccare grazie alla verve e all’estro, alla libertà e alla cura di un taglio del tutto nuovo verso la memoria. In scaletta icone quali Carmela, Maruzzella ed E ccerase si fondono a brani più attuali come Villanella di Cenerentola (noto pezzo firmato da De Simone per La gatta cenerentola), Cammina cammina di Pino Daniele e, per discendenza diretta, ai nuovi frutti nati dal lavoro comune dei due talenti.

L’appuntamento rientra nella cornice di Mixité – la kermesse di Toscana Produzione Musica, guidata da Maurizio Busia e Francesco Mariotti, che sino al 28 maggio anima i giorni fiorentini indagando i molti colori della world music, del jazz e della ricerca odierna. Nuova data il 10 maggio con Enji Erkhem. Nata a Ulan Bator dentro una stirpe di artisti, ha appreso la musica in Germania per via di un bando per giovani promesse del Goethe Institute dove è scoccata la scintilla per il jazz, che l’ha resa la saggista e musicista che vediamo oggi.

Nel live per Mixité vivremo i suoi lavori, da Mongolian Song, inciso nel 2017, dove rilegge canti popolari mongoli, sino al disco recente, il quarto, intitolato Sonor. In coda, il 17 maggio, Marta Del Grandi, voce milanese di radice jazz, che ha vissuto tra la Cina e il Nepal, a Kathmandu. Tra le firme emergenti più note nel settore nazionale, ascolteremo a Mixité Dream Life, uscito da poco per Fire Records.

I protagonisti: due percorsi che si incontrano sul filo della ricerca

Gnut, chitarrista e autore parthenopeo, spicca nel mondo musicale del Paese per il tocco peculiare che unisce il canto di Napoli a richiami della scena folk britannica e d’oltreoceano. Nato nel 1981, ha avviato la strada incidendo vari dischi che provano un’evoluzione e una tempra creativa di rilievo. Tra essi, brillano titoli come Il rumore della luce, curato da Piers Faccini, e Nun te ne fa’, che mostrano il suo vario sentire musicale.

Oltre a essere un solista, Gnut ha scritto temi per il cinema e i video, cooperato con colleghi e curato lavori per diversi talenti. La sua dote nel muovere i cuori col songwriting e il suo tipico graffio vocale gli hanno dato premi e l’amore della gente e dei critici. Gnut è pure attivo nel ramo della produzione e della gestione artistica, seguendo piani che lanciano la canzone d’autore e i suoni d’Italia. La sua storia è piena di unioni di valore e di concerti in grandi rassegne sia in Italia che fuori, fissando il suo peso come uno dei nomi più fini del moderno scrivere canzoni.

Le radici artistiche che definiscono il loro linguaggio

Alessandro D’Alessandro è un celebre virtuoso dell’organetto, curatore e autore, noto per il taglio d’avanguardia sulla musica di radice. Nato a Coreno Ausonio nel Basso Lazio, ha preso a studiare lo strumento a 9 anni, traendo le basi della tecnica dalla folta eredità locale. La sua vita è segnata da una perenne ricerca sonora, che vede il ricorso innovativo dell’elettronica fusa all’organetto, dando corpo a ciò che definisce “organetto preparato”.

Il suo genio è noto sia in Italia che all’estero, presenziando a molti palchi globali e lavorando con artisti di peso come Elio, Sergio Cammariere, Daniele Sepe e tanti altri. Ha pure un ampio catalogo che vanta unioni e piani singoli, come il premiato disco Canzoni – per organetto preparato & elettronica (Premio Loano, Targa Tenco). Oltre ai live, D’Alessandro opera nel ramo della scuola e della regia artistica, aiutando molto in piani di cultura e di studio. Ha inoltre scritto temi per film, prosa e documentari, provando la sua duttilità e la forza del suo estro creativo. L’iniziativa ha il sostegno di Regione Toscana e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Inizio concerto ore 19, biglietti 8-10€, prevendite su Ticketone, info: www.toscanaproduzionemusica.it.

Teobaldo Fortunato

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