LA BICICLETTA
UN MEZZO
DA RISCOPRIRE
Quanto è bello andare in bicicletta, riscopriamolo con l’arrivo della bella stagione, un ulteriore buon motivo per muoversi all’aria aperta sulle due ruote: la bicicletta consente infatti di spostarsi agilmente, facendo una sana attività fisica e contribuendo alla riduzione di emissioni di CO2; quindi salute e risparmio. Alcune idee e consigli per iniziare questa divertente attività. Vorresti uscire all’aperto ed imparare ad andare in bicicletta? Forse ti senti in imbarazzo perché non sai ancora andare in bici? Oppure non vedi l’ora di iniziare quest’avventura e vivere una delle esperienze più salutari e appaganti che ci siano. Trova un posto sicuro in cui esercitarti. La migliore superficie per andare in bici è il cemento. Qualunque sia la tua scelta per iniziare, assicurati che la zona sia pianeggiante, al massimo qualche lieve pendenza potrebbe aiutarti a prendere lo slancio, ma evita assolutamente spazi ristretti, pendii scoscesi e il traffico. Pedalare sul marciapiede può essere pericoloso e in alcune zone è persino illegale, soprattutto nelle aree urbane. È necessario indossare il casco per la propria incolumità. È più facile mantenere l’equilibrio quando si va veloce. Se non hai molta esperienza, pedalare lentamente non è la cosa più sicura da fare per restare in equilibrio.
Alcuni consigli pratici: Trova una zona sicura e lontana dal traffico per esercitarti. Ottimi posti per esercitarsi sono cortili delle scuole, campi da calcetto e parcheggi vuoti. Tieni il sellino abbassato soltanto per esercitarti. Appena avrai imparato a pedalare, regola il sellino all’altezza giusta per evitare problemi alle ginocchia (dovresti riuscire a tenere le gambe quasi diritte). Abbi pazienza e non aver paura di cadere dalla bici. Le cadute aiutano a prendere confidenza con la bicicletta e, all’inizio, ti insegnano ad andare piano. Non preoccuparti se ci vorrà un po’ di tempo prima di riuscire ad acquistare dimestichezza con la bicicletta. Continua ad esercitarti! Non smettere per qualche graffio. Indossa delle protezioni se necessario, ma ricorda che con un po’ di pratica non cadrai più. Leggi dei libri o dei manuali dedicati alla bicicletta: potrebbero contenere consigli preziosi per pedalare su strada e mantenere in buone condizioni la bici. Quando impari a mantenere l’equilibrio, cerca di non irrigidire le braccia. Le biciclette sono progettate per restare in equilibrio se non vi sono troppe interferenze; ecco perché alcune persone riescono a pedalare senza mani sullo sterzo. Cerca di essere sempre prudente per strada ed agisci in maniera responsabile. Se vuoi, puoi continuare a indossare le protezioni. Se non sopporti il casco ed i guanti, potresti esercitarti su un prato anziché sul cemento. Tuttavia, ricorda che in alcuni stati la legge prevede l’utilizzo del casco per i ciclisti. Andare in bicicletta è come guidare l’automobile: si tende a dirigere il veicolo nella direzione in cui si guarda, perciò fai attenzione a dove vai. Se decidi di percorrere una strada accidentata o in salita, assicurati di avere una preparazione fisica adeguata. Una volta imparato ad andare in bicicletta, non lo dimenticherai mai più. Una bicicletta dotata di cambio è più difficile da usare, soprattutto per i principianti. Ricorda che le marce più basse ti permetteranno di fare meno fatica, ma a velocità ridotta e solitamente vengono usate per affrontare percorsi in salita o lunghi tratti in pianura. Le marce più alte sono consigliate in discesa ed i ciclisti esperti le utilizzano perché permettono di raggiungere alte velocità, sebbene lo sforzo sia maggiore. Le rotelle possono essere utili per prendere dimestichezza con la bici. Per chi fosse interessato al ciclismo dal punto di vista della fisica, il bilanciamento della bici ed il cambio di direzione dipendono dalla dinamica della ruota posteriore che, avendo un raggio più piccolo della ruota anteriore, permette di procedere in linea retta. Inclinarsi da un lato non aiuta a cambiare direzione, ma causa soltanto un disallineamento delle ruote. Appena avrai un po’ di dimestichezza con la bicicletta, potrai rendertene conto in prima persona; basterà pedalare in una pozzanghera cercando di girare: noterai che la traccia lasciata dalla ruota anteriore va in una direzione sbagliata prima di effettuare la curva, percorrendo una traiettoria diversa da quella posteriore. I motociclisti chiamano questo effetto controsterzo: si posiziona per un attimo lo sterzo come per andare nella direzione opposta a quella desiderata, in modo da disallineare le ruote, dopodiché si procede nella direzione giusta finché le ruote non torneranno ad allinearsi dopo la curva. In un certo senso, lo stesso principio può essere applicato nel ciclismo, sebbene l’effetto sia più evidente ad alte velocità. In ogni caso, la comprensione teorica di questo principio non è fondamentale per essere un buon ciclista. Molte sono le iniziative volte a favorire il ricorso a questo mezzo di trasporto, soprattutto con l’arrivo della primavera.
