Il territorio casertano custodisce una delle più preziose tradizioni manifatturiere del Mediterraneo. Dalla seta di San Leucio all’oreficeria contemporanea di Oromare, prende forma un racconto fatto di maestria, innovazione e memoria, in cui l’eredità borbonica continua a vivere attraverso il lavoro degli artigiani. Qui la manifattura non è soltanto un’eccellenza produttiva, ma uno dei linguaggi con cui il territorio esprime la propria identità.
Oromare: il distretto orafo di Marcianise
A rappresentarne l’evoluzione è Oromare, il polo orafo di Marcianise, dove oltre quaranta imprese locali e nazionali trasformano oro, pietre preziose e corallo in creazioni destinate ai mercati internazionali. Guidato dall’amministratore delegato Gennaro Mincione, il distretto è oggi uno dei centri più dinamici del Mezzogiorno. Un luogo dove la tradizione incontra l’innovazione, dove la manualità diventa eccellenza e dove la produzione B2B raggiunge rivenditori e maison di tutto il mondo.
Tra le realtà presenti spicca Foè Gioielli, fondata nel 1980 da Romualdo Pettorino, attuale Presidente degli Orafi della CNA Campania, figura centrale nel panorama artigianale regionale. Accanto a questo ruolo, Pettorino porta avanti una tradizione familiare che affonda le radici nel 1936, quando la sua famiglia iniziò a lavorare diamanti e pietre preziose. Oggi Foè Uomo interpreta un’eleganza maschile contemporanea: oro in diverse tonalità, gemme selezionate personalmente dal gemmologo Pettorino, linee essenziali e un design ricercato che punta sulla qualità e sulla personalità. Ogni gioiello è pensato per uomini attenti ai dettagli, desiderosi di distinguersi con uno stile Made in Italy che unisce tradizione, tecnologia e cura estrema del materiale.
Garofalo Cammei: l’eredità del cammeo torrese

La nostra visita ai laboratori di Oromare si apre nel laboratorio Garofalo Cammei, dove ci accoglie Crescenzo Garofalo, erede di una delle famiglie più rappresentative dell’incisione torrese. Suo padre, Gennaro Garofalo, è stato uno dei maestri incisori più innovativi del panorama internazionale, capace di rinnovare lo stile classico del cammeo e di influenzare un’intera generazione di artigiani. Crescenzo ci mostra le conchiglie stratificate, gli strumenti, i profili che emergono da pochi millimetri di materia, raccontando una tradizione che davvero “si tramanda di padre in figlio”. Dal 2009, con la nascita di Garofalo Cammei, la famiglia ha introdotto la filosofia del prêt‑à‑porter nel mondo del cammeo, rendendo queste sculture in miniatura contemporanee e riconoscibili nel panorama del Made in Italy. La visita è breve ma intensa, un incontro che restituisce l’anima più autentica del distretto.
Generoso Gioielli 1970: l’eccellenza che conquista la Real Casa di Borbone

Proseguiamo nel laboratorio Generoso Gioielli 1970, dove ci accoglie Generoso De Sieno, maestro orafo che da cinquant’anni porta avanti la tradizione partenopea con una dedizione che si percepisce in ogni gesto. Insieme alla moglie Luisa e ai figli Gennaro e Vincenzo, realizza opere d’arte apprezzate in tutto il mondo. Il laboratorio custodisce un riconoscimento raro: Generoso Gioielli è fornitore ufficiale della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Lo testimoniano alcune fotografie esposte, tra cui quella della Principessa Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, ritratta mentre indossa un collier creato proprio da Generoso.
È lo stesso maestro orafo a raccontarci l’aneddoto che ha conquistato la famiglia reale: un sistema innovativo che permette di indossare orecchini preziosi senza avere i buchi alle orecchie. Una soluzione elegante, invisibile, che ha stupito la principessa e aperto la strada a una collaborazione prestigiosa. Nel laboratorio, l’oro prende forma attraverso materiali ricercati, gemme di qualità e tecniche contemporanee, dando vita a gioielli che sono simboli di emozione e bellezza. La visita è breve ma intensa: osserviamo un gioiello in lavorazione, tocchiamo le superfici ancora in fase di rifinitura, percepiamo la continuità di un mestiere che ha saputo conquistare il mondo senza perdere la sua anima.
Longobardi Incastonatori: la precisione che completa il gioiello

La nostra visita si conclude nel laboratorio di Longobardi Incastonatori, dove la precisione diventa arte silenziosa. Ciro Longobardi ci accoglie nel suo spazio di lavoro, specializzato nell’incastonatura e nella microincassatura di pietre preziose. È un mestiere che richiede mano ferma, occhio esperto e strumenti all’avanguardia, ma soprattutto una sensibilità che permette alla pietra di trovare la sua sede naturale nella montatura. Ciro ci mostra una microincassatura in corso: la lente, la punta, la gemma che si adagia nella sede preparata con cura millimetrica. Molte aziende del distretto si affidano a lui per l’ultimo passaggio del gioiello, quello che ne determina la qualità finale. La visita è breve ma rivelatrice: dopo la creatività di Garofalo e l’eleganza di Generoso, Longobardi rappresenta la precisione che tiene insieme tutto il resto, il punto in cui la bellezza trova la sua struttura e la sua luce.
Una bellezza che nasce dal lavoro
Lasciando Oromare, resta la sensazione di aver attraversato un luogo in cui la bellezza non è un concetto astratto, ma un fatto quotidiano. Nei laboratori di Garofalo, Generoso e Longobardi, l’oro, le pietre e le conchiglie non sono materiali: sono storie, gesti, memorie che si trasformano in forma. Qui la tradizione non è nostalgia, ma un sapere che continua a evolversi, sostenuto da mani che custodiscono il passato e lo proiettano nel futuro.
Marcianise rivela così la sua identità più profonda: un territorio capace di unire creatività e rigore, immaginazione e tecnica, artigianato e impresa. In questo distretto, ogni laboratorio è un tassello di un mosaico più grande, un organismo vivo che racconta la Campania attraverso ciò che crea. E quando si esce da Oromare, con ancora negli occhi la precisione di un’incassatura o la luce di un cammeo appena inciso, si comprende che l’eccellenza non è un’etichetta: è un modo di stare al mondo, un modo di lavorare, un modo di raccontare la propria terra.











