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SEGNI DI VITA

Mostra personale di Diego Boiocchi –

presso il Castello dè Beccaria – Arena Po (PV)

dal 11 al 26 giugno 2016

“Non so se la definizione di pittore mi si addica. Faccio disegni figurativi, grafiche, graphic design, collage polimaterici, dipingo a olio e acquerello, i miei lavori sono su carta, tela, legno, materie diverse, scrivo musica per le mie creature artistiche. Ricostruisco il mondo smembrato in una nuova armonia”.

Diego Boiocchi è un silenzioso protagonista del fare arte, oggi.

Un silenzioso nel senso che non si presenta sulla scena in cerca di applausi,  viene cercato. Critici, curatori e galleristi di mezza europa lo invitano perché presenti le sue ricerche estetiche che intrecciano il figurativo, l’astratto e il concettuale. 

Gli spazi del Castello di Arena Po s’illuminano  con  50 opere esposte realizzate, dal 2014 ad oggi, nella mostra personale SEGNI DI VITA.

Ogni opera è un collage mentale che attraverso la mano o il computer, una stampante o un plotter, esprime un’eccitazione  vitale sempre nuova.

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Progetti più che opere, segni, messaggi sublimati in nuove icone del vivere quotidiano eletto ad arte.

Il bello della mostra personale di Diego Boiocchi è che fa rivivere, in un concettuale estremo, intenso, implosivo, il silenzio antico  di queste mura con opere meditative  che riflettono la sua personale visione dell’essere quando si affaccia al  divenire.

La radice di queste opere incorniciate ci fa piegare lo sguardo sulle nuove installazioni alla ricerca di identità o diversificazione.

Nelle installazioni, “finestre” luminose sul pensiero, Boiocchi traccia il visibile e l’invisibile, tematizza l’intreccio dei sensi,  il soggetto e l’oggetto e si viaggia verso la più universali delle tangenze, quella fra l’uomo e il mondo.

Queste “finestre” retro-illuminate evidenziano una struttura quadrata  sagomata in cui si declinano  testi che portano alla vita e dintorni.

Il focus è concentrato sui  temi della VITA, la FUGA, la GRAVITA’, il LIBERO ARBITRIO.

E riaffiora il titolo della mostra, SEGNI DI VITA che ora trova più senso, altri significati.

L’ approccio tecnologico essenziale, il ristretto vocabolario del bianco, la quasi scientifica ingegnosità che l’artista ha scoperto nella luce che sposa l’arte , lo avvicinano al visitatore che cerca un nuovo capitolo nella storia dell’arte.

E c’è poi un flusso musicale rosato che aleggia negli spazi vagamente gotici del Castello.

Motivi musicali composti dall’artista, molto Philip Glass,  vagamente X-Files e poco Brian Eno che liberamente accompagnano nella  lettura interrogativa dei temi delle opere  e che nel visitatore  stimolano identità, diversificazione, altro.

Diego Boiocchi - opere

L’Artista

Diego Boiocchi, alias Moho, nasce a Stradella (PV) il 23 settembre 1971 e vive tra due luoghi, Pavia e Zenevredo. A Zenevredo ha sede l’atelier compositivo, in via Gallini 5, dimora storica che vide i natali di Carlo Alberto Pisani Dossi, poeta della Scapigliatura. Nel laboratorio realizza opere in diverse tecniche, dall’olio su tela alla digital art, dal finger painting all’acquerello, dal BIT WAX al BIT FRESCO. Nello stesso luogo compone le sue musiche, ideate ed eseguite su pianoforte, ivi registrate ed editate con sistemi digitali e/o analogici. Dalla spiccata curiosità ed interessato a diversi ambiti del sapere e dell’arte, ha studiato pianoforte (Maestro Ennio Poggi), Composizione, Contrappunto, Orchestrazione, Pittura (Maestro Egidio Demelli) ed ha viaggiato in molte località lontane, prediligendo l’India, il Nepal, il Kashmir alle mete occidentali, apprezzandone la cultura e l’approccio alla vita. In ambito extra artistico, Diego ha conseguito laurea magistrale presso l’Università di Pavia in ingegneria civile, con indirizzo progettazione di strutture ed esercita la professione di Ingegnere in parallelo all’attività artistica. Si è in particolare occupato di analisi strutturale dinamica non lineare di monumenti storici, quali ad esempio la Cattedrale Gotica di Beauvais, a nord di Parigi, su cui ha operato in collaborazione con il Prof. G. Macchi e le Autorità francesi. Tale preparazione specifica lo ha portato ad essere riconosciuto tra i massimi esperti di modalità costruttive delle costruzioni gotiche. Inscritto ad una seconda laurea, ha studiato presso l’Università di Pavia fisica (teorica) con indirizzo subnucleare, limitando i propri studi al terzo anno accademico. In forma privata ha poi proseguito i propri interessi in fisica, matematica, studio della mente, logica, processi mentali, rapporto tra pensiero e materia, approfondimento di testi e saggi specializzati. L’attività espositiva lo ha visto protagonista solo a far data dell’anno 2014, ossia “quando si sentiva pronto”. In rapida successione lo si è visto partecipare ad innumerevoli ed importanti eventi artistici, nazionali ed internazionali, tramite mostre collettive e personali, con riconoscimenti di valore da parte di personaggi del mondo dell’arte e non.

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