Proprio il 1° aprile, nella ricorrenza della Pasquetta, la FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, in accordo con le Ferrovie dello Stato, ha come ogni anno lanciato la campagna “Bicintreno”: i cicloescursionisti intenti nella consueta scampagnata del lunedì dell’Angelo hanno potuto usufruire del trasporto gratuito del mezzo sui treni regionali di tutta Italia. Sempre la FIAB incorona poi Vicenza, dal 5 al 7 aprile, capitale del cicloturismo: durante le giornate si riuniranno nella città veneta 200 delegati della Federazione provenienti da tutta Italia, insieme a tour operator nazionali e stranieri, per parlare di questa nuova frontiera del turismo alternativo. Il 6 aprile è infatti previsto il convegno “Cicloturismo: risorsa per l’economia e il territorio”, durante il quale saranno premiate personalità che hanno promosso l’utilizzo della bicicletta, come Gianni Garbin, che ha percorso l’Italia con la sua handybike, la bici pieghevole e trasportabile anche mano, o il ciclista ipovedente Simone Salvagnin. Il cicloturismo è un fenomeno che sta del resto conquistando una fetta sempre più ampia nel turismo convenzionale, convogliando aspetti importanti come sostenibilità, cultura del territorio e itinerari slow, che favoriscono la promozione e la crescita economica di realtà minori, fuori dagli usuali circuiti di visita. Pensiamo solo che in Austria, dove il cicloturismo vede l’appoggio e il sostegno delle istituzioni, il percorso Passau-Vienna, lungo il Danubio, accoglie annualmente circa 200 mila turisti in bicicletta, con importanti ricadute per tutti i piccoli centri interessati dal percorso. E in Germania, i 40 mila chilometri di percorsi ciclabili, producono un indotto di ben 8 miliardi annui. Nel nostro Paese avanzano alcuni progetti in tal senso. Nel settembre 2012 è stato inaugurato il Parco Cicloturistico dei Navigli, progetto ideato da Touring Club Italia, realizzato grazie al sostegno di sponsor privati, che ha coinvolto le regioni di Lombardia e Piemonte, e le province di Milano, Novara e Pavia, con 46 Comuni dell’area. Quattro i percorsi previsti e divisi per chilometraggio, ognuno supportato da tracce GPS. C’è poi VENTO, il progetto di itinerario ciclabile che collega Venezia a Torino seguendo il tracciato del fiume Po: 679 chilometri che interessano 14 mila aziende agricole, oltre 300 attività ricettive e 2 mila spazi commerciali, che potrebbero beneficiare positivamente del progetto. In parte l’itinerario di VENTO già esiste ed è percorribile, ma per completarlo occorre un ulteriore investimento di 80 milioni di euro e l’accordo delle istituzioni: in tre anni, in concomitanza con l’apertura dell’Expo 2015, la lunga ciclabile potrebbe così essere inaugurata, collegandosi magari ad altri percorsi simili, con ampio vantaggio per il territorio. In speranzosa attesa che i grandi progetti volgano a compimento, si organizzano nel frattempo iniziative più piccole, ma non meno importanti. Parte in questi giorni nel Comune di Cagliari, la BiciBus, un percorso cittadino volto a favorire il ricorso delle due ruote ecologiche anche per brevi spostamenti: i cittadini dotati di bicicletta potranno infatti raccogliersi in gruppo per affrontare insieme e in maggior sicurezza il percorso. Stessa iniziativa è riproposta in diverse città, come a Milano, Reggio Emilia e Bari, per accompagnare invece i bambini a scuola.Tanti sono dunque i vantaggi per promuovere e diffondere la cultura delle due ruote nel nostro Paese, dal benessere fisico, allo sviluppo territoriale, fino alla riscoperta della socialità.











